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Similitudini e metafore in alcuni mensili di viaggio e culturali italiani e francesi

Attraverso la tesi si è cercato di costruire delle relazioni qualitative e quantitative a proposito delle due figure retoriche di base, cioè similitudini, metafore e personificazioni (sebbene nel titolo non siano presenti). A partire da questi raggruppamenti di base semplici si è poi cercato di suddividere ulteriormente gli insiemi retorici in metafore originali (non molto ricorrenti espressivamente) e catacrèsi (cioè un'abitudine enunciativa del locutore talmente tradizionale in una data cultura da aver perso il suo iniziale valore espressivo).

La suddivisione tra similitudini originali e tradizionali ha riguardato anche le metafore e le personificazioni sempre con la stessa tipologia di suddivisone interna attuata per le precedenti figure.

Questa procedura ha toccato tre numeri consecutivi di "Geo" in italiano da mettere in rapporto a tre numeri consecutivi dello stesso mensile in francese.

Le qualità e le quantità ritrovate alla fine della ricerca retorica sono servite per fare dei ragionamenti deduttivi a proposito del potere di convincimento alla visita della località turistica pubblicizzata, mettendo in rapporto la "strumentalizzazione retorica a fini pubblicitari turistici" in francese ed in italiano.

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INTRODUZIONE Viaggiare è un po’ cercare il posto a noi più congeniale. Mari, montagne, deserti, metropoli, borghi antichi: perché ci si muove? Chi lo fa per conoscere, chi per curiosità, chi per divertirsi, chi per rilassarsi, chi per ritrovare se stesso. Le mete sono molto diverse ma in ogni caso, cerchiamo, consciamente o inconsciamente, tutti la meta che ci rasserena e viaggiamo in lungo e in largo per trovarla. Marco Aurelio nei Colloqui con se stesso, dice che: «Ognuno ha un posto proprio, assegnato». Il ruolo psicologico- introspettivo del viaggio fornisce uno stimolo positivo alla persona interessata non solamente a conoscere ma a conoscersi. Si potrebbe quindi sostenere che ad uno spostamento fisico corrisponda per necessità profonda uno spostamento psicologico, o almeno la ricerca di quest’ultimo. In questo meccanismo ha un ruolo fondamentale la propaganda turistica: quell’arte di vendere i sogni con una frase e un’immagine, di percepire una misteriosa eco del linguaggio. Nella nostra mente il termine “retorica” è spesso legato ad un’idea polverosa della scrittura, legata a studi scolastici su testi di latino e greco. Questo stereotipo viene adottato ancor oggi senza capire che queste tecniche servivano ad arricchire il discorso. La retorica nel mondo greco e romano era governata da regole molto rigide; nel mondo romano queste ultime vengono codificate chiaramente da Cicerone nel De oratore. Il livello di ricchezza stilistica del discorso andava calibrato a seconda dell'argomento e del destinatario: - stile umile: semplice, chiaro e disadorno, adatto ad argomenti o personaggi quotidiani e realistici, proprio della commedia. - Stile medio: arricchito da una certa quantità di ornatus, cioè di abbellimenti retorici, adatto alla lirica in generale. - Stile sublime: ricco di ornatus, con la scelta di un lessico elevato, adatto ad argomenti eroici o tragici, a temi filosofici o epici. La retorica oggi rappresenta un valido aiuto a fini connotativi del discorso e viene in soccorso a chi scrive, per dare all’opera di volta in volta una nota emozionante, commovente, divertente, ironica o al contrario seria. Noi forniremo qui un elenco delle 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Antonio Nieddu Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 419 click dal 12/02/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.