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Impatto socio-ambientale dei prodotti di origine animale

Informazioni tesi

  Autore: Martina Conchione
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Cooperazione Intenazionale
  Corso: Scienze per la cooperazione allo sviluppo
  Relatore: Gianluca Brunori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

Tra i maggiori sbagli compiuti dall'uomo vi è il modo in cui egli si è rapportato, e continua a rapportarsi, nei confronti del pianeta: secondo molte moderne filosofie, ed anche secondo diversi antichi, tra i quali Pitagora, l’uomo non è al vertice della piramide, né esiste una piramide che classifica gli individui in base alla loro importanza: l’uomo è parte della natura, esattamente come tutti gli altri esseri viventi. Il suo dovere è vivere utilizzando al meglio le risorse che gli sono realmente necessarie, tentando di avere un impatto su tutto ciò che è a lui esterno più basso possibile.
Arne Naess, uno dei principali teorici di tale pensiero, iniziò a diffondere le sue idee dopo il rapporto del Club di Roma circa i limiti dello sviluppo del 1972, che richiamava l’attenzione mondiale su problemi quali inquinamento, boom demografico ed esaurimento delle risorse non rinnovabili. Egli sosteneva che non è sufficiente modificare a livello economico e politico l’assetto mondiale relativo ai problemi ambientali, ma è in primis il comportamento e l’idea che l’uomo ha nei confronti dell’ambiente che devono essere modificati.
È necessario passare da un sistema di tipo antropocentrico, che vede l’uomo come centrale e predominante sulle altre specie e sull’ambiente, e giustifica di conseguenza il suo sfruttamento indiscriminato delle risorse in quanto presenti apposta per lui, ad uno biocentrico, che vede invece l’essere umano come una delle parti costituenti il sistema a pari con le altre, che è tenuto a rispettare e salvaguardare. L’uomo non ha “diritti speciali” rispetto alla natura, e non è superiore ad essa: ne è semplicemente parte.
Abbiamo creato una società in cui il 4% della popolazione gode di effettivo benessere. Lo sviluppo a cui siamo giunti, il livello di modernità a cui ora siamo abituati non solo sta distruggendo il pianeta, ma non sta servendo quasi a nessuno, essendo una tale percentuale veramente esigua.
Tra le principali cause, vi è indubbiamente il modo in cui l'uomo si alimenta. Il “progresso” ha portato ad un aumento smisurato del consumo di prodotti di origine animale, con conseguenze negative per l'ambiente e per l'uomo stesso.
In questo elaborato l'attenzione verrà focalizzata sui cambiamenti inerenti l'alimentazione degli individui, cambiamenti così profondi da influenzare ampiamente molti altri ambiti: quello sociale, quello relativo all'inquinamento, alla sostenibilità, all'economia, all'etica, e via dicendo. Il modo in cui mangiamo, a ben vedere, tocca ogni aspetto del vivere.

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INTRODUZIONE Oggi, nei primi mesi del 2016, assistiamo a cambiamenti forti nelle abitudini e negli stili di vita dell'essere umano. Tutto è cambiato non solo rispetto ai secoli precedenti, ma anche in porzioni di tempo ben più piccole: basta voltare lo sguardo ad un passato distante solo qualche decennio per osservare più o meno increduli le nette differenze con il presente. Tra i maggiori sbagli compiuti dall'uomo vi è il modo in cui egli si è rapportato, e continua a rapportarsi, nei confronti del pianeta: secondo molte moderne filosofie, ed anche secondo diversi antichi tra i quali Pitagora, 1 l’uomo non è al vertice della piramide, né esiste una piramide che classifica gli individui in base alla loro importanza: l’uomo è parte della natura, esattamente come tutti gli altri esseri viventi. Il suo dovere è vivere utilizzando al meglio le risorse che gli sono realmente necessarie, tentando di avere un impatto su tutto ciò che è a lui esterno più basso possibile. 2 Arne Naess, uno dei principali teorici di tale pensiero, iniziò a diffondere le sue idee dopo il rapporto del Club di Roma 3 circa i limiti dello sviluppo (1972), che richiamava l’attenzione mondiale su problemi quali inquinamento, boom demografico ed esaurimento delle risorse non rinnovabili. Egli sosteneva che non è sufficiente modificare a livello economico e politico l’assetto mondiale relativo ai problemi ambientali, ma è in primis 1 P. Singer, Liberazione animale, Il Saggiatore, Milano, 2003, p.199. 2 L. Caimi, Coscienza ambientale e educazione alla legalità, Vita e Pensiero, Milano, 2006 p. 75. 3 Associazione non governativa la cui missione è individuare i principali problemi che l'umanità si troverà ad affrontare, ricercandone possibili soluzioni. 6

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impatto ambientale
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