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La spending review con particolare riguardo alla disciplina delle locazioni passive PA: il caso ISPRA

Informazioni tesi

  Autore: Maria Castellani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica TEL.M.A.
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dell'amministrazione
  Relatore: Roberto Benedetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

Il lavoro in esame ha sviluppato per grandi linee la tematica della spending review, con particolare riguardo alla disciplina delle locazioni passive della Pubblica Amministrazione, dalla cui razionalizzazione il legislatore prevede di ottenere consistenti economie di spesa, contribuendo in tal modo al reperimento delle risorse necessarie allo Stato per la riduzione del debito pubblico. Ci si pone l’obiettivo di verificare se tutti gli interventi normativi sulle locazioni passive di questi ultimi anni rientrano nell’ambito della spending review ovvero se, come per altre voci di spesa cd. ‘intermedia’, si assiste a fasi alterne tra ‘tagli lineari’ e ‘revisione della spesa’, quale mediazione tra l’incapacità dei pubblici poteri di selezionare, tra le diverse attività pubbliche, quelle meritevoli di essere sostenute e l’esigenza di risanamento dei conti pubblici.
A tal fine, si è riportato il caso concreto dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale che ha attuato un piano di razionalizzazione degli immobili per gli anni 2011-2013 conseguendo un risparmio di € 2.700.000,00 circa (IVA escl.) – certificati dalla Corte dei Conti, a seguito di accorpamenti di uffici e di migliore gestione degli spazi, con il supporto dell’Agenzia del Demanio.
A seguito di tale riorganizzazione logistica, appare di difficile attuazione un’ulteriore riduzione sia di superfici che di canoni locativi, imposta dall’art. 24 del DL 66/14, prefigurandosi il rischio di ulteriori tagli sulla spesa per beni e servizi quale meccanismo sanzionatorio: il legislatore non ha tenuto conto delle difficoltà di attuazione per quelle PA che, oltre ad aver già “razionalizzato”, per l’assolvimento di specifiche attività istituzionali non possono prescindere dall’esistenza di locali e spazi più ampi in relazione ad aspetti di sicurezza e funzionalità ad essa sottesi.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro trae la sua origine dall’impegno della sottoscritta nell’attività di controllo di gestione del Dipartimento dei servizi generali e gestione del personale dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale 1 (di seguito ISPRA) dal 2006 ad oggi, quando ancora si chiamava APAT – Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e dei Servizi Tecnici. Tale impegno è stato finalizzato alla formulazione di proposte operative per il raggiungimento di obiettivi di contenimento dei costi per ‘consumi intermedi’ 2 , garantendo i medesimi standard di qualità, nello spirito della ‘spending review’, prima ancora che venisse rilanciata a livello normativo, in un quadro di congiuntura economica nazionale, e non solo, che ha determinato una continua riduzione del contributo statale. A seguito, poi, dell’attuazione del piano di razionalizzazione degli immobili di ISPRA, i cui risultati attesi sono stati pienamente raggiunti 3 , in concomitanza con la conclusione del percorso di studi, si è deciso di puntare su questa tematica per predisporre un elaborato organico con l’obiettivo di verificare se tutti gli interventi normativi sulle locazioni passive di questi ultimi anni rientrano nell’ambito della spending review o, come per altre voci di spesa, si assiste a fasi alterne tra ‘tagli lineari’ e ‘revisione della spesa’, quale mediazione tra l’incapacità dei pubblici poteri di selezionare, tra le diverse attività pubbliche, quelle meritevoli di essere sostenute (Perez, 2009) e l’esigenza di risanamento dei conti pubblici. Il lavoro consta di quattro capitoli, partendo dall’analisi dei conti pubblici nell’Unione Economica Monetaria (UEM) e in Italia a seguito della crisi dei mutui subprime americani che ha investito pienamente il vecchio continente ed alla luce della nuova governance 1 L’art. 28 del D.L. 112/08 istituisce ISPRA che nasce dall’accorpamento di tre Enti – ICRAM, INFS e APAT, ora soppressi. E’ un ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia tecnica, scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, amministrativa, patrimoniale e contabile, sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 2 Per la composizione analitica di tale voce si rimanda all’Allegato A della circolare RGS n. 5 del 2 febbraio 2009 3 Cfr. Determinazione n. 2/2014/G della Corte dei Conti in Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello stato (gestione degli immobili ISPRA) (Corte dei Conti, 2014) 3

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Parole chiave

spending review
dl 66/14 art. 24
tagli lineari
ispra
demanio
locazioni
razionalizzzione

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