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La condivisione delle informazioni per ridurre l’effetto Forrester: un confronto tra scenari di simulazione

Informazioni tesi

  Autore: Salvo Barraco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Matteo De Angelis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

Il primo capitolo della tesi riguarderà un’Analisi della letteratura sulla Supply Chain, nonchè i principali problemi riscontrabili nella sua gestione e i costi che ne derivano, in modo da ottenere un quadro di contorno per comprendere meglio il problema principale esposto dalla tesi, l’effetto Forrester.
Quest’ultimo verrà analizzato nel dettaglio nel secondo capitolo: verranno identificati i sintomi e le cause, ma anche le soluzioni e gli strumenti per attenuarlo; il presente lavoro si focalizzerà su una delle soluzioni, la condivisione delle informazioni, di cui verranno analizzate le variabili, la tipologia di informazioni scambiate e come vengono usate tali informazioni condivise; il capitolo si chiuderà con un breve cenno alle metodologie gestionali basate sulla condivisione di informazioni e la collaborazione tra gli attori della Supply Chain.
Nel terzo capitolo verrà chiarita l’importanza dei modelli di simulazione, le fasi per la creazione di un modello e alcuni tipi di modelli e strumenti utilizzati per la simulazione di una Supply Chain; un breve accenno ai serious game farà da introduzione al modello di simulazione del beer game, alle ipotesi sottese e ai suoi obiettivi. Questi capitoli saranno propedeutici al quarto: dopo una breve spiegazione del software “Inventory distribution simulator”, verranno effettuate delle simulazioni di una Supply Chain nel caso in cui non ci sia collaborazione tra gli attori e nel caso in cui ci sia una piena disponibilità delle informazioni, al fine di verificare tramite dati empirici se la condivisione delle informazioni consenta di attenuare l’effetto Forrester, in modo da ottenere benefici nella gestione delle scorte e degli ordini e di conseguenza un abbassamento dei costi totali del sistema.

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5 Introduzione Noam Chomsky 1 , un linguista americano dei giorni nostri, rifacendosi a un testo del ‘79 di Gregory Bateson (Mente e natura), chiarisce la cosiddetta "sindrome della rana bollita": in poche parole, Chomsky ci racconta che una rana gettata in una pentola di acqua bollente reagirà istantaneamente e salterà fuori dalla pentola per salvarsi. Una rana immersa in una pentola d’acqua fredda posta sopra una fiamma, resterà li ferma; fino alla temperatura di 27 gradi la rana non farà nulla, ma con il graduale aumento della temperatura, la rana diventerà diverrà sempre più debole finché non sarà più in grado di saltare fuori dalla pentola. La rana si renderà conto troppo lentamente dell’aumento della temperatura e finirà per morire bollita. Ciò significa che quando un cambiamento viene effettuato in maniera sufficientemente lenta e graduale sfugge alla coscienza, e non suscita nessuna reazione, nessuna opposizione. La necessità di reagire in anticipo ai cambiamenti graduali ha creato la necessità nell’uomo di cercare di simulare la realtà cosi da ridurne la complessità e studiare meglio gli effetti del cambiamento. Questi esperimenti permettono di operare in un ambiente protetto, con costi e tempi ridotti e sono fondamentali per anticipare possibili risposte e sviluppare nuovi interventi per governare al meglio le realtà complesse. In ambito aziendale le simulazioni trovano svariate applicazioni; queste consentono ai manager della Supply Chain di valutare le alternative e come le loro decisioni influiscano sui tempi, sui costi, sulla qualità e livello di servizio. Uno di questi costi è generato dall’ “effetto Forrester” dal nome dello studioso che nel 1961 lo definì come “l’amplificazione della variabilità nel segnale di domanda/ordine che si riscontra man mano che questo risale, da valle a monte, dal retailer al manufacturer, lungo una filiera logistica” 2 . Lo stesso Forrester, l’anno seguente sviluppò un gioco chiamato beer game, che aveva lo scopo didattico di spiegare l’effetto da lui studiato, per testare le reazioni dei managers alle variazioni della domanda dei clienti. J.D. Sterman 1 Gianluigi Merlino – Il grande spreco; 2015 2 Martin Christopher - Supply Chain management. Creare valore con la logistica; 2015

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