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Gli approcci al Profiling. Dal Criminal al Digital Profiling

Informazioni tesi

  Autore: Maria Esposito
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Isabella Corradini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

Il mio lavoro vuole affrontare l’evoluzione che, in ambito criminologico, ha portato dall’utilizzo del Criminal Profiling tradizionale all’impiego di una nuova metodologia di Profiling, che è, appunto, il Digital Profiling, in seguito all’introduzione della tecnologia anche nel mondo criminale.
Il tema fondamentale del mio lavoro è il Criminal Profiling, ossia la descrizione del profilo psicologico dell’autore di un reato a partire dall’analisi dei più piccoli dettagli della scena del crimine.
Accanto a questo però lo sviluppo del Digital Profiling ha concesso alla Criminologia di avvalersi di una metodologia che consenta non solo di aiutare le indagini, ma anche di identificare la personalità dell’autore di un reato e cosa lo abbia spinto al crimine analizzando il modo in cui utilizza i mezzi di comunicazione di massa.
Il primo capitolo affronta inizialmente la metodologia del Criminal Profiling in tutti i suoi aspetti. Ne vengono descritti gli elementi costitutivi, ovvero l’analisi della scena del crimine, lo studio della vittima, le possibili relazioni con il suo aggressore ed infine il case linkage.
Ho ritenuto fondamentale anche annoverare i campi di applicazione del Criminal Profiling, soffermandomi in particolare su pedofilia e child molester e definendone le differenze.
Ho dedicato un paragrafo alla descrizione della scena del crimine, distinguendola fra organizzata e disorganizzata e riconducendole, di riflesso, due tipi differenti di offender, quindi, anche in questo caso, organizzato e disorganizzato. Successivamente, sviluppando l’analisi della scena del crimine, ho trattato i vari elementi caratteristici che ne fanno parte, ossia modus operandi, signature e staging.
Nell’ambito del Criminal Profiling ho affrontato il discorso dell’analisi vittimologica che consente, a partire dall’analisi della scena del crimine e dall’intervista a tutti coloro che gravitavano intorno alla vittima, di costruire un profilo di personalità anche di questa e di definire eventuali relazioni fra reo e vittima.
Concludo il primo capitolo con l’utilizzo del Criminal Profiling nella predizione della pericolosità sociale di un reo e nella scelta della tipologia di interrogatorio più indicata a cui sottoporre un soggetto indagato o condannato per un crimine violento.
Il secondo capitolo rappresenta il cuore ed il tema centrale di tutto il lavoro di tesi poiché si basa sull’evoluzione dal Criminal al Digital Profiling.
Un primo discorso che ho affrontato è quello sulla definizione di cybercrime, categoria che ingloba tutti i reati commessi con l’utilizzo della tecnologia informatica.
Un aspetto sicuramente interessante è certamente rappresentato dai fattori di rischio. Quando la scena del crimine è digitale si creano diversi equilibri nella relazione reo-vittima, che riveste un ruolo importante nella percezione del rischio che, quale processo cognitivo, va tenuto in debito conto se si vogliono comprendere i meccanismi comportamentali di entrambi i protagonisti dell’evento criminoso.
La spiegazione di cosa sia, quali campi di applicazione e di come funzioni il Digital Profiling ha incluso anche una descrizione della tecnica della Digital Forensics, delle diverse aree in cui è suddivisa e delle varie fasi che si susseguono nell’analisi di contenuti informatici.
Il capitolo è stato interessante per ciò che concerne il confronto tra Criminal Profiling e Digital Profiling; esso può essere effettuato partendo dalle fasi impiegate nel tradizionale approccio alla costruzione del profilo: raccolta dei dati, loro organizzazione, ricostruzione comportamentale del soggetto criminale e della vittima, elaborazione di un profilo iniziale, passaggio del profilo agli investigatori, arresto del sospettato.
Ho concluso la trattazione del secondo capitolo descrivendo la percezione del reato da parte del criminale informatico; percezione che è sicuramente differente rispetto a quella del soggetto che compie un reato nella realtà.
Il terzo capitolo è dedicato alla trattazione di tre casi di cronaca, di cui si è discusso molto nell’ultimo decennio, a cui è stata applicata la metodologia del Digital Profiling sia per indirizzare le indagini verso una possibile risoluzione, sia per costruire il profilo di personalità del reo e per comprendere la sua motivazione all’azione e la sua possibile e futura capacità a delinquere.
Ho passato in rassegna quindi il delitto di Avetrana; segue il delitto di Garlasco; concludo con il delitto di Pordenone, ancora in fase di indagine.
Nel quarto capitolo ho trattato l’applicazione del Digital Profiling a casi di cyberstalking, descrivendo sia un caso di stalking familiare, sia un caso di stalking emozionale.

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3 Introduzione La globalizzazione e la nascita dell’informatica e della tecnologia in generale hanno determinato una ristrutturazione dei concetti di spazio e tempo in cui gli individui organizzano le loro esperienze di vita, nonché le loro relazioni. Oggi le tecnologie consentono non solo di sentirsi coinvolti emotivamente in ciò che accade dall’altra parte del mondo, ma anche di comunicare in tempo reale con chiunque abbia un computer o un telefono cellulare ed una connessione Internet. Agli effetti positivi della nascita della tecnologia, si affianca però l’altra faccia della medaglia, costituita al contrario dall’abuso – con forme devianti e criminali - dei mezzi informatici e telematici. Questi mezzi infatti sono sempre più impiegati sia dai singoli criminali che da vere e proprie organizzazioni. Il mio lavoro quindi vuole affrontare l’evoluzione che, in ambito criminologico, ha portato dall’utilizzo del Criminal Profiling tradizionale all’impiego di una nuova metodologia di Profiling, che è, appunto, il Digital Profiling, in seguito all’introduzione della tecnologia anche nel mondo criminale. Comprendere l’aggressività, la violenza apparentemente immotivata, la sproporzione di un gesto rappresenta il punto focale del lavoro di uno psicologo criminologo. Questo è il tema fondamentale del mio lavoro, il Criminal Profiling, ossia la descrizione del profilo psicologico dell’autore di un reato a partire dall’analisi dei più piccoli dettagli della scena del crimine, che racconta sempre qualcosa di chi ha commesso un reato violento. Accanto, però, all’analisi tradizionale della scena del crimine e dei dettagli che da essa vengono raccolti, lo sviluppo del Digital Profiling ha concesso alla Criminologia di avvalersi di una metodologia che consenta non solo di aiutare le indagini, ma anche di identificare la personalità dell’autore di un reato e cosa lo abbia spinto al crimine analizzando il modo in cui utilizza i mezzi di comunicazione di massa.

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Parole chiave

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criminologia
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