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Critica del soggetto finito e costruzione dell'Assoluto nella "Fenomenologia dello Spirito" di Hegel: l'odissea della coscienza

Scopo di questo lavoro è ripercorrere l’itinerario della coscienza dal sapere ‘finito’, chiuso, limitato, al Sapere Assoluto: pertanto la struttura della tesi seguirà dettagliatamente quella dell’opera hegeliana presa in esame, una delle più complesse opere hegeliane e, si può affermare senza presunzione né esagerazione, di tutta la produzione del pensiero filosofico fino ai nostri giorni.
Unico studio fondamentale di riferimento sarà quindi la Fenomenologia dello Spirito di Hegel, anche se, ovviamente, non mancheranno un’esauriente bibliografia critica di riferimento , né la considerazione di altri testi di Hegel e di altri filosofi; tuttavia si tratterà quindi di un lavoro, essenzialmente, di analisi del testo hegeliano.
L’opera è stata scritta nel 1806 durante la battaglia di Napoleone a Jena, nella quale vengono annientate le truppe prussiane: Hegel non mostra qui alcun sentimento nazionalistico, ma la dimensione temporale, storica, è ivi una coordinata fondamentale.
La storia della Filosofia per Hegel non sarà e non potrà mai essere una semplice “filastrocca di opinioni”, bensì il percorso che la Verità segue nel suo manifestarsi nel tempo.
Le diverse filosofie non sono altro che tasselli di uno svolgimento che lo Spirito Assoluto compie per trovare sé stesso; la storia è quindi una progressione teleologica verso l’autocoscienza e la libertà.
La Filosofia è allora essa stessa storia della Filosofia. Su questa base, come risulta evidente, cade completamente l’opposizione tra verità ed errore; ogni filosofia è necessaria allo svolgimento della verità e nessuna è stata confutata.
Al più si può parlare di dialettica tra verità parziali, ognuna delle quali conserva un suo valore intrinseco.
Nell’ottica hegeliana tutte le filosofie che lo hanno preceduto non hanno quindi fatto altro che fondare la consistenza della sua stessa filosofia, intesa come manifestazione più alta della Verità; in questo senso possiamo affermare che la Fenomenologia dello Spirito è anche una riflessione critica sulla storia, quindi una filosofia della storia.
Nell’opera hegeliana assistiamo quindi ad una progressiva critica del soggetto finito che si muove contemporaneamente ad una parallela costruzione del Sapere Assoluto.
Si è scelto, infine, il presente argomento come tesi di perfezionamento in Filosofia con l’intento di proseguire il lavoro già iniziato nel 1986 con la tesi di laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Firenze, ove si era svolto un lavoro di analisi dei testi hegeliani dai primi Scritti teologici giovanili alla Logica e Metafisica di Jena (1804/05), sotto la guida della Prof. ssa Maria Moneti, già allieva del Chiarissimo Prof. Cesare Luporini (1909-1993); con questo studio si vuole quindi portare a compimento il problematico rapporto tra soggetto ed oggetto nel periodo di Jena, il più proficuo nella produzione hegeliana, arrivando alla trattazione della Fenomenologia dello Spirito (1806).
Il presente lavoro seguirà quindi l’itinerario hegeliano dalle prime “figure” della coscienza fino al raggiungimento del Sapere Assoluto e si articolerà in capitoli, paragrafi e sotto-paragrafi.
Nelle “Considerazioni conclusive” si cercheranno solo di intravedere i successivi sviluppi di quello che sarà il pensiero hegeliano nelle opere della cosiddetta “maturità”, vale a dire nella Scienza della logica (1816) e nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio (1817), scritti hegeliani del periodo di Heidelberg.
Per quanto riguarda l’analisi della Prefazione e dell’Introduzione, si citeranno, piè di pagine, i paragrafi del testo hegeliano, mentre per quanto concerne il corpo dell’opera di Hegel considerata, si farà riferimento alle pagine dell’edizione presa in esame.

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3 G. W. F. Hegel

Tesi di Master

Autore: Marco Martini Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.