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Le imprese familiari internazionali: i casi Ferrero SpA e Camardo SpA

La mia tesi triennale tratta delle imprese familiari in generale, per poi far riferimento specifico a quelle italiane. Negli ultimi anni gli studi sulle imprese familiari si sono ampliati ed arricchiti, giungendo alla conclusione che quella delle imprese familiari non è una realtà transitoria; ci sono infatti diverse aziende che oggi, nonostante abbiano raggiunto dimensioni importanti, decidono di rimanere comunque legate alle sorti della famiglia fondatrice. Uno dei temi più ricorrenti oggi è il ricambio generazionale, che per questa tipologia di imprese può determinare un momento molto critico ed infatti gli studi circa le imprese familiari cercano di trovare un equilibrio tra l'organizzazione passata e quella futura, prevedendo delle tappe intermedie tra la gestione del fondatore e quella dei discendenti e/o manager esterni. In questo mio lavoro ho trattato due casi di imprese familiari operanti entrambe nel settore alimentare: la Ferrero Spa e la Camardo Spa. Sono entrambe presenti a livello internazionale ma allo stesso tempo con strutture molto diverse e questo è forse dovuto anche al fatto che la Ferrero Spa ha una produzione più diversificata rispetto alla Camardo Spa. Al momento della stesura della tesi (2014), sia la Camardo Spa che la Ferrero Spa erano guidate dalle generazioni successive dei loro rispettivi fondatori.

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3 INTRODUZIONE In un contesto economico di crisi si può ancor più apprezzare l’importanza delle Family Business ed il loro contributo in termini di PIL ed occupazione. Spesso sono proprio queste le aziende che non si arrendono di fronte ad un sistema economico e finanziario debole, essendo consapevoli del loro impatto sociale. Secondo gli ultimi dati 1 elaborati dall’Osservatorio Aub 2 sulle aziende familiari promosso da Aidaf (Associazione italiana delle aziende familiari) tra il 2007 e il 2012 le imprese familiari sono state in grado di resistere alla crisi e seppur con qualche flessione dal punto di vista di utili, hanno aumentato l’occupazione del 5,7%. La causa della loro resistenza a tempi difficili è da ricercare nella loro cultura d’impresa, basata su valori e principi dal lato umano, al di là del solo raggiungimento di risultati economici; questi non sono ovviamente privi d’importanza, ma sono la conseguenza di competenze e risorse come solidarietà, lealtà, rispetto dell’ambiente, fiducia nel futuro. Il clan familiare sicuramente è portatore di tutti questi principi e ad esso è riconducibile il merito di una cultura ampiamente condivisa; è però da evitare la trappola del group think, che porta solo a decisioni a beneficio del clan, senza pensare al benessere aziendale. Per questo è bene che ad ogni livello di crescita dell’impresa si adotti un governo aziendale congruo con le esigenze organizzative aziendali: il clan non è l’unica forma di governo attuabile per garantire alla famiglia il controllo dell’azienda e per trarre da essa sostentamento economico. 1 Studio basato su aziende familiari italiane medio-grandi, con ricavi superiori ai 50 milioni di euro. 2 Osservatorio AUB: creato nel 2007 dall’Aidaf, Gruppo Unicredit e Università Bocconi. Raccoglie informazioni circa proprietà, governance, management delle aziende italiane a proprietà familiare con un fatturato pari o superiore ai 50 milioni di euro.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Sangiovanni Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.