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Il fenomeno dell'abuso sessuale infantile: incesto, pedofilia, sfruttamento sessuale. Un approccio multidisciplinare.

In questa tesi il fenomeno degli abusi sessuali sui bambini, nelle diverse forme in cui si manifestano, viene trattato in maniera interdisciplinare con approcci di tipo psico-sociologico, criminologico e giuridico.
Nella prima parte i primi due capitoli propongono una breve analisi della storia della violenza (in particolare quella sessuale) all'infanzia, la storia dei costumi sessuali, una critica al ruolo della psicanalisi nella negazione degli abusi sui bambini. Da un punto di vista prettamente criminologico vengono presi in considerazione il concetto di delitto sessuale e di ''relativismo culturale'', spiegando il perché quest'ultimo deve essere superato. Il III cap. affronta i problemi connessi alla ricerca e fornisce dati sulla dimensione dell'abuso. Il IV cap. analizza in modo ampio la problematica dell'incesto (anche da un punto di vista psicologico) e, quella (spesso ben diversa) della pedofilia. Nella seconda parte, il V cap. si occupa di sfruttamento sessuale con particolare riferimento al turismo sessuale e ai luoghi maggiormente colpiti. Il VI capitolo è prettamente giuridico: vi si trovano le normative italiane in materia con cenni di raffronto alle diverse normative straniere; si introduce anche il concetto di abuso rituale. La parte speciale è relativa ad internet ed al ruolo delle associazioni pedofile, al loro linguaggio ed alle finalità. Visto il continuo evolversi della realtà del Web alcune cose possono essere cambiate, (il sito del kidsliberationfront è in parte modificato) ma rimane un interessante spunto per ulteriori ricerche sull'argomento.

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1 PARTE I CAPITOLO I VIOLENZA ALL'INFANZIA: QUALI RESPONSABILITA'. 1.1. Gli abusi sessuali sui bambini: un fenomeno antico.- 1.2.1. Freud e la psicanalisi. Quali responsabilità nella negazione degli abusi?.- 1.2.2. La critica di Alice Miller.- 1.2.3. Le posizioni di Masson, Ferenczi e Krüll.- 1.2.4. Altre opinioni. 1.1. Gli abusi sessuali sui bambini: un fenomeno antico. La violenza sui minori è una realtà millenaria nata con l’uomo. I bambini, fragili e immaturi, sono soggetti deboli e con scarse difese per sopravvivere e proprio questa loro debolezza ne ha fatto, nell’antichità, esseri inferiori, perché privi delle doti di un adulto, una sorta di mezze- persone. Privi di un preciso status sociale, un uomo immaturo con diritti immaturi. L’infanzia era fatta oggetto di autoritarismo vessatorio e forza e costrizioni erano tollerate e persino approvate come metodi educativi. Per controllare le manifestazioni aggressive individuali, l’uomo ha regolato i rapporti sociali sottoponendoli alla “legge”, un insieme di norme certe, la cui violazione prevedeva per i trasgressori “giuste” sanzioni. I rapporti tra adulti e bambini sono stati, invece, sottoposti alla sola regola dell’autorità paterna e dell’obbedienza filiale, 1 “all’interno di una società in cui si erano stabilite precise gerarchie di forza, di potere basate sul sesso e sull’età: così che il maschio ha a lungo prevalso sui maschi più deboli, sulle donne e sui bambini.” 2 Il pater familias aveva diritto di vita e di morte sui figli. Il bambino era considerato un essere vivente che aveva un'altissima probabilità di non sopravvivere. Per questo bisognava produrne in quantità, in modo tale da aumentare la percentuale di 1 ULIVIERI S., “Ieri e l’altro ieri. Per una storia della violenza all’infanzia”, in CAMBI F.- ULIVIERI S.,(a cura di), Infanzia e violenza. Forme, terapie, interpretazioni, La nuova Italia, Firenze, 1990, p.205. 2 CHESNAIS J.C., Storia della violenza in Occidente dal 1800 ad oggi, Longanesi, Milano, 1982. Pp. 19-20.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniela Quarello Contatta »

Composta da 337 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 28758 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.