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Effetti della terapia con steroidi sessuali in soggetti con disforia di genere

La disforia di genere è una condizione di forte e costante identificazione nel sesso opposto a quello biologico, che determina nel paziente un persistente disagio e senso di inadeguatezza nel proprio corpo.
La gestione dei pazienti DG è di tipo multidisciplinare, condizione necessaria per garantire la soddisfazione delle richieste di questi soggetti durante la transizione del genere e nel follow up post-operatorio.
Il percorso di transizione di genere inizia con l’approccio psicologico/psichiatrico essenziale per avere una diagnosi, dopo di che si può iniziare l’approccio endocrinologico che da il via al trattamento con steroidi sessuali cross-sex.
Il trattamento ormonale è vincolato da controindicazioni assolute e relative; è compito dell’endocrinologo assicurarsi che la transizione di genere avvenga senza rischi importanti per la salute del paziente.
Per completare la transizione di genere, i soggetti DG devono affrontare anche un percorso legale e un percorso chirurgico.
I trattamenti con steroidi sessuali del genere opposto provocano modificazioni non solo a livello fenotipico (distribuzione del grasso corporeo, peluria viso e corpo, tono della voce) ma anche a livello di emocromo, quadro lipidico, densità ossea, muscolo scheletrico e ovviamente quadro ormonale.
In questo mio elaborato ho presentato i risultati di due studi sperimentali:
- un primo studio longitudinale condotto su 65 pazienti adulti con DG (42 MtF – male to female, e 23 FtM – female to male) seguiti presso l’ambulatorio CIDIGeM (Centro Interdipartimentale Disturbi d'Identità di Genere Molinette - Torino) allo scopo di valutare le modifiche dei parametri costituzionali, clinici, ematochimici ed ormonali in quattro diversi tempi durante il percorso di transizione di genere: T0: basale, prima dell’inizio della terapia ormonale; T1: tra 3 e 12 mesi di terapia; T2: tra 12 mesi di terapia e RCS (intervento di riassegnazione chirurgica del sesso); T3: entro 1 anno dal RCS.
- un secondo studio sperimentale condotto su 12 pazienti adulti DG in terapia ormonale (7 MtF e 5 FtM) seguiti presso l’ambulatorio CIDIGEM allo scopo di valutare le modificazioni del muscolo scheletrico durante il trattamento ormonale cross-sex rispetto ad due diversi gruppi di controllo. Le variabili considerate, mediante l’esecuzione di ecografia muscolare a livello di 4 muscoli dell’arto inferiore (muscolo vasto laterale, muscolo retto femorale, muscolo tibiale anteriore e muscolo gastrocnemio mediale), sono state l’eco intensità e lo spessore muscolare.
I risultati del primo studio hanno mostrato una modificazione progressiva dei livelli di steroidi sessuali verso il quadro ormonale tipico del genere desiderato.
L’emoglobina, il numero dei globuli rossi e l’ematocrito si sono ridotti negli MtF e, al contrario, aumentati negli FtM.
Il valore di BMI nei soggetti MtF è aumentato mentre è rimasto relativamente costante in FtM.
Si sono osservate modeste variazioni del quadro lipidico, epatico e della glicemia con persistenza dei parametri nei limiti di normalità.
La pressione arteriosa sisto-diastolica si è mantenuta costante nel periodo di osservazione in entrambi i gruppi di soggetti.
Tali risultati sono verosimilmente dovuti alla stretta sorveglianza clinica a cui sono stati sottoposti i soggetti DG, che ha permesso una tempestiva modifica dello stile di vita e/o impostazione di terapie specifiche nelle situazioni di maggior rischio.
I risultati del secondo studio hanno evidenziato una maggiore eco-intensità muscolare negli MtF e la persistenza di un maggiore spessore muscolare rispetto al gruppo di controllo femminile.
Tali modifiche potrebbero essere spiegate da una possibile infiltrazione fibro-adiposa nel muscolo come conseguenza della terapia ormonale antiandrogena e estrogenica che tuttavia non induce modificazioni delle fibre muscolari.
Gli FtM acquisiscono valori di eco-intensità muscolare paragonabili al gruppo di controllo maschile, e lo spessore muscolare è risultato minore rispetto al gruppo di controllo.
Tali modifiche di eco-intensità potrebbero essere spiegate dall’effetto anabolico del testosterone sulla muscolatura scheletrica.
Un futuro studio longitudinale permetterà di valutare in ciascun soggetto le progressive modifiche eco strutturali in corso di terapia ormonale cross-sex.

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- 6 - CAPITOLO I La Disforia di Genere – considerazioni generali 1.1. Definizione La percezione del proprio sesso è una componente fondamentale dell’identità umana, ma non sempre il sesso biologico e il ruolo di genere, il comportamento sessuale e il riconoscimento sociale sono in pieno accordo. Diverse sono le possibili combinazioni delle identità di genere e le relative vissute psicologiche, affettive e relazionali. L’identità sessuale è determinata da fattori biologici (genotipo e fenotipo): il corredo cromosomico, l’assetto ormonale, gli organi sessuali (interni e esterni) sviluppati in senso femminile o maschile. La maggior parte degli individui è chiaramente definibile come maschio o femmina attraverso la presenza discriminante di questi fattori, anche se esiste una minoranza di casi in cui uno o più di questi aspetti biologici possono subire interferenze dando vita ad un’identità sessuale ambigua, detta “ermafroditismo” (Simonelli, 2002). Identità di genere invece è una percezione unitaria e persistente di se stessi come uomo o come donna indipendentemente dalla sessualità biologica (Brubaker and Cooper, 2000). L’orientamento sessuale riguarda la modalità di risposta di una persona ai vari stimoli sessuali e ha come punto centrale il sesso del partner, che definisce una persona eterosessuale, omosessuale, bisessuale. Il ruolo di genere è l’espressione esteriore dell’identità di genere e riflette quei comportamenti imposti direttamente o indirettamente dalla società. Rappresenta quindi tutto quello che una persona fa o dice per indicare agli altri e a se stesso il grado della propria mascolinità, femminilità o ambivalenza (Money, 1975).

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Catalina Burca Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.