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Adriano Olivetti, pianificare il territorio per riformare la società

La tesi ha inteso analizzare il lato teoretico e concreto di Adriano Olivetti, del Movimento Comunità e del complesso di persone e istituti legati all'imprenditore di Ivrea (cosiddetta "costellazione olivettiana"). L'elaborato, che consta di più di 300 pagine, è articolato in cinque capitoli più allegati: 1) Un'analisi selettiva e di contesto della vita di Adriano Olivetti, delle sue sfere d'azione, del periodo storico, del regime politico e del sostrato economico, con particolare riferimento agli anni cruciali del secondo conflitto mondiale fino agli anni Sessanta; 2) Un inquadramento del pensiero politico e comunitario di Adriano Olivetti, con specifico riferimento al suo trattato "L'Ordine politico delle Comunità"; 3) Un'analisi ragionata delle sfere d'azione olivettiane, con focus su: Movimento Comunità, Editoria, IPSOA, IRUR, Impresa Olivetti; 4) Uno studio sulle ragioni di alcuni fallimenti di lungo, medio e breve periodo di quanto realizzato e progettato da Adriano Olivetti e dal suo entourage; 5) Un ultimo capitolo di chiusura della parabola olivettiana analizzata al fine di mettere a fuoco alcune considerazioni finali e prospettive per il futuro. Nel complesso lavoro di analisi è emerso il ruolo chiave della pianificazione, dell'urbanistica, del concetto di Comunità concreta, del Personalismo, dell'istituto della fondazione come proprietà d'azienda, dei valori spirituali (Bellezza, Verità, Giustizia, Amore), della responsabilità dell'impresa, della riconciliazione degli opposti storici. Il periodo indagato più approfonditamente è quello degli anni Cinquanta e Sessanta mentre l'area quella del Canavese, seppure non siano mancati approfondimenti sulla Fabbrica di Pozzuoli e l'area metropolitana di Torino. Si è fatto anche cenno alla candidatura (tentative list) di Ivrea a patrimonio UNESCO come "città industriale del XX secolo".

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8 Adriano Olivetti, pianificare il territorio per riformare la società PREFAZIONE Nel brano La Luna del 1989, Edoardo Bennato tratteggia le emozioni di un giorno davvero speciale, quello della missione Apollo 11 che va a siglare il tramonto di un’epoca di grandi cambiamenti culturali del mondo occidentale, “i favolosi anni sessanta”. Alle 20.18 UTC 2 del 20 luglio 1969, il lander della navicella spaziale Apollo 3 toccò il polveroso suolo lunare con a bordo gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, mentre il modulo di comando, denominato Columbia, rimaneva in orbita con il terzo astronauta Michael Collins. Sei ore più tardi, alle 2.56 UTC del successivo giorno 21 luglio, Neil Armstrong, posando il piede sull’ultimo scalino che lo separava dal terreno, pronunciò, con vibrante emozione, la storica frase: «Tha’s one small step for (a) man, one giant leap for mankind» ovvero «Un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per l’umanità». L’evento, che si inseriva nella fredda esibizione muscolare del mondo politicamente bipolare di quel tempo, ebbe molteplici significati storici, simbolici ed emozionali. La prima diretta televisiva della storia proveniente dallo spazio tenne col naso all’insù milioni di persone in grado di avere accesso al piccolo schermo. In Italia, l’impresa fu febbrilmente seguita da una storica diretta Rai di Andrea Barbato assistito da Tito Stagno, Jas Gawronsky e Ruggero Orlando, in collegamento con il centro di controllo di Houston, USA. Quell’evento rimase poi cristallizzato nella coscienza collettiva e mediatica attraverso le immagini del paesaggio lunare in cui erano sapientemente ricomposti in inquadratura il LEM, il vessillo a stelle e strisce conficcato nel suolo e gli astronauti. Fu una conquista della scienza, della tecnica, del brillante lavoro di 2 L’acronimo UTC, mutuato da un compromesso tra l’inglese Coordinated Universal Time e il francese Temps Universel Coordonné, sta per “Tempo Coordinato Universale”. Conosciuto anche come “tempo civile”, è il fuso orario di riferimento da cui sono calcolati tutti gli altri fusi orari del mondo. Esso è, a sua volta, derivato dal cosiddetto “Tempo Medio di Greenwich” (in inglese Greenwich Mean Time, GMT), con il quale coincide a meno di approssimazioni infinitesimali. L’acronimo U.T.C. è stato coniato per non dover menzionare una specifica località all’interno di uno standard internazionale. L’UTC si basa su misurazioni condotte da orologi atomici invece che su fenomeni celesti come il GMT e da questa differenza metodologica deriva il piccolo scarto. 3 Dal punto di vista tecnico, la denominazione in uso è stata: Lunar Excursion Module o più semplicemente LEM. Gergalmente, invece, era definito Eagle.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Dipartimento di Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e Ingegneria dell'Informazione

Autore: Vincenzo Piazza Contatta »

Composta da 311 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.