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Per una storia del movimento cattolico viestano: Dai moniti di riforma di mons. Gagliardi (1922) ad oggi

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Sciannamè
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia moderna
  Relatore: Caterina Celeste Berardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

ABSTRACT della tesi di Laurea in Storia del Movimento Cattolico dal titolo «Per una storia del movimento cattolico viestano: dai moniti di riforma di mons. Gagliardi (1922) ad oggi» - Laureando: Nicola Sciannamè.

Questo studio propone, in prima istanza, l’analisi dei documenti del sinodo convocato nel 1922 da mons. P. Gagliardi, vescovo della diocesi di Manfredonia e amministratore perpetuo della diocesi di Vieste. Sono, pertanto, partito dalla traduzione dal latino di alcune sezioni del sinodo, soffermandomi in particolar modo sulla Sessio Tertia, concernente la disciplina ecclesiastica così da far riferimento all’attivismo laicale delle diocesi di Manfredonia e di Vieste e trasversalmente alle parrocchie, alle attività ricreative svolte nelle stesse, alle opere sociali, agli oratori e ricreatori tenendo presenti i rispettivi statuti e regolamenti. Il secondo capitolo costituisce il cuore di questo studio, poiché si è verificata l’attuazione dei moniti sinodali nell’attivismo socio-religioso dei laici e dei sacerdoti viestani. Perciò ho esaminato le diverse forme di associazionismo laicale a Vieste dall’Azione Cattolica (nelle sue specifiche sezioni: Unione delle Donne di AC, Gioventù Femminile di AC, Unione degli Uomini di AC, Gioventù Italiana di Azione Cattolica) fino alle confraternite. In secondo luogo ho parlato dell’attivismo socio-religioso di due figure sacerdotali «modello», che operarono attivamente a Vieste a partire dal 1940: don Luigi Fasanella e don Antonio Spalatro, di cui ho analizzato le rispettive pubblicazioni, soffermandomi sulle specifiche missioni sociali (creazione dell’oratorio, della scuola materna, della sala cinematografica e incentivazione di campi estivi per don L. Fasanella; avviamento delle scuole di catechismo con don A. Spalatro). Una parentesi è stata aperta riguardo alla figura di don Francesco M. Iannoli, che incentivò la GIAC viestana e promosse le pratiche dei campeggi-GIAC a partire dagli anni ’60 del Novecento (il tutto arricchito da testimonianze). L’analisi di questi periodi storici è servita, tra l’altro, a far emergere come la partecipazione all’AC abbia formato file di giovani che grazie ad essa si sono emancipati e affermati professionalmente (si pensi alla figura di M. Clemente, donna di AC poi Assessore all’Igiene e Salute e vice-sindaco di Vieste). Il terzo capitolo consiste in un’indagine sulla presenza attiva del laicato di AC nella parrocchia S. Maria Assunta nella Concattedrale di Vieste, i cui informatori privilegiati spiegano il proprio ruolo tramite un’intervista che fa luce sulla realtà complessa e polifonica della prospettiva parrocchiale e interparrocchiale dell’AC viestana.

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Il presente studio nasce dalla volontà di tracciare un percorso diacronico talora sincronico, riguardante tre momenti storici specifici sul movimento cattolico viestano vissuti nell’odierna arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo: gli anni ’20, gli anni ’40-’60 del Novecento e la contemporaneità. In primo luogo si analizzeranno specifiche sezioni degli Atti del sinodo, convocato nel 1922, da mons. Pasquale Gagliardi, rilevate le condizioni socio- religiose poco felici delle diocesi di Manfredonia e di Vieste in quegli anni 1 . Il volume del sinodo è scritto interamente in latino, fatta eccezione per la sezione dell’Appendice; per questo motivo, l’analisi partirà da una traduzione il più fedele possibile al testo. In seguito, si sono comparate le norme esposte dal vescovo Gagliardi con quelle del Codice di Diritto Canonico pubblicato nel 1917, al quale egli fa esplicitamente riferimento, e che definisce «per insigne iuridicae sapientiae monumentum», promulgato «ut instauret in clero ecclesiasticam disciplinam et in Christi ecclesia instaurentur». Sono, pertanto, le parole stesse del vescovo a tracciare un percorso, da analizzare-approfondire- comparare, che parte dalla Sessio Tertia, nella quale si approfondiranno le coordinate concernenti la disciplina ecclesiastica. In questa sezione mi sono soffermato sull’analisi del ruolo dei parroci, dei rettori e dei coordinatori delle associazioni laicali presenti nelle due diocesi (facendo altrettanto luce sulla presenza delle confraternite nella diocesi) e su quello della confraternita del SS. Sacramento e delle associazioni catechistiche (di qui il monito del valore assoluto dell’insegnamento del catechismo), fino all’importanza della creazione e dell’incentivazione delle opere sociali (in particolar modo facendo riferimento agli oratori e ai ricreatori festivi). A questo punto il sinodo diventa, per questo 1 Il volume degli Atti del sinodo è di grande importanza storica anche perché, per la prima volta, è presentata la Serie Cronologica dei Vescovi ed Arcivescovi Sipontini. 2

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