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Biologia riproduttiva di Nassarius mutabilis (GASTROPODA, PROSOBRANCHIA)

Informazioni tesi

  Autore: Barbara Bongiovanni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Biologia
  Relatore: Bruno Sabelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 34

Nassarius mutabilis, noto anche con il nome di “lumachino di mare” o “bombolino”, è un piccolo mollusco appartenente alla Classe dei Gasteropodi sottoclasse dei Prosobranchi e fa parte del Superordine Caenogastropoda (Mesogastropoda secondo la sistematica tradizionale). È diffuso nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale dove colonizza fondali sabbiosi e fangosi dell’infra-litorale, generalmente tra i 2 ed i 15 metri di profondità; è molto comune nella laguna veneta e nella fascia costiera adriatica. Questa specie è di rilevante importanza commerciale in Adriatico dove è soggetta a pesca lungo tutta la fascia costiera, in particolare in Emilia–Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. La pesca di questa specie è regolamentata dalla normativa D.M. 30/11/1996 che vieta la cattura di individui al di sotto dei 20 mm di taglia per preservare i giovanili e permettere il mantenimento della risorsa, ma già a partire dal 1984 si assiste a una diminuzione del numero di esemplari di Nassarius mutabilis e ad una riduzione del suo areale di distribuzione, in concomitanza ad una maggiore diffusione di altre specie che occupano la stessa nicchia ecologica, ma che sono molto meno pregiate dal punto di vista commerciale (in particolare la specie antagonista Nassarius reticulatus, nota anche come “falso lumachino”). Non è da escludere che il notevole calo della risorsa riscontrato negli ultimi anni possa essere dovuto ad un eccessivo prelievo e ad una scorretta gestione che ha modificato gli equilibri tra specie nella comunità biologica. Considerando le conoscenze attuali sulla pesca e sulla gestione della risorsa Nassarius mutabilis, risulta molto importante ottenere informazioni aggiuntive riguardanti la biologia riproduttiva e i tempi di accrescimento della specie per cercare di migliorare la gestione della risorsa, di regolamentare il suo sfruttamento e di salvaguardare la specie, favorendone il reclutamento, in Alto Adriatico. A tale fine, questo studio di ricerca ha riguardato l'approfondimento della biologia riproduttiva della specie attraverso l’analisi istologica delle gonadi soprattutto di esemplari con dimensioni medio-piccole della conchiglia identificati come individui di sesso maschile (sulla base di caratteri morfologici quali la presenza/assenza del pene o di ghiandola dell’albume). L’analisi istologica delle gonadi, ove presenti, ha permesso di evincerne il grado di maturità e ulteriori informazioni che hanno contribuito ad ottenere un quadro aggiornato ed il più completo possibile sulle dinamiche riproduttive della specie. Lo studio istologico della gonade evidenzia e conferma che i maschi non raggiungono mai la taglia minima commerciale di 20 mm e non subiscono perciò la pressione di pesca a cui sono invece soggette le femmine. L’analisi della gonade, inoltre, ha permesso di escludere fenomeni di imposex e ha evidenziato la presenza di alcuni maschi con pene piccolo, che potenzialmente potevano rappresentare il momento di inversione sessuale, affetti da una parassitosi ad opera della larva di un Platelminta Trematode, che ha provocato una castrazione parassitaria. I risultati ottenuti hanno rilevanza dal punto di vista gestionale sulla risorsa Nassarius mutabilis, in quanto la taglia commerciale di 20 mm interesserebbe quasi esclusivamente individui maturi di sesso femminile andando a incidere negativamente sulle popolazioni della specie, pertanto sarebbe interessante ed utile approfondire ulteriormente questo tipo di ricerca al fine di provvedere ad una diversa regolamentazione della pesca del lumachino di mare.

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  1   1. Introduzione 1.1. Situazione attuale sulla pesca e sulla gestione della risorsa Nassarius mutabilis in Alto Adriatico La pesca del mollusco Gasteropode Prosobranco Nassarius mutabilis, volgarmente detto “lumachino di mare”, è ampiamente diffusa in Adriatico lungo tutta la fascia costiera e rappresenta un’attività di rilevante importanza commerciale, soprattutto in Emilia – Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. Inizialmente la pesca di questa specie veniva praticata tramite l’uso di reti da traino, in particolare la sfogliara, e delle comuni nasse da seppia, ma, a partire dal 1960, è stata introdotta una nassa specifica per la pesca del lumachino di mare, detta nassino o cestino per lumachini. I nassini sono trappole di forma troncoconica che poggiano stabilmente sul fondo con la base maggiore (diametro di circa 42 cm) mentre l’apertura d’ingresso per le prede è rappresentata dalla base superiore più piccola (circa 21 cm); un tempo venivano realizzati in vimini mentre ora sono costituiti da un’impalcatura in tondino di ferro o acciaio sulla quale viene montata ben tesa una rete con maglie di apertura molto piccola (in genere 18 mm). La rete, in poliammide o poliestere, viene montata sulle pareti laterali oblique con la superficie liscia verso l’interno del nassino per rendere difficoltosa la fuoriuscita degli esemplari e con la superficie ruvida verso l’esterno per facilitarne invece l’ingresso. Questo tipo di piccola pesca è una pesca stagionale che ha luogo dall’inizio dell’autunno alla fine della primavera con una certa discontinuità nel periodo

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Parole chiave

pesca
nassarius mutabilis
lumachino di mare
bombolino
biologia riproduttiva
ambiente
sostenibilità

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