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Le banche di Sviluppo: analisi del fenomeno e case studies

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Legnani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Europea
  Relatore: Daniela Vandone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

Questo elaborato tratta del tema delle banche multilaterali di sviluppo, istituzioni poco conosciute al grande pubblico ma che muovono enormi quantità di denaro e giocano un ruolo fondamentale nelle economie locali e non.
L'analisi parte dalla mission fino all'analisi di bilancio, con particolare attenzione agli effetti della crisi finanziaria del 2007-2008.

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5 CAPITOLO 1 Introduzione 1.1 Definizione e composizione Si definisce Banca di Sviluppo una banca o un’istituzione finanziaria con almeno il 30% di equity di proprietà statale che abbia ricevuto un esplicito mandato con lo scopo di raggiungere obiettivi socioeconomici in uno specifico stato, regione, settore o segmento di mercato. Generalmente questi obiettivi riguardano la riduzione della povertà e, più in generale, lo sviluppo economico. Rientrano in questa categoria a titolo di esempio la Fiji Development Bank, la Agriculture Banks of Turkey e, naturalmente, la famosa Banca Mondiale. Tuttavia, come mostrato nel grafico, la grande maggioranza delle Banche di Sviluppo possiede una percentuale di proprietà statale decisamente superiore al 30%, il 74% è completamente di proprietà statale, il 21% lo è per più della metà e solo il 5% ha una quota compresa tra il 30 e il 50. Figura 1, Fonte Global Survey of Development Banks (2012) In alcuni casi, nonostante queste banche siano state parzialmente privatizzate, e la percentuale di proprietà pubblica sia inferiore al 50%, si mantiene comunque l’attenzione ad obiettivi di sviluppo e riduzione della povertà. È il caso della DFCC of Sri Lanka, largamente privatizzata ma comunque fedele al mandato originario, come affermato dal CEO che, in occasione del Report annuale (2014) scrive: “ DFCC Bank is one of the oldest development banks in Asia. Its role is emblazoned in the mandate to ‘assist the promotion, establishment, expansion and modernisation of industrial, agricultural and commercial ventures and to encourage and promote participation of private capital, both domestic and foreign in such enterprises’ ”. Ma come si finanziano queste banche? Generalmente dispongono di specifici canali quali la raccolta di denaro dal pubblico, il prestito da altre istituzioni, il finanziamento tramite il mercato monetario e/o dei capitali, o, più semplicemente il finanziamento governativo o l’utilizzo di propri fondi. Molte Banche di Sviluppo non gestiscono i fondi dei privati, ciò perché il focus deve concentrarsi sulle operazioni di prestito, viceversa una gestione privatistica delle risorse finanziarie potrebbe limitare Percentuale proprietà statale B.d.S.

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