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Benessere ambientale indoor (IEQ): studio sperimentale sulla percezione soggettiva degli occupanti

Nel presente studio si vuole analizzare la qualità dell’ambiente interno (IEQ) in aule universitarie dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Le due aule analizzate, la T6 facente parte del complesso di Scienze fisiche e naturali e la A1 della facoltà di Ingegneria, sono differenti per tipologia degli impianti tecnici presenti ma confrontabili per caratteristiche architettoniche, dimensioni e grado di occupazione. I risultati sono stati correlati in ogni caso alle condizioni climatiche esterne.
Gli obiettivi dello studio sono stati: il capire se al modificarsi delle condizioni ambientali interne vi fosse una corrispondenza sul grado di percezione del benessere globale degli studenti, trovare le differenze tra le valutazioni oggettive e quelle soggettive fare una stima dei consumi energetici in relazione con le valutazioni soggettive del benessere degli occupanti e la determinazione dei parametri ambientali tale da avere il benessere ottimale secondo Normativa vigente.
Lo studio del benessere globale è stato analizzato sia nel suo complesso che dettagliatamente come benessere termoigrometrico, visivo e qualità dell'aria interna (IAQ).

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5 INTRODUZIONE La problematica del contenimento dei consumi energetici di un edificio è legata sia alla quantità di combustibile fossile che si deve fornire allo stesso per un suo ottimale utilizzo sia all’andamento di numerosi parametri che coinvolgono l’intero sistema EDIFICIO-IMPIANTO. Esiste infatti una profonda correlazione tra la domanda di energia e il comfort ambientale interno, poiché i fattori che caratterizzano quest’ultimo incidono direttamente sui consumi per riscaldamento, ventilazione, climatizzazione e illuminazione di un edificio. Generalmente al crescere del livello di benessere si hanno, a parità di caratteristiche costruttive del sistema “edificio-impianto” e di condizioni climatiche esterne, consumi energetici maggiori. I consumi energetici possono poi subire significative variazioni in relazione a molteplici aspetti quali ad esempio: - aspettative di comfort dell’utente (valori di set point per temperatura, umidità relativa, qualità dell’aria, illuminamento ecc.); - effettiva disponibilità di risorse naturali per il controllo del microclima (numero di ore di luce naturale, numero di ore in estate in cui l’aria esterna è utilizzabile per raffrescare gli ambienti ecc.); - strategie che l’utente adotta per il controllo ambientale (programmazione temporale dei valori di set-point, uso dell’illuminazione artificiale, apertura e chiusura delle finestre ecc.). Queste considerazioni portano ad affermare che non ha senso occuparsi della qualità energetica di un edificio senza contemporaneamente determinare il livello di qualità dell’ambiente interno cui ci si riferisce, sia esso “di progetto” oppure “in esercizio” (Corgnati 2005). A volte però la corsa alla riduzione dei consumi energetici degli edifici finisce per trascurare proprio quel benessere degli occupanti che dovrebbe essere preservato sia per motivi strettamente legati alla salute, sia per ragioni date dalla produttività degli stessi. Un esempio lampante è quello della tendenza della diminuzione dei ricambi d’aria per ridurre i consumi

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Carlo Mazzenga Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 846 click dal 17/05/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.