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L'impianto di compostaggio nel Comune di Mezzani (PR). Analisi di impatto ambientale, analisi costi e benefici, strategie per il consenso sociale

Titolo: L’impianto di compostaggio in progetto nel Comune di Mezzani (PR). Analisi di impatto ambientale, Analisi Costi e Benefici, strategie per il consenso sociale

Obiettivi della tesi sono: analizzare la sostenibilità dell’impianto di compostaggio in oggetto, il suo potenziale impatto ambientale e socio-economico sul territorio valutando l’intero ciclo di vita del rifiuto (Life Cycle Assessment), dalla raccolta dei rifiuti all’utilizzo del compost; di fondamentale importanza sono l’analisi delle tecnologie esistenti, il loro confronto e la valutazione della validità del progetto.
La tesi non vuole considerare unicamente l’impianto in oggetto, ma il suo campo visivo si allarga nel tentativo di offrire una panoramica sulla realtà “compostaggio” a livello locale e nazionale al fine di potere essere utilizzata quale strumento di pianificazione per la gestione dei rifiuti nella Provincia di Parma. Essa vuole essere veicolo di informazioni utili per la creazione di impresa nel settore del compostaggio mettendo in luce le opportunità tecnologiche e di mercato che questo campo offre.
Inizialmente sono stati trattati gli aspetti generali riguardanti il compostaggio: biochimica del processo, tecnologie disponibili, risvolti economici, prospettive del mercato del compost e rimandi normativi.
Successivamente è stato analizzato l’ambiente del Comune di Mezzani nei comparti geologico, idrologico, idrogeologico, pedologico, climatico, paesaggistico, socio-economico, urbanistico. Questa fase rende possibile la valutazione dell’impatto di fondo, rivelatosi significativo a causa delle attività produttive ivi presenti (agricoltura e zootecnia).
Il lavoro è proseguito focalizzando l’attenzione sul progetto dell’impianto, attraverso (i) il raffronto della tecnologia adottata rispetto a quelle più diffuse, (ii) l’analisi delle diverse fasi di lavorazione del rifiuto e delle opere di presidio ambientale previste, (iii) la valutazione del dimensionamento ottimale di un impianto di compostaggio sia dal punto di vista economico che in funzione del bacino d’utenza.
E’ stata poi eseguita la valutazione dei potenziali impatti ambientali in funzione delle progettate opere di mitigazione, elaborando una matrice coassiale qualitativa che considera ogni singolo passaggio del processo di trattamento dei rifiuti. Sono stati così valutati tutti i potenziali impatti diretti, indiretti e gli eventuali indicatori ambientali utilizzabili per il monitoraggio; sono stati valutati i rischi derivanti dall’impianto, la loro entità ed i piani di monitoraggio per il loro controllo; è stato approntato un questionario da distribuire ai cittadini del Comune di Mezzani per consentire la valutazione dell’impatto sociale dell’opera. Alla luce di queste analisi, l’impatto dell’opera è stato considerato accettabile.
L’analisi costi-benefici (ACB) ha comparato i costi ed i ricavi potenziali dell’impianto con quelli attuali dell’impianto di incenerimento di Parma, evidenziando la consistente opportunità economica, oltre che ambientale, rappresentata dal compostaggio. L’ACB non ha riguardato solo aspetti economici, ma ha anche valutato i costi ed i benefici sociali ed ambientali esterni all’impianto. In base ai dati relativi alla raccolta dei rifiuti ed alle sue prospettive, è stato elaborato un modello per lo smaltimento dei rifiuti organici nella Provincia di Parma e sono stati esaminati gli usi innovativi del compost suggeriti da recenti studi condotti negli USA sulle proprietà chimico-fisiche ed agronomiche del prodotto. Ai settori tradizionali nei quali viene impiegato il compost, se ne aggiungono altri in grado di incrementare ulteriormente la domanda del prodotto, quindi la sostenibilità del compostaggio. Da ultimo, sono stati elaborati programmi di educazione ambientale e di informazione da attuare nel bacino d’utenza dell’impianto, finalizzati al consenso sociale ed alla creazione di condizioni più favorevoli per la qualità del conferimento del rifiuto organico e per il successivo impiego del compost.
I risultati forniti dalla tesi sono: l’impatto dell’opera è accettabile, la stima dei costi e benefici dell’impianto risulta molto vantaggiosa, in generale tale stima può essere estesa a tutto il settore “compostaggio”: esso offre grandi opportunità alle imprese del settore.
La tecnologia adottata nel progetto risulta vantaggiosa rispetto ad altre presenti sul mercato sia dal punto di vista economico che dell’efficienza.
Il compost rappresenta una importante risorsa rinnovabile, in quanto tale risulta importante promuovere il suo utilizzo. Esso è dotato di importanti qualità fisico-chimiche ed agronomiche che accrescono il suo valore e le sue potenzialità di utilizzo.

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INTRODUZIONE 1 INTRODUZIONE Il continuo sviluppo delle attività umane ha come conseguenza l’aumento dei rifiuti prodotti la cui quantità e composizione riflette lo stato di sviluppo di una nazione; è stata individuata, infatti, una correlazione fra reddito e produzione di rifiuti. Ogni anno vengono prodotti, in Italia, 50 milioni di tonnellate di rifiuti di scarti industriali, più di 100 milioni di tonnellate di residui agricoli e zootecnici e quasi 5 milioni di tonnellate di fanghi provenienti dalla depurazione delle acque (Canditelli, 1998); la produzione di rifiuti si aggira mediamente attorno ai 465 Kg pro capite/anno. I problemi legati alla gestione dei rifiuti si sono aggravati ulteriormente nell’ultimo periodo, durante il quale si è arrivati a vere e proprie situazioni di emergenza causate, in diverse zone del territorio nazionale, dal problema dello smaltimento dei rifiuti 1 . Anche nel territorio Comunale di Parma, negli ultimi anni, la gestione dei rifiuti si è fatta sempre più insostenibile a causa della mancanza di una organizzazione soddisfacente della raccolta differenziata dei rifiuti e della mancanza di tecnologie adeguate per lo smaltimento degli stessi; a questo bisogna aggiungere il fatto che nella provincia di Parma la produzione di rifiuti raggiunge i 523 Kg/ab./anno (Provincia di Parma, 1999). Attualmente, in Italia, solo circa il 22% dei 18 milioni di tonnellate di Rifiuti Solidi Urbani (RSU) prodotti ogni anno è smaltito in modo alternativo alla discarica, mentre il resto è smaltito in discariche, delle quali solo il 20% gestite secondo le leggi vigenti (ANPA 1999). La situazione sopra delineata spinge a cercare una forma di smaltimento alternativa e/o complementare alla discarica o all’incenerimento, soluzioni che portano con sé diversi problemi di natura economica, sociale ed ambientale. L’alternativa più opportuna per lo smaltimento della frazione organica del rifiuto è rappresentata dal “compostaggio”. Questo processo permette lo smaltimento della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) (di cui rappresenta circa il 35%) con conseguente recupero e reimpiego di materiale organico. Il compostaggio permette di smaltire, in modo alternativo, con impiego limitato di energia, quella parte di rifiuto che in discarica crea più problemi e che, incenerito, non 1 L’ultima importante emergenza è avvenuta in Campania (Marzo 2001) a causa della mancanza nel territorio di un sistema di gestione dei rifiuti adeguatamente organizzato e strutturalmente valido; tale situazione ha provocato problemi di ordine pubblico e di salute pubblica.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Davide Tonna Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10183 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 31 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.