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I sermoni francescani del manoscritto a.vi. 30 della civica biblioteca queriniana di Brescia

il mio lavoro consiste principalmente nella trascrizione di alcuni sermoni contenuti nel manoscritto a.vi.30 della biblioteca civica queriniana di Brescia (secolo xv) e nella ricerca delle fonti usate dall'autore, Alessio da Seregno; vorrei in qualche modo portare un contributo agli studi sulla predicazione francescana; come scrisse Roberto Rusconi in un articolo del 1996 è incontestabile il fatto che i sermones sepolti nei codici e in attesa di essere studiati sono troppi. i sermoni trascritti costituiscono una testimonianza abbastanza rappresentativa del sermo modernus, che si sviluppò a partire dalla metà del xiii secolo e che basava la sua architettura su molteplici divisioni, suddivisioni e distinzioni, nonché sull'utilizzo di auctoritates, rationes ed exempla. mi limito a 6 sermoni. citando ancora Rusconi il francescanesimo del secolo XIV fece sentire i suoi influssi nella vita della chiesa ma tracimò nella politica, nella finanza, nel costume, nella diplomazia. i testi trascritti sono classificabili come sermoni francescani, in particolare per il numero dei sermoni dedicati alle festività dei santi minori e per i concetti sviluppati (l'idea della perfezione, povertà della conformità di Francesco a Cristo...) e si inquadrano perciò in un fenomeno ampio qual è la predicazione minoritica degli ultimi secoli del medio evo, che interessò tutto l'occidente.
Scrittura umanistica tipicamente francescana, il pubblico composto da alti prelati o da persone dotate di conoscenze teologiche. molti gli autori citati: padri della chiesa (Agostino, Girolamo, San Bernardo...), classici (Seneca, Cicerone, Aristotele), Boezio, maestri scolastici, Bonaventura; e maestri contemporanei o quasi all'autore dei sermoni, Franciscus de Mayronis...

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CAPITOLO 1 IL MANOSCRITTO A.VI.30 1 CAPITOLO 1 IL MANOSCRITTO A.VI.30 1.1 Descrizione tecnica Cod. pergam. (240 x 175; sp. rig. 165 x 125) della prima metà del sec. XV; cc. 230 (in realtà ne sono numerate 231, per una svista di chi inserì il numero delle carte); numerazione nell’ang. sup. est. del recto, da 1 a 140, con mano antica, a penna; da 141 a 231 nell’ang. inf. est., con mano più recente, a matita. Fasc.: I-XXIII 5+5 ; lato carne esterno. Richiami in verticale nell’ang. inf. dx dell’ultima carta v. di ogni fascicolo. Testo su due coll.(165 x 60) di 39 righe, rigatura ad inchiostro, inchiostro bruno, titoli in rosso, iniziali in rosso su 3-4 linee. Carta 231v. bianca. Titolo poster. di mano del sec. XVI sul dorso a caratteri maiuscoli: Liber vitae. E’ rilegato da una copertina (175 x 24) in pelle rossa, con gli spigoli e il dorso in ugual materiale, il capitello è di color ocra. Legature in cartone e guardie cartacee bianche della metà del XVIII secolo, piatti in cartone rivestiti di carta marmorizzata. Eseguito da una sola mano scrittoria, attorno al 1430, il codice rivela una scrittura umanistica libraria minuscola, tipicamente francescana. Antiche segnature: H.V.; 154; gamma 29. 1 1 La descrizione più antica del manoscritto risale alla fine del XVII secolo, inizi XIX, ed è contenuta nel Libro delli manoscritti della Biblioteca Pubblica [Queriniana di Brescia], compilato da Vincenzo Bighelli (1742-1812) e consultabile nella Sala per la visione del Fondo Antico della Queriniana (ms. H.IV.14).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Letizia Bruni Contatta »

Composta da 279 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2637 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.