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La scuola italiana: dalla carta al digitale

Informazioni tesi

  Autore: Milena Lombardo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Paolo macrì
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 214

Con questo lavoro, che mi ha permesso di arrivare tra i tre finalisti del concorso MED "Premio Giannatelli" 2015, ho tentato di sviluppare un tema tanto attuale e complesso come quello dell'avvento delle nuove tecnologie in ogni ambito del sapere umano e del sociale, approfondendo in particolare le dinamiche con cui il mondo editoriale e il sistema scolastico italiani (ma non solo) hanno affrontato e stanno ancora affrontando questo fenomeno.

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CAPITOLO I DALLE NORMATIVE EUROPEE A QUELLE ITALIANE: FARE CHIAREZZA La maniera migliore per affrontare una tematica decisiva come quella del passaggio dalla carta al digitale nella scuola italiana, come per altri studi considerevoli, è forse partire da alcune considerazioni oggettive, che ci aiutino ad inquadrare il contesto di riferimento in cui si sta compiendo l’evoluzione di cui vogliamo trattare. Innanzitutto, dunque, quali sono state, dalla comparsa delle nuove tecnologie nella società europea ad oggi, le decisioni prese dalle istituzioni in merito all’apporto digitale nella scolastica? 1.1 Un primo approccio condiviso: le direttive del Consiglio europeo di Lisbona (2000) La prima significativa presa di coscienza, da parte dei governatori d’Europa, del ruolo sempre più rilevante che la tecnologia digitale avrebbe assunto nel campo dell’istruzione risale all’anno 2000, e in particolare al 23 e al 24 marzo, giorni in cui si svolse il Consiglio europeo di Lisbona. In quelle due giornate per l’Europa venne adottato l’obiettivo strategico di “diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale” 7 . Meta ambiziosa che venne fissata per il 2010, e al cui raggiungimento avrebbero contribuito azioni stabilite sempre dal Consiglio per dieci aree distinte, tra cui apparivano anche politiche sociali e settori economici e socio-culturali. Molto significativo è il fatto che per la prima volta venisse riconosciuto il ruolo fondamentale che istruzione e formazione avrebbero ricoperto per la crescita e lo sviluppo dei Paesi. Un’economia “basata sulla conoscenza”, appunto, che avrebbe 7 Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo, Lisbona, 23 e 24 marzo 2000, reperibile su www.europarl.europa.eu/summits/lis1_it.htm. 9

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