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La qualità delle acque destinate al consumo umano in Sardegna. Dal piano di gestione del distretto idrografico ai Water Safety Plans

Informazioni tesi

  Autore: Erika Loria
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Architettura
  Corso: Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
  Relatore: Marco Dettori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

Introduzione L’acqua destinata al consumo umano presenta ancora oggi problematiche legate sia ad aspetti quantitativi che di qualità. In Italia nel solo 2012 ben 112 Comuni sono stati interessati dal sistema di deroghe ministeriali. La Sardegna gioca in tale contesto un ruolo da protagonista, dovendo aggiungere ad una storica condizione di carenza idrica un diffuso degrado qualitativo delle risorse presenti sull'isola.

Sulla base di dette premesse, il presente lavoro ha i seguenti obiettivi:
- ottenere un quadro delle segnalazioni di problematiche intercorse negli ultimi 5 anni nel territorio sardo attraverso i dati contenuti nelle ordinanze emesse;
- produrre un’analisi descrittiva dei dati raccolti per fotografare la situazione ricorrente nell’isola.

Metodi - Il lavoro ha previsto un’accurata ricerca condotta nei web-sites di tutti i 377 Comuni della Regione, unitamente al confronto con i dati pubblici presenti nel sito della RAS e delle Aziende Sanitarie Locali.

Risultati - 84 Comuni su 377 (il 22%) sono stati interessati dall'emanazione di almeno una ordinanza di non potabilità durante il periodo in esame: 16 Comuni per 5 parametri nel 2010; nel 2011 17 Comuni per 10 parametri; 21 comuni per 10 parametri nel 2012; 35 Comuni per 14 parametri nel 2013; infine nei primi 9 mesi 2014 45 Comuni hanno emesso ordinanze per 14 parametri. Su un totale di 196 ordinanze esaminate, prevalente è la presenza di eccessivi livelli di cloriti e trialometani.

Conclusioni - La Sardegna, la cui popolazione soddisfa il fabbisogno idropotabile attingendo spesso da invasi artificiali, è territorio peculiare del panorama italiano ed europeo. I risultati ottenuti dalla presente indagine, seppur preliminari, evidenziano un grave e ricorrente problema di approvvigionamento idrico di qualità per la popolazione sarda e offrono un'importante base conoscitiva per un doveroso approfondimento sulla gestione del rischio da esposizione ai parametri fuori norma riscontrati.

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1. PREMESSE 1.1 Introduzione L'acqua è una risorsa ambientale fondamentale e tutti gli esseri viventi necessitano di essa per svolgere le proprie funzioni vitali. Ciò nonostante, sebbene la biosfera sia ricoperta in massima quota da acqua, questa non è tutta direttamente fruibile. Infatti, circa il 97% dell'idrosfera è costituita da mari e oceani e la restante piccola quota d’acqua dolce per il 70% è contenuta in calotte polari e ghiacciai; per il 29% nel sottosuolo; per lo 0,3% in fiumi, torrenti e laghi (12, 21). L'acqua direttamente fruibile dall'uomo, dunque, è un'esigua percentuale, di contro all’esponenziale aumento della popolazione mondiale in atto. Inoltre, il fenomeno incessante dell’urbanizzazione ed il miglioramento del tenore di vita della popolazioni, unitamente allo sviluppo dell'agricoltura, fanno sì che la disponibilità idrica sia sempre più esigua (30). Da un lato, questo fenomeno scaturisce l’incedere dello sviluppo di nuove tecnologie atte a perfezionare la quota di approvvigionamento idrico da ulteriori fonti “non convenzionali” (acque marine e acque di riuso e/o recupero). Dall’altro, in particolare a partire dagli anni ’70, è in atto una sensibilizzazione al problema grazie ad una serie cospicua di eventi internazionali che hanno avuto come focus principale il diritto all’accesso alle risorse fondamentali. Solo per citarne alcune: - nel 1977, a Mar del Plata, si afferma il diritto di accesso all’acqua potabile per tutti gli individui; - nel 1986 con la Dichiarazione sul Diritto allo Sviluppo, adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU, si sancisce l’opportunità di accedere alle risorse essenziali quale diritto egualitario per tutti i popoli del pianeta e l’acqua viene inclusa tra le risorse essenziali (9, 4); - nel 1992 a Rio de Janeiro l’Earth Summit vede più di 100 Paesi elaborare e sottoscrivere Agenda 21, il cui capitolo 18, al tema delle risorse, tratta gli aspetti legati al diritto di accesso e alle problematiche di qualità ed ecologia delle acque (13, 4); - a dieci anni da Rio, nel World summit di Johannesburg del 2002, i governi si impegnano ad impiegare una gamma completa di strumenti politici, compresi regolamentazione, controllo e recupero dei costi dei servizi idrici, per garantire “acqua sicura per tutti”; - nel mese di marzo 2003 si tiene a Kyoto il Forum mondiale sull’acqua, occasione per condividere le esperienze dei Paesi partecipanti sulla gestione sostenibile delle risorse idriche che porta alla redazione della “Dichiarazione sulle acque”. - nello stesso anno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscendo l’importanza 3

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