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Il tema della riforma del Senato dal 1948 ad oggi

Informazioni tesi

  Autore: Adriano Mirto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonio D'Atena
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

In attesa che la tanto acclamata riforma costituzionale del Governo Renzi termini il suo iter legislativo, con la relativa istituzione del nuovo Senato rappresentativo degli enti territoriali, è sembrato opportuno approfondire la questione, muovendo dalla constatazione che il dibattito sulle riforme costituzionali, e in particolare sul ruolo che la Camera Alta deve rivestire, è sempre attivo e attuale. Infatti, il tema della riforma del Senato e del conseguente superamento del bicameralismo paritario delineato in Assemblea costituente, si ripropone regolarmente nel panorama politico-culturale, quasi a configurarsi come ricorso storico, e continua tutt’oggi ad essere al centro del dibattito, costituendo sempre fonte di divergenze sia in ambito dottrinario che in sede politico-istituzionale.

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5 Introduzione In attesa che la tanto acclamata riforma costituzionale del Governo Renzi termini il suo iter legislativo, con la relativa istituzione del nuovo Senato rappresentativo degli enti territoriali, è sembrato opportuno approfondire la questione, muovendo dalla constatazione che il dibattito sulle riforme costituzionali, e in particolare sul ruolo che la Camera Alta deve rivestire, è sempre attivo e attuale. Infatti, il tema della riforma del Senato e del conseguente superamento del bicameralismo paritario delineato in Assemblea costituente, si ripropone regolarmente nel panorama politico-culturale, quasi a configurarsi come ricorso storico, e continua tutt’oggi ad essere al centro del dibattito, costituendo sempre fonte di divergenze sia in ambito dottrinario che in sede politico- istituzionale. L’analisi inizialmente si concentrerà sull’esame dei lavori preparatori alla Costituzione, illustrando l’assenza di una posizione condivisa, tra le varie forze politiche, in principio sulla scelta tra monocameralismo e bicameralismo, successivamente sulle funzioni da attribuire e sulle modalità di composizione della seconda Camera. Lo studio consentirà poi di rilevare come la scelta finale, frutto più di un compromesso tra partiti che di un progetto unitario, delineò l’adozione di un modello di bicameralismo eguale, paritario e indifferenziato, in virtù del quale entrambi i rami del Parlamento esercitano gli stessi poteri e gli atti parlamentari sono il frutto del necessario accordo delle due Camere 1 . Con le uniche differenze attinenti 1 P. CARETTI - U. DE SIERVO, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, 2007, p.144.

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