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La Medicina di Genere: questa s/conosciuta. Uno studio psicosociale presso un campione di studenti di Medicina

Informazioni tesi

  Autore: Giorgia Coticchio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Norma De Piccoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

I termini sesso e genere vennero usati senza alcuna distinzione fino agli inizi degli anni '70, quando un gruppo di femministe iniziò a pubblicare saggi in cui veniva proposto un modello bipartito sesso-genere (Rubin, 1975): il sesso venne definito come ciò che è dato dalle caratteristiche biologiche che distinguono l'uomo dalla donna e il genere come il processo di costruzione sociale che determina le caratteristiche, i ruoli e le responsabilità di uomini e donne in un determinato contesto storico e sociale: è legato a come siamo percepiti in quanto donne e uomini a seconda della società in cui viviamo (Signani, 2014).
Il genere influenza ogni aspetto della vita di ognuno e gioca un ruolo fondamentale anche nella salute, in quanto quest'ultima è un fenomeno prodotto, costruito e vissuto socialmente (Bertini, 2012). L'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il genere come un importante determinante per la salute; infatti vi è una differenza nel modo in cui una stessa malattia si manifesti in un uomo o in una donna, nei fattori di rischio e nelle risposte alla terapia farmacologica. La medicina però ha da sempre adottato una prospettiva androcentrica, curando la donna come fosse un uomo ed escludendo la sua presenza nei trial clinici.
Recentemente sta maturando un nuovo interesse su come agiscono le differenze di genere in medicina e su di esse si va concentrando un'attenzione sempre più crescente.
Il seguente elaborato propone una ricerca scientifica per valutare e misurare l'atteggiamento e le conoscenze di un gruppo di studenti di medicina sulle differenze di genere in salute.

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Introduzione I termini sesso e genere vennero usati senza alcuna distinzione fino agli inizi degli anni '70, quando un gruppo di femministe iniziò a pubblicare saggi in cui veniva proposto un modello bipartito sesso-genere (Rubin, 1975): il sesso venne definito come ciò che è dato dalle caratteristiche biologiche che distinguono l'uomo dalla donna e il genere come il processo di costruzione sociale che determina le caratteristiche, i ruoli e le responsabilità di uomini e donne in un determinato contesto storico e sociale. Il genere influenza ogni aspetto della vita di ognuno e gioca un ruolo fondamentale anche nella salute, in quanto quest'ultima è un fenomeno prodotto, costruito e vissuto socialmente (Bertini, 2012). L'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il genere come un importante determinante per la salute; infatti vi è una differenza nel modo in cui una stessa malattia si manifesti in un uomo o in una donna, nei fattori di rischio e nelle risposte alla terapia farmacologica. La medicina però ha da sempre adottato una prospettiva androcentrica e non esita ad applicare alle donne cure sperimentate su un campione quasi prettamente maschile. Recentemente sta maturando un nuovo interesse su come agiscono le differenze di genere in medicina e su di esse si va concentrando un'attenzione sempre più crescente (Glezerman, 2011). La presente tesi sviluppa pertanto una riflessione psicosociale che verte su questo tema alquanto attuale. Essa è articolata in tre capitoli: il primo cerca di fornire un'analisi sulle differenze di genere, fornendo una distinzione sui termini sesso e genere e soffermandosi sugli stereotipi, in particolare sul sessismo, costrutto psicosociale proposto e sviluppato da Glick e Fiske (2001). Il secondo capitolo presenta alcuni dati epidemiologici sulle differenze in salute tra le donne e gli uomini; vengono inoltre presentati i concetti di benessere e qualità della vita nella loro visione multidimensionale sulla base di diversi studi (Rollero, Gattino, De Piccoli, 2013; Ryff, 1996; Keyes, 1998). In questo capitolo infine si affronta 3

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