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Il ruolo dell'infermiere nella continuità assistenziale: la dimissione protetta dell'anziano fragile

Background: L’andamento demografico della città di Parma, come quello nazionale, si prospetta con un progressivo aumento della componente anziana dovuto all’incremento delle aspettative di vita. (ISTAT, 2015); (Ufficio Statistica Provincia di Parma, 2014). Ciò significa trovarsi d’innanzi ad una popolazione potenzialmente fragile e con un’alta incidenza di patologie da assistere e curare. (Senin, et al., 2003). Il problema si ripercuote sul Sistema Sanitario Nazionale, coinvolgendo sempre più le professioni sanitarie tra cui quella dell’infermiere, professionista dell’assistenza per antonomasia. Egli deve garantire la giusta assistenza alle persone che presentano necessità di cure tramite il processo di continuità assistenziale, attraverso interventi efficaci, sicuri e veloci. La comunicazione tra diverse realtà di cure presenti nel territorio comincia dalla dimissione del paziente, quindi è in questo processo che la continuità delle cure potrebbe avere delle problematiche che porterebbero l’assistito ad un potenziale rischio di peggioramento dello stato di salute. (Forster, et al., 2003)
Tipo di ricerca: È stata eseguita un’analisi retrospettiva utilizzando dati epidemiologici provenienti da banche dati statali (I.S.T.A.T). In parte è stato considerato un trend di circa 15 anni. Inoltre, attraverso la revisione della letteratura nazionale ed internazionale, si sono individuate le ultime linee guida sull’argomento ed è stato analizzato lo strumento di dimissione infermieristica utilizzato nel territorio locale.
Parole chiave: Continuity of care; Nurse; Nursing; Aging; Elderly; Frail patient; Discharge; Early discharge; Long-term care; Difficult discharge; Dimissioni protette.
Obiettivo: Questo progetto di tesi ha avuto l’obiettivo di indagare, attraverso un’accurata revisione della letteratura, sul ruolo dell’infermiere nel processo assistenziale. In particolare, si è focalizzata l’attenzione sui bisogni e sui rischi ai quali va incontro il paziente anziano fragile al momento della dimissione. I professionisti infermieri sono coinvolti in prima persona nel processo della dimissione difficile e/o protetta di tale categoria di pazienti, al fine di garantire la continuità assistenziale nelle varie realtà di cura. Si è voluto ricercare, in particolare, quali strumenti vengono utilizzati dai professionisti nel territorio di Parma per garantire il passaggio completo delle informazioni.
Materiali e Metodi: Partendo da un’accurata analisi della letteratura nazionale e internazionale, si è indagato sul ruolo dell’infermiere nella dimissione protetta e/o difficile, prendendo in considerazione i principali dati demografici italiani e nello specifico della regione Emilia Romagna, focalizzando l’attenzione sul contesto locale (Parma). Tali dati sono stati recuperati tramite l’ausilio di banche dati statistiche come I.S.T.A.T. La letteratura scientifica di interesse è stata rintracciata con l’ausilio delle parole chiave e l’inserimento di termini MeSH su banche dati di carattere scientifico: PubMed, Medline, Cochrane.
Conclusioni: dalla revisione della letteratura in materia di dimissioni protette e/o difficili, è emersa l’esistenza di linee guida atte ad uniformare gli interventi dei professionisti sanitari per garantire la continuità delle cure. (DGR 2068/04, DGR 427/09, DGR 1720/07).
Gli infermieri del territorio di Parma, in particolare, si avvalgono di uno strumento oggettivo (scheda di dimissione infermieristica) che indaga sui bisogni, rischi e criticità del paziente al fine di assicurare una comunicazione efficace delle informazioni. Sono emerse, tuttavia, delle limitazioni all’utilizzo di tale strumento il quale non è usato in egual modo da tutti i professionisti o non è considerato idoneo ai tipi di intervento. Spesso si evidenziano ritardi, mancanza di interventi assistenziali, errori che portano ad un aggravarsi delle condizioni cliniche del paziente stesso. Questi problemi sono dovuti ad una comunicazione spesso inefficace o non esistente nelle diverse realtà di cura.

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3 Introduzione Questo progetto di tesi si propone di analizzare nel dettaglio le varie fasi della dimissione protetta della persona anziana in presenza di disabilità o patologie. Queste condizioni, notoriamente, determinano nell’assistito la necessità di ricevere trattamenti, assistenza e cure continue. Il capitolo 1 mostrerà come l’andamento demografico evidenzi, di anno in anno, un progressivo invecchiamento della popolazione. È un fenomeno in forte crescita, e l’Italia è uno dei paesi nel mondo con il più alto tasso (indice) di vecchiaia. Inizialmente si spiegherà come l’aumento dell’indice di vecchiaia a livello nazionale si ripercuota da regione a regione, fino a raffigurare la realtà di Parma, analizzando la distribuzione della popolazione totale e la sua ripartizione per le varie classi di età. Saranno mostrati il tasso di anzianità (o indice di vecchiaia) e il tasso di natalità confrontati nel tempo. Già da queste prime analisi si evincerà il peso del problema in questione, il soggetto fragile della popolazione anziana di Parma. Nel capitolo 2, invece, si è voluto contestualizzare questo dato di fatto, cioè sarà ampliamente spiegato come l’aumento del numero di persone anziane sia direttamente proporzionale all’aumento dei bisogni di assistenza – correlato all’incremento delle patologie – che si esplica con dei trattamenti, dei servizi e dei costi. Ciò comporta una maggior organizzazione sanitaria, nonché una necessità di revisione dei modelli assistenziali esistenti che andranno a modificarsi in seguito all’aumento dei bisogni e delle complicanze dell’anziano. In questo ambito, i pazienti con più necessità di cure sono sicuramente gli anziani con comorbidità - più patologie a carico -, fragilità o disabilità. Questo tipo di assistenza alla persona fragile o disabile è probabilmente destinato ad aumentare nel tempo in seguito all’incremento delle aspettative di vita e al rischio elevato di riscontrare patologie. In suddetto capitolo si citeranno le principali cause di fragilità e disabilità, nonché le problematiche più comuni riscontrate nell’anziano: le cadute, i disordini neurologici-psichiatrici, la lesione da pressione, la disidratazione, la malnutrizione e l’incontinenza urinaria. Nella parte successiva (Capitolo 3) sarà trattata la valutazione dei fattori di rischio e alcune metodiche per garantire la continuità di cure, nonché le tipologie di dimissione ospedaliera dell’anziano. Sarà, quindi, illustrato il percorso della persona fragile e/o disabile dopo la dimissione ospedaliera ed il modello di continuità di cura attuato dai vari professionisti nel territorio. Il metodo organizzativo per affrontare la dimissione di tale categoria di pazienti

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Giuseppe Piazza Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7965 click dal 12/05/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.