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Aspetti dell'antipolitica nella democrazia italiana

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Visentin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Andrea Fabrizio Pirni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

Nell’ultimo decennio, in Italia vi è stato un profondo processo di mutamento politico. La sfiducia nei confronti delle istituzioni e dei soggetti tradizionali della partecipazione (soprattutto i partiti) si è tradotta in pulsioni antipolitiche e nello sviluppo di risposte populiste, personalistiche e pseudocarismatiche. L’attuale discorso antipolitico è un fenomeno complesso e non omogeneo, da sempre, un’etichetta sotto la quale si celano più realtà, spesso in contraddizione tra loro.
Inoltre, l’antipolitica si può ricondurre a diverse tipologie, tra cui un’antipolitica attiva e una passiva, e a diversi attori, da cui la distinzione tra un’antipolitica élite level e una mass.

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Introduzione Nell’ultimo decennio, in Italia vi è stato un profondo processo di mutamento politico. La sfiducia nei confronti delle istituzioni e dei soggetti tradizionali della partecipazione (soprattutto i partiti) si è tradotta in pulsioni antipolitiche e nello sviluppo di risposte populiste, personalistiche e pseudocarismatiche. Malgrado i riti, le celebrazioni, gli inchini retorici, i sintomi sembrano non lasciare dubbi: la democrazia italiana (e non solo) è sempre più malandata. L’aspetto singolare è che, a differenza di quanto nei decenni passati molti avevano temuto, il suo deperimento non è la conseguenza di trappole, di imboscate, ma piuttosto di svuotamento, sottonutrizione, apatia, indifferenza. Come si manifesta tutto questo? Osservando la realtà la risposta è: Attraverso il sentimento antipolitico, cioè quella spia che appare e scompare in corrispondenza dei momenti di crisi del sistema sociale, politico, economico. Ovvero una manifestazione evidente di un’eccessiva vischiosità del mutamento politico italiano rispetto alle dinamiche del mutamento sociale, un mutamento nel quale le basi sociali della democrazia si trasformano, mentre gli attori della politica persistono nella loro staticità. L’antipolitica dunque è un fenomeno ciclico, il quale assume livelli di maggiore intensità in corrispondenza di un sistema politico non in grado di rispondere alle domande che emergono dalla società e con istituzioni che non offrono un’adeguata risposta 1 . È spiegabile in questi termini l’attuale discorso antipolitico: Un fenomeno complesso e non omogeneo, da sempre, un’etichetta sotto la quale si celano più realtà, spesso in contraddizione 2 tra loro. 1 Marletti (2002) 2 Mastropaolo (2005) 5

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Parole chiave

antipolitica
astensionismo
demagogia
populismo
berlusconi
lega nord
leaderismo
statuto dei partiti
rabbia verso i partiti
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