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Il rating di legalità. È un fattore di accrescimento del valore d'impresa e del suo merito creditizio?

Nel corso del lavoro saranno esaminati gli aspetti giuridici ed economici considerati dagli intermediari bancari per l’emissione del rating, (cd rating interno). Si esaminerà poi il ruolo delle agenzie di rating, della natura contrattuale che le legano agli emittenti e le eventuali azioni di responsabilità in cui incorrono. Si esamineranno le norme tendenti a disciplinare i conflitti di interesse con particolare riferimento alle direttive UE. Si passerà poi all’esame delle norme giuridiche che regolano l’attribuzione dello specifico rating di legalità ed infine saranno esaminati i vantaggi che derivano alle imprese portatrici di stellette in seguito all’accresciuto merito creditizio. Ci si soffermerà inoltre sugli aspetti critici del rating di legalità individuandone suggerimenti per il miglioramento.
SI RINGRAZIA IL RELATORE PROFESSORESSA MARIA GRAZIA STARITA ED IL CORRELATORE PROFESSORE GABRIELE SAMPAGNARO PER LA PARTICOLARE DISPONIBILITA' E CORTESIA DIMOSTRATA.

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INTRODUZIONE L’Italia è percepita a livello internazionale come una nazione ad elevato rischio di corruzione che assume dimensioni e un perimetro ben più ampio che in altri paesi sviluppati. Le cronache degli scandali nazionali ne forniscono frequenti conferme. I comportamenti illegali e, soprattutto, le interferenze delle organizzazioni criminali con l’attività di impresa ostacolano il corretto funzionamento del mercato concorrenziale e lo sviluppo di un’economia sana. E’ dato notorio che il fatturato delle imprese illegali supera il 10% del PIL italiano, ove per tali imprese si intendono tutte quelle attività svolte in regime di non osservanza delle leggi. Può trattarsi di inosservanze “gravi” quali il riciclaggio di denaro “sporco”, l’inquinamento ambientale, la mancata osservanza di norme sulla sicurezza sul lavoro, la contraffazione di marchi o di inosservanze “lievi” quali il mancato pagamento di imposte comunali, l’occupazione abusiva di suolo pubblico, ma è innegabile che il mancato rispetto di qualunque norma crea un ingiusto vantaggio economico che penalizza le imprese che si adeguano “in toto” al vivere civile. Poiché l’approccio repressivo al malaffare non è risultato idoneo a una deterrenza effettiva, di recente si sono affiancati strumenti di tipo premiale, mirati a sostenere concretamente chi svolge un’attività imprenditoriale improntata al rispetto di regole etiche e di normative specifiche, volte a incentivare un’emancipazione culturale verso comportamenti virtuosi, atti a determinare positive ricadute reputazionali in quanto oggetto di pubblico riconoscimento (Azzollini, 2015). 5

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Carla Nicolay Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1232 click dal 16/09/2015.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.