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Il mercato delle acque minerali

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Frattarolo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale (Economia e Professioni/Consulenza Aziendale)
  Relatore: Caterina Tricase
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

L’acqua rappresenta una merce di origini antichissime su cui l'uomo ha costruito miti, religioni e civiltà e che ancora oggi rappresenta una ricchezza indispensabile per il progresso economico.
La commercializzazione delle acque minerali in Italia ha avuto inizio intorno al 1890, cui seguì la costruzione dei primi impianti di imbottigliamento e nell'anno 1990 l’Italia è divenuto il primo paese al mondo nella produzione di acqua minerale naturale.
Secondo la legge italiana infatti, sono considerate minerali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate, con caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, con proprietà favorevoli alla salute. La loro classificazione riguarda le varie tipologie commercializzabili, fra cui abbiamo le acque minimamente mineralizzate, le acque oligominerali, le acque mediominerali ed infine le acque minerali. La loro distinzione avviene in base al contenuto di residuo fisso, ai caratteri generali ed organolettici oltre che alle successive ricerche avanzate in laboratorio attraverso le prove chimico-fisiche, la sperimentazione tossicologica su cavie per determinare gli eventuali effetti fisiologici e le sperimentazioni cliniche che consentono di determinare le proprietà salutari delle acque in questione, da riportarsi direttamente in etichetta. Tale etichettatura deve essere fatta in modo da non indurre in errore l’acquirente sulle caratteristiche del prodotto; in particolare sulla natura, identità, qualità, composizione, quantità, curabilità, luogo d’origine o di provenienza.
Nella seconda parte del lavoro è affrontata la normativa italiana e regionale sulla produzione, consumo, commercio ed etichettatura delle acque minerali, basata sulle varie Direttive europee che si sono succedute nel tempo.
Successivamente è descritto l’intero ciclo produttivo delle acque minerali che provengono generalmente da una foce d’acqua oppure dalla confluenza e miscelazione di più sorgenti d’acqua, e che una volta arrivate allo stabilimento sono sottoposte a numerosi e rigorosi controlli prima e durante le varie fasi di imbottigliamento. La fase di imbottigliamento comprende un insieme di procedure automatizzate nel loro insieme per il riempimento delle bottiglie che sono di due tipologie, quella in PET e in vetro (vuoti a rendere).
Si affronta il mercato italiano, produzione e consumo, la classificazione dei maggiori gruppi produttori, aziende e marchi in Italia e all’estero.
Infine si è affrontato il caso studio sulle sorgenti della salute in Puglia e le problematiche connesse al settore.

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Introduzione L’acqua rappresenta una merce di origini antichissime su cui l'uomo ha costruito miti, religioni e civiltà e che ancora oggi rappresenta una ricchezza indispensabile per il progresso economico. La commercializzazione delle acque minerali in Italia ha avuto inizio intorno al 1890, cui seguì la costruzione dei primi impianti di imbottigliamento e nell’anno 1990 l’Italia è divenuto il primo paese al mondo nella produzione di acqua minerale naturale. Secondo la legge italiana infatti, sono considerate minerali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate, con caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, con proprietà favorevoli alla salute. La loro classificazione riguarda le varie tipologie commercializzabili, fra cui abbiamo le acque minimamente mineralizzate, le acque oligominerali, le acque mediominerali ed infine le acque minerali. La loro distinzione avviene in base al contenuto di residuo fisso, ai caratteri generali ed organolettici oltre che alle successive ricerche avanzate in laboratorio attraverso le prove chimico-fisiche, la sperimentazione tossicologica su cavie per determinare gli eventuali effetti fisiologici e le sperimentazioni cliniche che consentono di determinare le proprietà salutari delle acque in questione, da riportarsi direttamente in etichetta. Tale etichettatura deve essere fatta in modo da non indurre in errore l’acquirente sulle caratteristiche del prodotto; in particolare sulla natura, identità, qualità, composizione, quantità, curabilità, luogo d’origine o di provenienza. Nella seconda parte del lavoro è affrontata la normativa italiana e regionale sulla produzione, consumo, commercio ed etichettatura delle acque 1

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