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Picturesque, Villainy, Sensibility in The Mystery of Edwin Drood: Charles Dickens e il romanzo gotico tra tradizione e innovazione.

Il presente studio sul romanzo dickensiano "The Mystery of Edwin Drood" verte su tre gothic patterns (picturesque, villainy, sensibiliy) rielaborati, e resi quanto mai attuali, a partire dalla tradizione tardo-settecentesca del romanzo gotico inglese. Charles Dickens, scrittore dell'Età Vittoriana, nel plasmare la sua opera, attinse in particolare dal repertorio letterario di Ann Radcliffe, adattando ai suoi moderni intenti di critica e riforma sociale lo stile, le tipologie umane e gli effetti "pittorici" presenti in "The Romance of the Forest","The Mystery of Udolpho" e "The Italian", pubblicati dalla Radcliffe nell'ultima decade del XVIII secolo.

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3 INTRODUZIONE La fiorente stagione del romanzo gotico inglese, inaugurata nel 1764 da Horace Walpole con The Castle of Otranto, a Gothic Romance, ha coperto a più riprese all’incirca un lustro, dominando tutto il trentennio di fine Settecento e anche il primo ventennio dell’Ottocento. La scrittrice Ann Ward, maggiormante nota come Ann Radcliffe, dovette il proprio clamoroso successo, che le valse la reputazione di “ Queen of Terror” 1 , proprio alla sua maestria in questo genere. Il vasto successo di pubblico ottenuto dalle sue opere e da quelle di altri maestri come Matthew Gregory Lewis, non solo generò in quegli anni una sovrapproduzione di romanzi gotici minori, più commerciali e di maniera, ma consacrò tematiche e ambientazioni letterarie alle quali gli scrittori dell’E tà Vittoriana, tra cui Charles Dickens, attinsero copiosamente e diedero nuovo respiro. Charles Dickens fu sempre soggetto al fascino della narrativa gotica Tardo– Settecentesca e Primo–Ottocentesca 2 , ma mai come nella fase conclusiva della sua vita di scrittore, attinse così a piene mani da quell’inesauribile repertorio tematico e scenografico di cui il suo ultimo romanzo, The Mystery of Edwin Drood (1870), reca tracce particolarmente evidenti e abbondanti. Questa tesi nasce proprio con lo scopo di individuare, all’interno del romanzo sopra citato, almeno tre dei principali gothic patterns (quelli esplicitati nel titolo del presente lavoro) e di porre in relazione l’uso che ne fece Dickens con l’uso che ne fece Ann Radcliffe in The Romance of the Forest (1791), The Mysteries of Udolpho, a Romance (1794) e The Italian, or the Confessional of the Black Penitents (1797). Esaminando e confrontando le opere appena menzionate sono emersi sorprendenti punti di contatto tra i due autori, ma soprattutto si può notare come Dickens abbia saputo 1 PAUL VARNER, Historical Dictionary of Romanticism in Literature, Rowman & Littlefield Publishers, Lanham, 2014, p.332. 2 Non esiste, infatti, un’opera di Dickens del tutto esente dall’influsso di tale narrativa. Da sempre egli utilizza la tipica polarizzazione “gotica” villains/heroes and heroines: cinici seduttori, calcolatori spietati, parassiti sociali, personaggi abietti e invidiosi votati alla frode e alla menzogna gravitano continuamente intorno a coloro che, forti della propria integrità morale, perseguono onestamente e con vera umiltà cristiana un ideale di vita cristallino, che antepone l’amore verso il prossimo all’amor proprio e il bene altrui al bieco tornaconto personale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniela Marras Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 248 click dal 11/09/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.