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Impiego dei biosimilari del Filgrastim, fattore di crescita granulocitario, in associazione alla chemioterapia per la mobilizzazione delle cellule staminali emopoietiche periferiche nel mieloma multiplo: confronto con il farmaco originator. Esperienza del Centro Trapianti di Piacenza.

Informazioni tesi

  Autore: Pilade Cortellazzi
  Tipo: Tesi di Master
Master in MASTER DI II LIVELLO IN Cellule Staminali Ematopoietiche e Medicina Rigenerativa
Anno: 2014
Docente/Relatore: Nicola Giuliani
Istituito da: Università degli Studi di Parma
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

Nella nostra esperienza ci siamo limitati a valutare e a confrontare unicamente la capacità mobilizzante e la qualità delle medesime cellule in fase di trapianto raccolte con l'impiego del biosimilare Zarzio e Neupogen per dare un taglio puramente biologico al confronto. Nonostante l'esiguità del campione a confronto, per omogeneità di pazienti e di trattamento possiamo concludere che vi è una sovrapponibilità dell'efficacia del biosimilare con il farmaco di riferimento con qualche vantaggio per il biosimilare in termini di cellule mobilizzate in associazione alla chemioterapia e nel raggiungimento del target di raccolta.

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INTRODUZIONE Negli ultimi quindici anni il numero di trapianti di cellule staminali autologhe (SCT) è progressivamente aumentato e la mobilizzazione di cellule staminali periferiche (PBSC) rappresenta il 99,9% delle procedure di autotrapianto (1) . Nonostante il grandissimo numero di procedure effettuate, esistono ancora diversi punti controversi riguardanti sia lo schema di mobilizzazione sia la strategia ottimale di raccolta, e l'evidenza scientifica che supporta tali pratiche consiste principalmente di studi di fase II e III e retrospettivi (2) . La prima dimostrazione di un effetto sinergico tra chemioterapia e fattori di crescita granulocitari risale al 1989 grazie allo studio italiano di Gianni et Al. (3, 4, 5) . Sia studi retrospettivi sia studi randomizzati prospettici hanno dimostrato la superiorità di G-CSF (Granulocyte Colony Stimulating Factor) rispetto a GM-CSF (Granulocyte Macrophage Colony Stimulating Factor), e che l'associazione di G- CSF + GM-CSF non è superiore al solo G-CSF (6, 7) . Studi retrospettivi e prospettici hanno anche dimostrato l'efficacia di diversi schemi posologici, da 5 a 32 µg/kg/ die; la dose di 5 µg/kg/die in singola somministrazione è risultata equivalente a 10 µg/kg/die in due somministrazioni nelle patologie oncoematologiche non mieloidi (8, 9, 10, 11, 12) . Filgrastim e Lenograstim, associati a chemioterapia, sono i due fattori di crescita standard per la mobilizzazione delle PBSC sia nei pazienti adulti sia pediatrici. Si tratta di farmaci di origine biologica e sono costituiti da proteine ottenute per mezzo di tecniche di DNA ricombinante, originate da linee cellulari geneticamente modificate che, una volta purificate, possono essere utilizzate per la somministrazione nell’uomo (13) . Questi farmaci, da alcuni anni, sono giunti alla scadenza di brevetto; questo ha consentito la nascita di copie di questi prodotti biotecnologici, prodotte e commercializzate da industrie farmaceutiche, secondo procedure e normative espresse da linee guida internazionali, e sono denominate “biosimilari”, cioè farmaci biologici simili, ma non identici, ai farmaci biologici originali brevettati, detti "originatori" (14, 15, 16) . 5

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Parole chiave

staminali
mieloma
mobilizzazione
trapianto
g-csf
midollo
filgrastim
emopoietiche
zarzio
neupogen

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