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Il "Secretum" di Petrarca

Lo studio delle opere latine petrarchesche, fondamentali per approfondire il mondo del poeta ed i turbamenti della sua anima, si sviluppa pienamente solo nel ventesimo secolo, grazie a contributi mirati a ricostruire la biblioteca dispersa di Petrarca. Il fiorire di nuovi interventi critici investe anche il Secretum, dialogo precedentemente letto come ''diario delle lacrime'' petrarchesche e finalmente riscoperto come opera di profondo valore letterario, oltreché morale. Il mutato approccio al dialogo si deve principalmente a studi degli anni 70-80, tesi a provare che il Secretum non è stato composto nel 1342-43, come si riteneva precedentemente, bensì circa dieci anni dopo.Gli studiosi precedenti avevano confuso il tempo della fabula con quello della scrittura: a causa di questo equivoco, per secoli, il Secretum è stato interpretato in maniera ''romantica'' come documento del male di vivere petrarchesco. Al contrario, il libellus è opera lungamente meditata ed assai preziosa, in quanto è un documento straordinario della vastissima cultura petrarchesca, il luogo ove confluiscono gli echi di letture e riflessioni.
La tesi si apre con due capitoli dedicati alle problematiche legate alla composizione del dialogo ed all'analisi dei tre libri che lo compongono. Successivamente si affronta lo studio delle reminiscenze linguistiche e culturali di due autori fondamentali per Petrarca: S. Agostino, che del dialogo è protagonista assieme a Francesco (alter ego del poeta) e Dante. L'ultimo capitolo è dedicato al Petrarca lettore della Bibbia, ai pochi ma significativi echi veterotestamentali presenti nel libellus nonché all'approfondimento di un'altra opera dell'aretino: i Psalmi Penitentiales.

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2 PREMESSA Fino agli albori del XX secolo vige in riferimento alle opere latine di Petrarca il giudizio desanctisiano, secondo il quale "In verità il Petrarca era tutt'altro che romano o latino, come pur voleva parere: poté latinizzare il suo nome, ma non la sua anima. Lo scrittore latino è tutto al di fuori...diresti non abbia il tempo di piegarsi in sé ed interrogarsi 1 ". La grandezza e l'importanza dello scrittore sono dunque circoscritte ai limiti della sua produzione volgare, mentre gli scritti latini sono considerati quasi una sterile imitazione dei classici, privi di ogni attrattiva ed originalità. Le ricerche di Pierre de Nohlac, il quale per primo affronta con rigore scientifico la questione dei libri appartenuti al poeta, hanno il grosso merito di aprire un nuovo settore negli studi petrarcheschi. Qualche decennio dopo la sua opera, infatti, l'interesse degli studiosi comincia a rivolgersi anche al Petrarca umanista, all'instancabile ricercatore di codici e bibliofilo, grazie in particolar modo ai contributi di Giuseppe Billanovich, che

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Grazia Ugolotti Contatta »

Composta da 205 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12927 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.