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Frode in assicurazione: l'articolo 642 del Codice Penale tra dato normativo e prospettive ermeneutiche

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Contu
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giovanni De Santis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

Il fenomeno delle frodi assicurative ha subito negli ultimi decenni mutamenti significativi, sia quantitativi che qualitativi. Sotto il profilo quantitativo, emerge l’elevatissimo numero di frodi di cui sono bersaglio le compagnie assicuratrici operanti in Italia. In talune regioni della Penisola, l’ammontare complessivo degli indennizzi fraudolenti raggiunge ormai, nei limiti dell’accertato, l’8% del totale versato dagli assicuratori in un esercizio finanziario, tanto da far parlare correttamente di un malcostume diffuso, non percepito nella sua reale portata offensiva. Sul versante qualitativo, agli occhi dell’interprete si profila oggi un fenomeno fraudolento a tratti inedito, che va ben oltre le cinque modalità commissive astrattamente individuate dal legislatore penale. Le condotte tipiche di cui all’art. 642 c.p. appaiono infatti ancorate al paradigma tradizionale dell’assicurazione contro gli infortuni, con ampliamenti legislativi al settore della RCA intervenuti nel 2002. A fronte di ciò, si sono riscontrate difficoltà nell’includere per via ermeneutica i settori assicurativi residuali entro l’ambito della protezione penale "anticipata".
In questo elaborato si dà conto dell’evoluzione fenomenologica subita dalle frodi assicurative in Italia e all’estero, evidenziando le carenze di tutela penale riscontrate dagli interpreti nel corso del tempo. Un’attenzione particolare è riservata alla nuova frontiera delle frodi nel ramo vita e al condizionamento normativo che si profila, in questa materia, tra il "reato proprio" in esame e il paradigma dell’assicurazione sulla vita a favore di un terzo (art. 1920 c.c.), in cui l’interesse economico alla frode sorge in capo ad un soggetto formalmente estraneo al rapporto contrattuale.
In breve, si evidenziano le peculiarità del dato normativo e i profili di irragionevolezza sistematica risultanti dall’esegesi testuale, e si prospettano, de iure condendo, plausibili soluzioni ermeneutiche e di tecnica legislativa avvalorate dal formante dottrinal-giurisprudenziale e dal confronto con ordinamenti stranieri.
Ai fini dell'analisi comparatistica, si considerano gli ordinamenti penali di Germania, Francia, Svizzera, San Marino, Regno Unito e Stati Uniti d'America. La trattazione è aggiornata al D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7.

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~ 9 ~ CAPITOLO I <<RUBARE ALLE ASSICURAZIONI NON È RUBARE>> 1 : CONSIDERAZIONI DI POLITICA E TECNICA LEGISLATIVE SOMMARIO: 1.1. Il bene giuridico tutelato: voluntas legis e incongruenze normative – 1.2. Truffa e frode in assicurazione: tecniche legislative a confronto. 1.1. Il bene giuridico tutelato: voluntas legis e incongruenze normative. La fattispecie codicistica in esame, che trova la propria collocazione sistematica nel Capo II del Titolo XIII, dedicato ai <<delitti contro il patrimonio mediante frode>>, incrimina cinque ipotesi delittuose suscettibili di consumarsi nell’ambito di un rapporto contrattuale intercorrente fra privati. Con l’adozione delle disposizioni in esame, il legislatore penale estende dunque la prensione punitiva dello Stato a condotte particolari, individuate come devianti e patologiche, poste in essere da una delle parti di un rapporto privatistico. Di tal guisa, è legittimata l’intromissione del più invasivo fra gli interventi del potere pubblico – l’applicazione di sanzioni penali – nella sfera dell’autonomia contrattuale del privato, ossia nella sfera di quegli interessi prettamente individuali, di natura patrimoniale, che nel nostro ordinamento assurgono a paradigma stesso dei cd. <<diritti disponibili>> 2 . E ciò è realizzato – 1 VERONESI, Caos calmo, Bompiani, 2005, p. 293. 2 Categoria con cui si è soliti indicare quei diritti di cui il titolare può liberamente disporre, in linea di principio, sino al punto di acconsentire con efficacia scriminante a che soggetti terzi li ledano o li pongano lecitamente in pericolo. Questa la portata del principio sancito dall’art. 50 c.p., secondo cui

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Parole chiave

assicurazione
art.640 c.p.
frode assicurativa
frode in assicurazione
fraudolento danneggiamento dei beni assicurati
mutilazione fraudolenta della propria persona
insurance fraud
art. 642 c.p.
truffa alle assicurazioni
d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 7

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