Il canale Fissero-Tartaro-Canalbianco: una nuova opportunità per il trasporto idroviario?

La scelta dell’argomento di questo elaborato è stata determinata dalla lettura di un breve articolo dalla stampa locale intitolato Il Canalbianco diventerà una vera autostrada d’acqua, di Amos Golinelli, comparso sulla “Gazzetta di Mantova” del 30 ottobre 2009, in cui venivano fornite alcune sintetiche informazioni sull’attivazione del trasporto di container nel corso del 2010. La lettura è stata quasi una “folgorazione”, soprattutto perché è avvenuta contemporaneamente al periodo delle lezioni del corso di Economia dei Trasporti e della Mobilità. L’interesse per la materia, accompagnato dalla curiosità di sapere qualcosa di più su quel canale che tutti i giorni si presentava sul mio cammino per raggiungere l’Università, hanno eletto il Fissero – Tartaro – Canalbianco come mio oggetto di studio.
Al giorno d’oggi il trasporto su acque interne riacquista importanza e visibilità: la necessità di decongestionare la rete stradale, che ormai registra alti livelli di congestione, il problema dell’inquinamento ambientale, della riduzione delle esternalità negative provocate dai mezzi di trasporto e la ricerca di maggiore sostenibilità sono solo alcune delle principali cause di questa rinascita.
Nel primo capitolo si tratta la normativa europea in tema di navigazione interna: l’Unione Europea sta puntando sempre più sul trasporto fluviale e marittimo, a partire dal “Libro Bianco” dei Trasporti del 2001, alla sua revisione nel 2006 e con l’elaborazione dei programmi attuativi Marco Polo II e NAIADES.
Nel secondo capitolo è analizzata la normativa italiana, il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL) del 2001 in particolare, e successivamente, il Piano Regionale dei Trasporti della Regione Veneto del 2004.
L’analisi si focalizza in seguito sulle tipologie merceologiche trasportate nel Canale. I flussi merci sono caratterizzati da forte direzionalità, determinando una situazione di squilibrio tra merci che viaggiano solo in “risalita” e solo in “discesa”.
Nel quarto capitolo si analizzano le prospettive future del canale, riportando i pareri espressi da esperti del settore quali l’Ing. Silvano Vernizzi, la Dott.ssa Raffaella Grossato e il Dott. Domenico Miceli; ognuno di essi ha fornito una propria lettura del Canale e delle problematiche maggiori connesse al suo sviluppo. E’ stata analizzata la posizione del Prof. Paolo Costa, Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, che ha individuato due mercati europei obiettivo per l’arco portuale Nord Adriatico: quello dell’Europa Centro – Occidentale, la “Vecchia Europa” (banana blu) e quello dell’Europa Centro – Orientale, la “Nuova Europa” (zucca arancione). Al termine del capitolo si sono inseriti due progetti formulati da un gruppo di studio del Politecnico di Milano per realizzare il prolungamento del Fissero – Tartaro – Canalbianco fino a Cremona e da lì a Bertonico, alle porte di Milano e la creazione ex-novo di un canale da Trieste a Bratislava che intercetti il flusso merci che passa da Suez per raggiungere l’Europa Centrale, ponendosi in concorrenza diretta con la rotta tradizionale Suez – Gibilterra – Rotterdam – Bratislava, permettendo un risparmio in termini di costi e tempi di percorrenza del 50%.
L’ultimo capitolo, il quinto, formula alcune considerazioni finali, riprendendo i concetti sviluppati nei precedenti, sostenendo che il Fissero – Tartaro – Canalbianco rappresenta una importante opportunità per il trasporto idroviario.

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VIII INTRODUZIONE La scelta dell’argomento di questo elaborato è stata determinata dalla lettura di un breve articolo dalla stampa locale intitolato Il Canalbianco diventerà una vera autostrada d’acqua, di Amos Golinelli, comparso sulla “Gazzetta di Mantova” del 30 ottobre 2009, in cui venivano fornite alcune sintetiche informazioni sull’attivazione del trasporto di container nel corso del 2010. La lettura è stata quasi una “folgorazione”, soprattutto perchØ è avvenuta contemporaneamente al periodo delle lezioni del corso di Economia dei Trasporti e della Mobilità. L’interesse per la materia, accompagnato dalla curiosità di sapere qualcosa di piø su quel canale che tutti i giorni si presentava sul mio cammino per raggiungere l’Università, hanno eletto il Fissero – Tartaro – Canalbianco come mio oggetto di studio. La storia dell’umanità segue uno sviluppo lineare o è caratterizzata da corsi e ricorsi? A questa domanda hanno dato risposta molti studiosi: Joseph Alois Schumpeter, in campo economico, è uno di questi. La sua teoria sullo sviluppo e i cicli economici in cui si susseguono fasi di innovazione, espansione, recessione, depressione, scandite dall’importanza delle innovazioni e il processo di distruzione creatrice che è l’essenza del capitalismo, riportano ad una visione circolare, in cui le dinamiche si vengono a ripetere; queste dinamiche però inglobano anche i precedenti cambiamenti intercorsi, in un’ottica affine a quella di sviluppo lineare, venendosi a creare una sintesi superiore che implica sia il concetto di ciclicità sia di progressività. Il trasporto su acque interne può essere portato come esempio di questi corsi e ricorsi storici: agli albori della civiltà era la modalità di trasporto principale, e nel corso dei secoli, il suo utilizzo andò scemando, in particolare in seguito all’avvento delle ferrovie. Al giorno d’oggi, mutati gli scenari di contesto, il trasporto su acque interne riacquista importanza e visibilità: la necessità di decongestionare la rete stradale, che ormai registra alti livelli di congestione, il problema dell’inquinamento ambientale, della riduzione delle esternalità negative provocate dai mezzi di trasporto e la ricerca di maggiore sostenibilità sono solo alcune delle principali cause di questa rinascita.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Irene Marangoni Contatta »

Composta da 114 pagine.

 

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