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Lo straniero. Il senso politico di un rapporto sociale

Informazioni tesi

  Autore: Sergio Croci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Interfacoltà di Scienze Politiche Scienze Statistiche Scienze Giuridiche
  Corso: Sviluppo e Cooperazione Internazionale
  Relatore: Maurizio Ricciardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

Per comprendere meglio la situazione attuale approfondiremo in primo luogo le teorie di due pensatori divenuti classici della sociologia del XX secolo, Georg Simmel e Werner Sombart, in seguito tenteremo di capire come la condizione di straniero possa prendere forma nella società globale di oggi.
Il ritratto che Simmel ha dedicato alla figura dello straniero nella sua opera Soziologie, focalizza la sua attenzione, in primo luogo sul rapporto contradditorio che lega lo straniero alla società che lo ospita. A causa della diversità culturale e del senso di “lontananza” che questa diversità genera rispetto alla comunità che lo ospita, egli, infatti, viene collocato in una posizione marginale. Inoltre, lo straniero si identifica debolmente nei valori della comunità ospitante; sviluppando, quindi, rapporti basati sulla razionalità piuttosto che sull’affettività, libero da vincoli solidaristici.
Simmel ritiene che il modello di interazione tra società e straniero presenti un duplice processo: uno di integrazione, che coinvolge i membri marginali, e uno di cambiamento sociale, che deriva dal confronto culturale; l’ambivalenza costituisce il nocciolo che caratterizza tali processi.
Werner Sombart, nel suo saggio, mette in luce il tema del rapporto tra straniero e cambiamento sociale, sottolineando i benefici collettivi che una società ottiene dal confronto tra culture diverse.
Sombart sottolinea, inoltre, il carattere utilitarista delle relazioni che lo straniero stringe con i membri della comunità, evidenzia che il debole legame con i valori culturali del gruppo integrato permette allo straniero di operare valutazioni più oggettive e razionali, dandogli la possibilità di innovare, andando a rompere con le “vecchie” tradizioni a cui non appartiene.
Nell’ultima parte, attraverso l’analisi di contributi offerti da autori contemporanei, definiremo la posizione ricoperta dallo straniero nelle società complesse, culturalmente segmentate, in quanto essa costituisce un utile strumento per la comprensione di un gran numero di situazioni di emarginazione e integrazione. Le società contemporanee presentano fenomeni caratteristici quali forte mobilità sociale, ansie da status, definizione della propria identità; queste problematiche sono comuni allo straniero, rendendo sempre più rilevante la comprensione delle dinamiche e dei processi di integrazione ed emarginazione.
L’ipotesi su cui fonda lo svolgimento di questo elaborato è che l’identità dello straniero corrisponde all’altra faccia dell’identità della nostra comunità, «poiché “l’altro”, lo straniero, ha uno specifico statuto al quale, in una dimensione simbolica, corrisponde e si contrappone il “noi”».

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3 Premessa La foto scattata dal Dossier Statistico Immigrazione 2013 all’Italia offre un’immagine caratterizzata da una certa continuità con il passato, seppure non priva di differenze. Gli elementi di continuità con il passato sono innanzitutto il fatto di essere un grande paese di immigrazione nel contesto dell’Unione Europea, dove gli immigrati sono 34,4 milioni 1 , con una quota di circa un settimo spettante all’Italia, nonostante la ridotta prevalenza della componente europea, stimata attorno al 50% mentre due anni fa era di tre punti superiore (due punti ceduti all’Asia e uno all’Africa). Un altro elemento di continuità è l’incremento quantitativo della presenza straniera, seppure molto più contenuto rispetto al decennio precedente, e nonostante le stime Istat rilevino un ulteriore calo dell’ occupazione nel nostro Paese, anche per il 2014. È importante sottolineare che l’aumento della popolazione immigrata è avvenuta in prevalenza per “forza interna” (79.894 nuovi nati da entrambi i genitori stranieri) e per via dei ricongiungimenti familiari (81.322 visti), il principale motivo d’ingresso nei periodi di crisi occupazionale. Ma, nel 2012, non sono mancati i nuovi inserimenti lavorativi, quelli recuperati attraverso la regolarizzazione (135.000 domande), quelli non soggetti a restrizioni e le poche migliaia previste dalle quote annuali stabilite tramite Decreto Flussi in aggiunta ai permessi stagionali (52.328 visti per lavoro subordinato per periodi superiori ai tre mesi). I forti segni di stabilità sono ravvisabili in questi dati: - le nuove nascite (79.894 da entrambi i genitori stranieri e 26.714 da coppie miste), che incidono per un quinto sulle nascite totali; 1 I dati statistici sono relativi a: Dossier Statistico 2013 Immigrazione, Caritas/Migrantes, Roma, IDOS Edizioni, 2014

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