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Oltre l'enigma... Analisi del genere poliziesco e confronto con gli autori italiani contemporanei: Camilleri, Lucarelli e Carlotto

Andrea Camilleri è il massimo rappresentante del giallo dell’età contemporanea, anche se il genere si discosta dal modello tradizionale per alcuni temi: Ferracuti considera il genere “giallo mediterraneo”. Carlo Lucarelli rappresenta uno dei punti di riferimento della fiorente stagione noir nata negli anni Novanta in seguito alla fondazione di scuole letterarie. Massimo Carlotto inaugura un filone narrativo differente, denominato noir mediterraneo e che tratta degli intrecci tra criminalità ed economia.
Questi autori sono tuttora attivi e riscuotono grande successo abbracciando diverse forme di comunicazione: la televisione (la serie de Il commissario Montalbano di Camilleri), il cinema (Almost Blue di Lucarelli) e il teatro (L’oscura immensità della morte di Carlotto). Ogni scrittore adotta uno stile personale e impiega le tecniche del poliziesco canonico secondo modalità differenti: la stessa tripartizione incipit-detection-explicit riveste spazi e funzioni dissimili. Della vasta produzione letteraria verranno analizzati alcuni campioni significativi, con opportuni riferimenti alle trame. L’analisi prende in considerazione sia la produzione seriale (Camilleri e Lucarelli) sia quella non seriale (Carlotto). Oltre allo stile, un aspetto di differenziazione riguarda l’ambiente – la Vigàta di Camilleri, paese immaginario della Sicilia, la “macroarea bolognese” di Lucarelli e il Nordest di Carlotto – e il personaggio del detective, istituzionale in Camilleri e Lucarelli, non istituzionale in Carlotto.
Nell’analisi non è stato considerato il giallo storico che – per quanto sia ricco di stimoli – non indaga sulla società contemporanea e quindi non è rilevante al fine dell’analisi in questione.

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4 INTRODUZIONE L’obiettivo di questo approfondimento riguarda l’analisi del genere poliziesco “canonico” e il successivo confronto con le realizzazioni di alcuni autori italiani contemporanei. Il termine “canonico” – utilizzato da Crotti – si riferisce a quella parte del genere tradizionale con caratteristiche specifiche che verranno prese qui in esame. Il primo capitolo funge da presentazione e descrive le condizioni che hanno portato alla nascita del genere nella prima metà del XVIII secolo grazie a Edgar Allan Poe, considerato il padre del poliziesco, ma soprattutto alla nuova funzione del lettore. Si crea un rapporto di fiducia tra autore e lettore (patto narrativo) secondo il quale il mittente deve risultare credibile agli occhi del destinatario. Tuttavia lo scrittore utilizza una serie di tecniche narrative in grado di determinare un duplice effetto nel lettore: la suspense e la surprise. I due aspetti emotivi si inseriscono nella struttura rigida del poliziesco, che verrà analizzata nel secondo capitolo. La trama del poliziesco “canonico” si basa sull’indagine di un delitto misterioso e sulla conseguente risoluzione: per questo, gli inglesi definiscono tale genere Whodunit? (contrazione dell’inglese Who has done it?, cioè “Chi l’ha fatto?”, riferito al delitto). Ed è proprio l’Inghilterra – o meglio, il Regno Unito – il fulcro dello sviluppo del Whodunit? grazie al contributo di Arthur Conan Doyle e Agatha Christie. I due autori perfezionano il modello e danno vita a celebri detective quali Sherlock Holmes, Hercule Poirot e Miss Marple. Il Whodunit? o poliziesco tradizionale si afferma in Italia sotto la denominazione di ‘giallo’ a partire dalla nascita dei Gialli Mondadori (1929). Ma se negli anni Trenta in Italia vengono pubblicati i classici di Conan Doyle e Christie, negli Stati Uniti il genere si

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere

Autore: Alessio Tellan Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 499 click dal 06/07/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.