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Il cinema e le convergenze teatrali

Il cinema e il teatro hanno mostrato sin da subito punti in comune, con la settima arte che ha preso ben presto prestiti dallo spettacolo da palcoscenico.
Nessuno, però, aveva mai analizzato tutte le possibili modalità di prestito teatrale di cui ha usufruito il cinema e proprio su questo verte la ricerca qui riportata.
Il risultato, però, è stato soprattutto lo scoprire con questa indagine nuove chiavi di lettura non solo di singole scene di alcuni dei film più famosi di sempre, ma anche delle intere pellicole.

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INTRODUZIONE I. Il teatro nel cinema sin dalle origini Quando si parla di arte, ancora oggi alcuni fanno fatica ad accostare ad essa il mondo del cinema, o perlomeno se lo fanno è dopo aver messo in elenco discipline più canoniche come poesia, musica, arti visive o plastiche. Una volta ricordatisi che il cinema è “la settima arte” (e qui non vogliamo iniziare una querelle sul perchè il cinema sia da considerarsi tale) , però, viene anche subito da riconoscere come esso sia anche la forma artistica più popolare e che ha, potenzialmente, il bacino di utenza maggiore assieme alla musica. Se il teatro, la pittura e la scultura hanno origini antichissime e derivano da esigenze legate a rituali religiosi, il cinema nasce come pura forma di divertimento, senza alcuna iniziale finalità morale, religiosa e forse anche artistica. Puro spettacolo, puro intrattenimento che aveva il semplice scopo di allietare la serata dei ceti medi a costi più bassi del teatro e senza che si renda necessario un grande sforzo intellettuale: le opere di Melies sono godimento visivo, quelle di Lumiere gustosi spaccati di vita quotidiana nei quali rivedersi sia come classe sociale che, in alcuni casi, nel vero senso della parola, magari in terza o quarta fila in mezzo a quegli operai che stanno uscendo dalla fabbrica. Il fenomeno del cinema si espanse prestissimo, ma le sue origini meno nobili fecero come sentire il dovere di cercare vie per aumentarne il prestigio: la contaminazione con altre arti di alta considerazione fu una delle soluzioni più immediate, dunque si pensò quasi subito di portare sullo schermo soggetti presi dalla letteratura o dal teatro. Si pensi al panorama cinematografico italiano del primo Novecento: con il nuovo genere del lungometraggio abbiamo come primi titoli di successo L'inferno (Adolfo Padovan, Francesco Bertolini, Giuseppe di Liguoro, 1911) o L'Odissea (Adolfo Padovan, Francesco Bertolini, 1911), direttamente di ispirazione letteraria, oppure il 3

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Mattia Gelosa Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 552 click dal 17/05/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.