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Strategie adattative al parassitismo nei cestodi

Informazioni tesi

  Autore: Giorgia Natalini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Marco Alberto Bologna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

Il parassitismo è un particolare rapporto simbiotico tra due organismi viventi, il parassita e l’ospite. La selezione naturale non sempre favorisce la coesistenza pacifica tra ospite e parassita. Sicuramente la virulenza è una peculiarità del parassita. L’adattamento di alcune specie al parassitismo interno, quale quello intestinale, fu agevolato da fenomeni di preadattamento e cioè dall’acquisizione, da parte di specie adattate a vivere nell’ambiente esterno in condizioni un poco simili a quelle interne, con caratteristiche biochimiche e morfologiche favorevoli per la sopravvivenza nel nuovo ambiente entozoico. I platelminti parassiti, specialmente la classe Cestoda, una volta installatisi all’interno di un organismo ospite, avrebbero trovato condizioni favorevoli in termini di disponibilità di cibo, di uniformità di microhabitat e di assenza di competitori e predatori.

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1. ASPETTI INTRODUTTIVI Il termine parassita (dal greco parásitos, pará = presso, e sítos = cibo) indica un organismo che vive parzialmente o totalmente a spese di un altro individuo (detto ospite). Il parassita trae vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell'ospite, creandogli un danno biologico. Alcuni studi suggeriscono che un numero molto elevato di piante ed animali possono comportarsi da parassiti anche solo in determinati periodi della loro vita (Dobson et al., 2008). I parassiti, come altri organismi viventi, sono capaci di riprodursi, e di insediarsi in diverse condizioni ecologiche (Zelmer, 1998). Il parassitismo è un particolare rapporto simbiotico tra due organismi viventi, il parassita appunto, e l’ospite; tale rapporto a volte può anche presentarsi occasionalmente o semplicemente in maniera opportunistica. Dunque i rapporti simbiontici comprendono il commensalismo, mutualismo, e lo stesso parassitismo. Il termine simbiosi fu introdotto per la prima volta dal botanico e microbiologo Heinrich Anton de Bary nel 1879. Costui attribuì il termine simbiosi “al vivere assieme di organismi dissimili”, quando due o più specie passano tutta la loro esistenza, o parte di essa, in stretta associazione con un altro organismo vivente. Come menzionato da Whitefield (1979), l’elegante termine generico creato da de Bary include la maggior parte delle associazioni interspecifiche tra gli organismi. 3

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