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La terapia psicologica del paziente oncologico

Il mio interesse è stato quello di cercare di analizzare nello specifico i risvolti psicopatologici dei pazienti oncologici e i possibili trattamenti che possono essere messi in atto per sostenerli ed aiutarli a sopravvivere all'evento della malattia.
Mi sono focalizzata inizialmente sulle caratteristiche del cancro, dalla genesi all'evoluzione e su come questa malattia influisce sulla popolazione mondiale, per poi focalizzarmi sulle reazioni individuali dei soggetti affetti.
Il cancro è una malattia fisica, che man mano si ripercuote a livello corporeo, dal tumore stesso alle conseguenze delle terapie farmacologiche.
Ho quindi analizzato le strategie di coping adottate dai pazienti in seguito alla diagnosi e di come esse si modificano nel corso della malattia. Secondo il modello illustrato da Elisabeth Kubler-Ross i pazienti che si trovano ad affrontare una malattia cronica e potenzialmente mortale sono portati ad attraversare diverse dinamiche psicologiche, da lei riassunte in 5 fasi, anche chiamate “reazioni emotive”, le quali possono verificarsi consecutivamente o contemporaneamente.
Questa malattia è importante osservarla non solo da un punto di vista esclusivamente clinico e chirurgico ma è indispensabile che vengano presi in considerazione gli individui nel loro complesso, andando ad indagare il corpo umano, sotto un punto di vista psichico, neurologico, endocrino e immunologico. E' così che ho cercato di capire come la malattia si potesse correlare con la Psiconeuroendocrinoimmunologia.
E' importante adottare un punto di vista olistico e da qui esplorare la malattia e studiare il paziente nella sua unicità. Poichè ogni individuo è unico e va curato singolarmente. E' qui che emerge l'ambito di “presa in cura” della psiconcologia, per riuscire a sostenere i pazienti uno ad uno, non solo sotto un punto di vista clinico. Andare ad esplorare quali possono essere le loro reazioni alla diagnosi e cercare di adottare la strategia migliore per accompagnarli nel processo di cura e sostenere la loro famiglia, anch'essa coinvolta nella malattia.
La psiconcologia si propone quindi di creare un'integrazione tra le discipline mediche e psicologiche, affrontando questa malattia che coinvolge la globalità dell'individuo nella sua unicità.
Successivamente mi sono quindi concentrata su come la psiconcologia possa essere integrata all'interno delle cure mediche e su come un percorso psicoterapico potesse dare dei risultati positivi anche nell'ambito della sopravvivenza stessa alla malattia.
Sono poi passata alla descrizione delle diverse modalità d'aiuto nell'ambito delle psicoterapie individuali. Ho inizialmente diviso gli interventi tra educazionali e psicoterapeutici. Andando ad approfondire sia l'aspetto preventivo educazionale sia l'aspetto terapeutico mirato al sostegno.
Ho descritto gli interventi nell'ambito della psicoterapia cognitiva-comportamentale, psicodinamica, interpersonale, cognitivo-analitica ed infine gli interventi di counselling.
In quello che io definisco il cuore della mia tesi ho approfondito i trattamenti terapeutici in ambito gruppale, sotto l'aspetto psico-educazionale e psicoterapeutico, sottolineando i benefici che questo tipo di terapia può portare.
Riprendendo una citazione di Foulkes (1967), il gruppo è prima di tutto “l'essere non più soli”, per cui questo tipo di psicoterapia è considerato uno dei più efficaci interventi terapeutici disponibili per i malati di cancro (Spira & Casden, 2010). Può costituire uno spazio in cui si affrontano insieme le principali problematiche conseguenti alla malattia, in cui ci si confronta con persone con esperienze simili, avendo la possibilità di scambiarsi opinioni e consigli relativamente alle incognite future.
Questi studi mi hanno permesso quindi di capire come in un contesto gruppale, attraverso un collettivo di cura si ha realmente la possibilità di non farsi pervadere dalla solitudine o di migliorare questo aspetto. Il dolore può essere condiviso, sopportato insieme, creando coesione tra i componenti del gruppo, i quali, a loro volta, si possono sentire liberi di condividere richieste e offerte di cure, cercando rompere l'isolamento conseguente alla malattia.

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INTRODUZIONE La diagnosi di cancro per il paziente comporta un grave sconvolgimento che porta a ripercussioni su tutta la sua vita. Per questo il mio interesse è stato quello di analizzare nello specifico i risvolti psicopatologici dei pazienti oncologici e i possibili trattamenti che possono essere messi in atto per sostenerli ed aiutarli a sopravvivere all'evento della malattia. Ho analizzato inizialmente le caratteristiche del cancro, dalla genesi all'evoluzione e come questa malattia influisce sulla popolazione mondiale, per poi focalizzarmi sulle reazioni individuali dei soggetti affetti. Il cancro è una malattia fisica, che man mano si ripercuote a livello corporeo, dal tumore stesso alle conseguenze delle terapie farmacologiche. Verranno quindi affrontate le strategie di coping conseguenti alla diagnosi e modificate nel corso della malattia stessa, adottate dai pazienti oncologici. Questa malattia è importante osservarla non solo da un punto di vista esclusivamente clinico e chirurgico ma è indispensabile che vengano presi in considerazione gli individui nel loro complesso, andando ad indagare il corpo umano, sotto un punto di vista psichico, neurologico, endocrino e immunologico. E' così che ho cercato di capire come la malattia si potesse 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Cecilia Allasina Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.