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La comunità musulmana torinese e il dialogo interreligioso

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Mazzanti
  Tipo: Tesi di Master
Master in Competenze Interculturali. Formazione per l'Integrazione Sociale
Anno: 2016
Docente/Relatore: Chiara Lainati
Istituito da: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 25

Questo lavoro si occupa della comunità musulmana che vive nella città di Torino, ormai da molti anni melting pot di lingue, culture, religioni e gruppi sociali diversi.
Nel capoluogo piemontese non si parla di vere e proprie moschee, anche se il termine è ormai entrato nell'uso comune: l'unica moschea riconosciuta dallo Stato italiano, infatti, è la Grande Moschea di Roma. Più che di moschee, quindi, è corretto parlare di sale di preghiera, quasi sempre gestite da associazioni culturali. Oltre alle sale di preghiera, a Torino sono presenti da ormai molti anni alcuni centri islamici che si occupano di promuovere attività per la comunità musulmana.
Nel primo capitolo vengono presentate le sale di preghiera e i centri islamici principali di Torino e le loro caratteristiche: si vedrà che quasi tutte sono aperte alla visita di non musulmani e organizzano incontri formativi per fedeli di altre confessioni.
Nel secondo capitolo si scava più a fondo nella vita della comunità islamica nel capoluogo piemontese, analizzando una carrellata di eventi che l'hanno vista protagonista negli ultimi anni: sarà interessante notare la forte tendenza dei fedeli musulmani a rapportarsi con i cattolici, attraverso una serie di iniziative di carattere interculturale e interreligioso in cui i fedeli di entrambe le confessioni (e non solo) si sono trovati fianco a fianco.
Ma se la comunità islamica del capoluogo piemontese si caratterizza per una forte apertura al dialogo con i non musulmani, c'è da dire che anche la città di Torino ha dimostrato, in più occasioni, di essere capace di comunicare con una cultura e una religione così significative nel territorio: nella seconda parte del capitolo vediamo alcuni interventi della giunta comunale che sono stati particolarmente apprezzati dalla comunità islamica, dall'apertura della sala di preghiera musulmana presso l'aeroporto di Torino alla firma del Patto di condivisione tra la Città e i centri islamici torinesi.

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3 INTRODUZIONE Nel corso del XXI secolo l'Islam ha cominciato ad espandersi non solo nei paesi a maggioranza islamica, ma anche negli stati un tempo appartenenti all'Unione Sovietica, negli Stati Uniti e nell'Europa Occidentale: i fedeli musulmani presenti oggi nel mondo ammontano a un miliardo e mezzo, e quasi due milioni vivono in Italia. Questo lavoro si concentra sulla comunità islamica nella città di Torino, melting pot di lingue, culture, gruppi sociali e religioni: negli ultimi decenni le confessioni registrate sono passate da più di 100 a circa 200. La religione cattolica resta la più praticata, ma sono largamente rappresentate anche la comunità valdese e quella ebraica: tuttavia, ad espandersi sempre più in fretta è la comunità islamica, che può vantare quasi 40.000 fedeli. La comunità più ampia è quella marocchina, con circa 25.000 abitanti; la seconda quella egiziana (circa 12.000); a seguire troviamo le comunità pakistana, bengalese, turca, sudanese e senegalese. Quella dei luoghi di culto riservati ai fedeli musulmani è una delle questioni più spinose per quanto riguarda i rapporti con l'Islam: le tensioni riguardanti le moschee quasi sempre celano conflitti di potere, per la gestione dello spazio fisico e simbolico. Nel capoluogo piemontese non si parla di vere e proprie moschee, anche se il termine è ormai entrato nell'uso comune: per questo motivo, nel presente lavoro verrà utilizzato il termine “moschea” laddove lo usano anche i fedeli musulmani torinesi per indicare determinati edifici. In linea di massima l'unica moschea riconosciuta dallo Stato italiano è la Grande Moschea di Roma, mentre l'unico edificio di Torino dotato delle caratteristiche che vengono solitamente attribuite alle moschee è quello di via Genova. Più che di moschee, quindi, è corretto parlare di sale di preghiera, quasi sempre gestite da associazioni culturali. Nella maggior parte dei casi le sale di preghiera di Torino sono frutto di interventi di ristrutturazione di piccoli edifici (magazzini, palestre, cortili condominiali ecc.), motivo per cui, esclusi i casi di via Genova e via Padova, non esistono sale di preghiera di ampie dimensioni. Oltre alle sale di preghiera, a Torino sono presenti da ormai molti anni alcuni centri islamici che si occupano di promuovere attività per la comunità musulmana: spesso

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