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L'integrazione dei disabili a scuola e nel lavoro nell'Italia repubblicana: un profilo storico-politico (1945-1992)

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Pelullo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze pedagogiche
  Relatore: Alberto Preti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

La tesi consiste in una dettagliata analisi di tutta la normativa che ha portato i disabili di tutte le categorie all'integrazione nella scuola e nel mondo del lavoro. Partendo dagli antecedenti (Regno d'Italia), ci si è soffermati in particolare nel periodo della Prima Repubblica (fino alla "Legge quadro" del 1992). Dibattiti parlamentari, diverse posizioni politiche, diversi sguardi sulla disabilità in un'Italia che, dalla fine della Seconda Guerra mondiale, è cambiata velocemente e drasticamente. E' una ricerca storica, dettagliata dal punto di vista della nascita stessa delle leggi e della percezione sociale sulla disabilità stessa.

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INTRODUZIONE La motivazione principale che mi ha spinto a trattare il tema della legislazione italiana sull’integrazione delle persone disabili è da ricercare nella mia personale attitudine a considerare l’ handicap come un insieme di ostacoli creati dalla società e non insiti nella persona disabile, oltre che nella passione che ho avuto per lo studio della Storia dello Stato Sociale durante il corso di laurea Magistrale in Pedagogia. Da studente di pedagogia, non è stato affatto facile fare un lavoro di ricostruzione storico- politica, far “parlare le fonti”. Non mi ero mai trovato a fare un lavoro simile di ricerca su contenuti così specifici e sulla loro contestualizzazione nella storia italiana. E’ stata questa difficoltà il filo conduttore che mi ha spinto ad andare il più possibile a fondo nelle questioni, nei dibattiti, nelle visioni diverse che la società e la politica italiana hanno assunto nel corso degli anni nei confronti della disabilità. Il punto di partenza di questa ricerca è la nascita delle politiche sociali per i disabili, quasi del tutto inesistenti nell’Italia liberale se non in forma di assistenza e carità, quindi senza alcuna distinzione tra povero e disabile. L’inserimento (non si può definire “integrazione”) inizia con i mutilati e gli invalidi della Grande Guerra, in un periodo difficile per l’Italia, per poi, lentamente, allargarsi a più categorie. Sia per quanto riguarda la scuola, sia per quanto riguarda la formazione professionale e il lavoro, il percorso legislativo italiano non è affatto semplice e veloce. Le difficoltà sono state molte, e la voce degli esclusi è sempre l’ultima ad essere ascoltata. La ricerca ha come periodo principale di riferimento quello che viene definito “Prima Repubblica”, la cui fine, nello specifico della legislazione per i disabili, coincide con l’entrata in vigore della legge-quadro n. 104 del 1992. Una legge che chiude un ciclo (e ne apre un altro) contemporaneamente all’Italia che chiude un’epoca. 1

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