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Evoluzione Normativa dei Giochi e delle Scommesse On Line

La legislazione italiana distingue principalmente due forme in cui le attività di giochi e scommesse possono svolgersi. La prima forma è rappresentata dalle attività semplici ed occasionali di gioco e scommessa che possono intercorrere tra i privati nell'ambito di gare ed eventi che la stessa legge riconosce, purché non siano da essa vietate. Si tratta di semplici rapporti di diritto privato, dai quali possono derivare obbligazioni civili riconosciute o mere obbligazioni naturali. La seconda forma è rappresentata da tutte le attività di gioco e scommessa caratterizzate dalla presenza di una struttura organizzativa che ne consente il loro esercizio. La presenza di tale elemento fa ricadere le attività in questione all'interno di una specifica disciplina pubblicistica che, per motivi di interesse pubblico, le rende legali a condizione di una loro espressa autorizzazione. Tutte le attività di gioco e scommessa organizzate ed espressamente autorizzate dallo Stato fanno parte di quella categoria denominata “gioco pubblico”. All'interno di questa categoria il legislatore ha ritenuto opportuno far rientrare, sin dalla loro comparsa, tutte le attività di giochi e scommesse gestite ed esercitate attraverso le reti a distanza. La disciplina pubblicistica, che vige in materia, prevede un'espressa riserva originaria in capo allo Stato sia dei poteri di regolamentazione delle attività che si intende rendere lecite, sia dei poteri di gestione ed esercizio delle stesse. Sotto questo secondo profilo, l'ordinamento giuridico attribuisce allo Stato il potere esclusivo di gestire il comparto sotto forma di monopolio al fine di garantire che il gioco pubblico possa esser attuato in un contesto sicuro, controllato, e basato su regole e processi di produzione e distribuzione ben precisi. La riserva statale sarebbe giustificata dall'esigenza di tutelare quegli interessi pubblici generali ritenuti di preminente importanza nell'ambito di queste attività. Secondo quanto si desume dall'ordinamento e dalla giurisprudenza nazionale, il regime di riserva si fonderebbe sulla necessità di canalizzare le attività di gioco pubblico in circuiti controllati, capaci di garantire il perseguimento degli obiettivi di tutela dell'ordine pubblico e sociale, della sicurezza pubblica e di tutela dei consumatori. La presenza di questi interessi generali ha portato a configurare le attività di gestione ed esercizio del gioco pubblico alla stregua delle attività di prestazione di servizi dotati di preminente interesse pubblico. In forza di tale qualificazione giuridica, è stato predisposto dall'ordinamento un apposito regime restrittivo che esclude la libera iniziativa economica dei privati nel settore de quo. Questa esclusione, tuttavia, non pregiudica la facoltà dello Stato di poter affidare a soggetti privati il diritto di svolgere le attività ad esso riservate, possibilità che è stata largamente attuata mediante un tipico meccanismo amministrativo. Si tratta del duplice sistema concessorio ed autorizzatorio di pubblica sicurezza. Questo duplice meccanismo amministrativo rappresenta il fulcro dell'intera disciplina normativa, manifestandosi in esso i risultati concreti della politica legislativa intrapresa in materia dal nostro Paese. Il rispetto di tale regime è presidiato da una specifica normativa penale volta a sanzionare chiunque svolga un'attività di gioco e scommessa non conforme alla disciplina pubblicistica. Per rafforzare i presidi penali il legislatore ha ritenuto opportuno introdurre, inoltre, particolari misure amministrative indirizzate a conseguire, anche con forme indirette, un efficace contrasto contro i fenomeni di gioco irregolare diffusi, in particolar modo, nell'ambito dell'attività di offerta transfrontaliera. Il sistema nazionale si è dovuto confrontare, specialmente nell'ultimo decennio, con le problematiche di compatibilità rispetto alla normativa derivante dal diritto dell'Unione Europea. Il raffronto si è intensificato dal momento in cui gli operatori europei del settore hanno iniziato ad investire sull'offerta transfrontaliera, ponendo, così, in risalto tutti quei limiti protezionistici imposti dal nostro Stato con il solo fine di mantenere il rigido controllo sul comparto.

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INTRODUZIONE “L'emozione che un giocatore prova quando fa una scommessa è pari alla somma che potrebbe vincere moltiplicata per le probabilità di vincerla”. Con questa breve ma eloquente formula, il filosofo e matematico francese Blaise Pascal ci permette di cogliere l'aspetto più intimamente irrazionale dell'uomo che, fin dai tempi remoti, ha legato lo sviluppo delle società civili all'evolversi del fenomeno dei giochi e delle scommesse. La passione dell'uomo a sfidare la sorte rappresenta da sempre un tratto caratteristico ed ineliminabile del suo comportamento, le cui motivazioni possono essere ricondotte al desiderio di vivere uno stato di appagamento emozionale o alla speranza di vedere cambiate le proprie condizioni economiche e sociali. Il gioco può rappresentare un'attività sociale e competitiva in quanto c’è sempre un avversario contro cui ci si deve confrontare, che può essere rappresentato da un altro giocatore, da un organizzatore, dallo Stato o dal destino. Nelle attività di gioco, quindi, si possono ritrovare anche alcuni valori che svolgono un ruolo importante nella nostra società, quali il valore dell’audacia, della competitività, della capacità di approfondire situazioni e di assumersi rischi con responsabilità. 7

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Valerio Lucidi Contatta »

Composta da 274 pagine.

 

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