Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il lavoro dei religiosi

La tesi affronta il tema delle prestazioni lavorative dei religiosi (in particolare, di quelle rese in favore dell'istituto religioso di appartenenza), dal punto di vista dell'elaborazione dottrinale, con esame approfondito degli orientamenti più significativi, e della giurisprudenza, di merito e di legittimità, fino al definitivo consolidamento delle posizioni della Corte di cassazione.
L'esame è preceduto da uno sguardo d'insieme della disciplina delle situazioni soggettive dei religiosi nell'ambito dell'ordinamento canonico e del diritto concordatario.
L'analisi è condotta sulla base di una significativa raccolta di materiali (in alcuni casi, di non facile reperibilità), con ampi riferimenti testuali in nota e corredata di una bibliografia puntuale ed aggiornata.
Essa si articola in tre capitoli: il primo dedicato alla figura del religioso; il secondo al dibattito dottrinale; il terzo, infine, alla giurisprudenza anche risalente, con l'intento di fornire un quadro accurato delle decisioni adottate in merito.

Mostra/Nascondi contenuto.
Capitolo 2 Il dibattito dottrinale in ordine alla qualificazione dell’attività lavo- rativa dei religiosi Ogni volta che si affronta il tema della qualificazione dell’attività lavorativa svolta dai religiosi, insieme alla questione, strettamente correlata, del riconoscimento della tutela previdenziale in favore di detti soggetti, ci si divide nell’attribuire un peso più o meno preponderante al dibattito dottrinale piuttosto che agli interventi della giurisprudenza, sia essa di merito che di legittimità. Come sottolinea CINELLI, « il tema [...] è ricco di questioni estremamente appas- sionanti [...] Il dibattito sull’applicabilità della disciplina giuslavoristica all’attività dei religiosi e dei problemi che essa comporta è, infatti, già da anni assai vivace nella dottrina ecclesiasticistica [...] Anche il contributo della giurisprudenza – compresa quella della Corte costituzionale – [...] è tuttora ricco ed appassionato». 103 NOTARO osserva come, se da un lato l’ampia elaborazione dottrinale in ordine alla « rilevanza esterna nell’ordinamento statuale» 104 del lavoro svolto dai religiosi, all’interno o a favore dell’associazione religiosa di appartenenza, non ha offerto un panorama ampio sull’argomento, dall’altro lato la giurisprudenza si è occupata « con maggior frequenza di questa problematica» solo negli ultimi anni, 105 « chiamata sempre più sovente a risolvere il problema se possa considerarsi rapporto di lavoro subordinato l’attività del religioso nella propria comunità». 106 Dal canto suo, BOTTA ricorda che « del dibattito sviluppatosi con una certa vivacità nella metà degli anni ’80, circa la possibilità di considerare in un’ottica giuslavoristica le prestazioni oggettivamente lavorative svolte dai religiosi a favore del rispettivo Istituto 103 V . M. CINELLI, Disciplina giuslavoristica, cit. a nota 76. 104 V . L. NOTARO, Lavoro subordinato, cit. a nota 59, p. 277. 105 Ibidem. 106 Cfr. Luigi NOTARO, Sulla natura giuridica delle attività lavorative del religioso nella sua associazione, in Diritto ecclesiastico (1979), I, p. 407 e segg. P. 407. - 31 -

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefano Nardelli Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1285 click dal 12/05/2016.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.