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Il cinema di Lars von Trier: sfida alle regole

Una monografia completa sui film di Lars von Trier, dalle prove iniziali a "Le 5 variazioni", ma anche una riflessione ordinata su:
* le questioni affrontate da von Trier dentro e fuori dal film,
* la portata concettuale di alcune tematiche ricorrenti
* le “innovazioni” formali concepite dal regista danese a partire da Dogma ’95

Particolare cura è stata rivolta ai seguenti aspetti, trascurati da altre monografie:
* i limiti e gli ostacoli più o meno credibili che Lars von Trier si autoimpone nell’intraprendere ogni progetto; perché non può farne a meno; perché, terminato il lavoro, congeda definitivamente queste regole, nel frattempo divenute veri e propri canoni per altri registi.
* l’influenza che l’ideatore del Dogma ha avuto sui colleghi danesi e poi scandinavi, incoraggiando e sostenendo il “disgelo” del cinema nordico grazie alla sua casa di produzione, Zentropa, oggi imprescindibile realtà europea.
* l’apparente difficoltà a cogliere un filo conduttore nella produzione del regista; il ricorrente utilizzo della trilogia come strumento (spesso assai poco efficace) per mettere in relazione storie idealmente affini.
* Lars von Trier come maestro del self-marketing: la creazione di un personaggio pubblico istrionico e polemico; il rapporto burrascoso con i colleghi, con gli attori e con i media; a quali atteggiamenti possiamo credere e quali sono mossi da puro intento commerciale.

Per quanto riguarda la parte nozionistica, il testo esamina tutti i progetti intrapresi dal regista (compresi i cortometraggi) in ordine cronologico e/o tematico, e riporta le vicende legate alla genesi del film, oltre alla trama e alle notizie riguardanti la realizzazione, la promozione ed il successo ottenuto.

Stile e contenuto di ogni film sono di volta i volta commentati e messi in relazione con la filmografia precedente e col contesto cinematografico sia europeo che internazionale (non mancano i richiami a Carl Theodor Dreyer, ispiratore di von Trier, le cui citazioni sono puntualmente spiegate).

In appendice, infine, oltre ai dati tecnici della filmografia, una breve ma essenziale rassegna dei manifesti scritti dal regista permette al lettore meno informato di leggere interamente i testi che, insieme con le numerose interviste, sono costantemente citati nella trattazione. Infine, una completa bibliografia, comprendente saggi e articoli pubblicati su periodici, che aggiorno costantemente.

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INTRODUZIONE Intraprendere un discorso su Lars von Trier (Copenhagen, 1956) e sulla sua carriera cinematografica, poco più che ventenne e con davanti numerosi film in lavorazione, progettati o soltanto ideati, può apparire un’operazione prematura e rischiosa. Eppure un complesso sistema di fattori derivanti dal lavoro del regista ci incoraggia non solo a riordinare e a individuare alcune costanti lungo la sua filmografia, ma anche a verificare l’opportunità delle accuse rivoltegli dai media. Lars von Trier è, di volta in volta, provocatore, nevrotico, fobico, antifemminista, antiamericano, antiborghese, cattolico ribelle e, naturalmente, regista sui generis. La sua inafferrabilità caratteriale, accompagnata dalla naturale predisposizione a far parlare di sé, ha contribuito notevolmente all’affermazione del movimento cinematografico legato al manifesto DOGMA ’95, nonché alla rapida rinascita del cinema scandinavo e all’espansione della casa di produzione Zentropa, promotrice di grandi realizzazioni e attenta sostenitrice dei nuovi talenti del Nord. Dopo due film (L’elemento del crimine e Epidemic) poco apprezzati, Lars von Trier si aggiudica con Europa un premio minore al festival di Cannes del 1991, chiudendo non solo una buia trilogia ambientata in una livida Europa post-olocausto umida e infetta, ma anche una scrittura troppo regolare e controllata per garantire al regista quella piena espressione creativa che è, per il regista danese, abbattimento di limiti inflittagli da quella ricerca di disciplina intrapresa nell’infanzia. La reazione alle regole, avviata con un’innovativa serie televisiva che immette il sarcasmo nell’horror (The Kingdom), prosegue lungo una seconda trilogia incentrata sul ruolo dell’eroina martire, già protagonista di un’interessante versione di Medea. Le onde del destino, Idioti e 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Davide Daghia Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1536 click dal 01/10/2015.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.