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Psiche e delitto: Risvolti criminologici dei processi mentali devianti

La scelta di voler focalizzare l’attenzione di questo elaborato sulla relazione che intercorre tra i processi mentali psicologici, la criminologia e l’ambito giuridico è dovuta ad una triplice esigenza.
In primo luogo, viene sottolineato come il dato normativo appare ormai inadeguato e poco aggiornato per poter affrontare al meglio il contesto di questo periodo storico. Esclusivamente per ragioni legate al tempo a disposizione, sono state volutamente tralasciate alcune tematiche che ancora di più sarebbero entrate nella profondità della questione e che avrebbero palesato la necessità di un aggiornamento del codice penale italiano.
In seconda istanza, punto focale di questo lavoro risiede nel pieno convincimento che solo attraverso una cooperazione tra varie discipline, è possibile giungere ad un intervento volto alla prevenzione del crimine ed al suo contenimento, ad una reale attenzione e ricerca di nuove modalità di cura per il soggetto che ha posto in essere l’illecito penale ed, infine, ad un senso di maggiore sicurezza da parte di una società che ha la costante paura del prossimo.
Punto di partenza consiste nel chiarimento di cosa debba intendersi per capacità di intendere e di volere ed in quali casi la malattia mentale impedisce realmente al soggetto di possedere le suddette capacità mentali.
Attraverso una breve panoramica circa il cambiamento di visione riguardo al concetto di malattia mentale, si è cercato di sottolineare come spesso nel corso della storia, e nuovamente oggi con la decisione di chiudere gli OPG, i progressi teorici non abbiamo camminato di pari passo con gli strumenti effettivi e le istituzioni.
Si è cercato, infine, di esplicare brevemente la figura del criminologo clinico, del perito e delle altre figure professionali che interagiscono perseguendo un fine comune con strumenti diversi.

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Psiche e delitto: risvolti criminologici dei processi mentali devianti Introduzione La scelta di voler focalizzare l’attenzione di questo elaborato sulla relazione che intercorre tra i processi mentali psicologici, la criminologia e l’ambito giuridico è dovuta ad una triplice esigenza. In primo luogo, viene sottolineato come il dato normativo appare ormai inadeguato e poco aggiornato per poter affrontare al meglio il contesto di questo periodo storico. Esclusivamente per ragioni legate al tempo a disposizione, sono state volutamente tralasciate alcune tematiche che ancora di più sarebbero entrate nella profondità della questione e che avrebbero palesato la necessità di un aggiornamento del codice penale italiano. In seconda istanza, punto focale di questo lavoro risiede nel pieno convincimento che solo attraverso una cooperazione tra varie discipline, è possibile giungere ad un intervento volto alla prevenzione del crimine ed al suo contenimento, ad una reale attenzione e ricerca di nuove modalità di cura per il soggetto che ha posto in essere l’illecito penale ed, infine, ad un senso di maggiore sicurezza da parte di una società che ha la costante paura del prossimo. Punto di partenza consiste nel chiarimento di cosa debba intendersi per capacità di intendere e di volere ed in quali casi la malattia mentale impedisce realmente al soggetto di possedere le suddette capacità mentali. ~  ~ 4

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Monique Iandolo Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1784 click dal 05/01/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.