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Le istituzioni comuni di giustizia penale europea

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Tenca
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mario Deganello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 325

Il focus della trattazione verterà in particolare sull’evoluzione e sulle modalità di sviluppo della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale le quali, peraltro, oltre ad avere garantito un deciso impulso alla costruzione dell’assetto attuale, hanno toccato, sotto molti profili, il diritto penale sostanziale e processuale, gettando le basi per quello che, negli anni venturi, potrà auspicabilmente qualificarsi alla stregua di un “diritto penale europeo”.

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1 CAPITOLO 1 Lo sviluppo in itinere del percorso di integrazione in materia penale: dalla cooperazione intergovernativa allo spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia. SOMMARIO: Presentazione. ─ Sezione I. Le origini ed i primi sviluppi della cooperazione giudiziaria e di polizia. ─ 1. Una premessa in chiave criminologica. ─ 2. Gli ostacoli all’istituzionalizzazione. ─ 3. Il progetto di uno “Spazio giudiziario europeo”. ─ 4. Il Gruppo Trevi. ─ 5. Il programma di apertura delle frontiere interne. L’Atto Unico Europeo. ─ Sezione II. Gli accordi di Schengen. ─ 1. Premesse di un accordo. ─ 2. L’accordo del 1985 per la creazione di uno “Spazio di libera circolazione” … ─ 2.1. …e la Convenzione di applicazione del 1990. ─ 2.2. Il Titolo III CAS: “Polizia e Sicurezza”. La cooperazione giudiziaria e di polizia nel quadro degli Accordi di Schengen. ─ 2.3. L’assistenza giudiziaria penale come fondamento di uno “spazio giudiziario penale” nell’Area Schengen e la collaborazione contro il traffico di stupefacenti (cap. 6), armi da fuoco e munizioni (cap.7). ─ 2.4. Il sistema di informazione Schengen. ─ Sezione III. Il Trattato di Maastricht: la cooperazione in materia di giustizia e affari interni. ─ 1. La struttura a pilastri e le nuove metodiche di cooperazione. ─ 2. Un pilastro a “trazione intergovernativa”: il settore della giustizia e degli affari interni. ─ 2.1. Il quadro istituzionale disciplinato dal Titolo VI TUE. ─ 2.2. Le misure adottabili nella cooperazione in materia di sicurezza interna. ─ 2.3. Il “bilancio” di Maastricht. ─ Sezione IV. Da Amsterdam al programma dell’Aja: l’evoluzione della cooperazione in materia penale “a cavallo” tra il vecchio ed il nuovo millennio. ─ 1. Il Trattato di Amsterdam ed il “nuovo” terzo pilastro dell’Unione Europea. ─ 1.1.Gli strumenti normativi nel “terzo pilastro” riformato. ─ 1.2. I profili istituzionali nel Titolo VI e le competenze della Corte di Giustizia. ─ 2. L’integrazione degli Accordi di Schengen. ─ 3. Il ricorso alle cooperazioni rafforzate. ─ 4. Dal Trattato di Nizza al revirement sul Trattato costituzionale… “via” 11 settembre 2001. “L’alba” di Lisbona. ─ Sezione V. Il Trattato di Lisbona. ─ 1. Lo spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia. ─ 1.2. Il superamento della struttura “a pilastri” ed il riformato contesto istituzionale. ─ 1.3. Le fonti dell’Unione Europea e gli strumenti normativi deputati (anche) alla realizzazione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia. ─ 1.4. I meccanismi decisionali. La procedura legislativa ordinaria e la procedura legislativa speciale. ─ 1.3. (Segue). La procedura di Emergency brake e la cooperazione rafforzata.

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spazio di libertà, sicurezza e giustizia
eurojust
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trattato di lisbona
accordi di schengen
procura europea
cooperazione giudiziaria in materia penale

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