Aurel Milloss - La sublimazione della danza ad arte totale

Aurel Milloss, di origine ungherese naturalizzato italiano, oltre che coreografo e danzatore d'impareggiabile espressività e potere suggestivo, fu un vero uomo di cultura.
Citando le parole di Roman Vlad «Un intellettuale nel senso più nobile e più al¬to del termine. E’ vero che la sua formazione di base era di tipo espres¬sionistico, ma da quando lo conobbi si mostrò largamente aperto a tut¬te le esperienze estetiche, salvo a ricondurle immancabilmente a quello che era il fulcro della sua vita: la danza concepita come sublimazione dell'esperienza umana.»
L’intenzione di questo studio è di mettere in evidenza l’opera poliedrica di Milloss, concentrando l’attenzione su quella che viene riconosciuta come una sua peculiarità, cioè l’elevazione della danza a mezzo comunicativo atto ad esprimere più che le azioni, l’interiorità umana, facendo emergere la complessità della natura dell’uomo.
Un modo di sentire la danza che certamente affonda le radici non solo nella passione che gli faceva vivere quest’arte come una vera vocazione, vissuta quasi con religioso fervore, ma anche alla sua formazione, durante la quale aveva affrontato studi liceali classici, studi musicali in conservatorio, lezioni con i più grandi maestri di danza accademica e contemporaneamente con il fondatore della danza libera: Rudolf Laban.
Tutto questo lo aveva condotto a considerare la danza come un fenomeno strettamente connesso al contesto storico-sociale, e come un’arte da elevare allo stesso livello artistico delle altre arti. Proprio per questo tipo di formazione, come afferma lo stesso Vlad, Aurel Milloss «era sensibilissimo ad ogni nesso che poteva essere rintracciato tra l'arte coreutica e le arti figurative, la letteratura e soprattutto la musica.»

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3 INTRODUZIONE «Alto circa un metro e ottanta, biondo, magro, Milloss aveva braccia e gambe dalle ossa lunghe e sottili. Sul volto dalla fronte spaziosa, vegliavano grandi e penetranti occhi azzurri dalle linee allungate, quasi a mandorla, segno di una lontana ascendenza asiatica che talora affiora nella fisionomia degli ungheresi. Sempre intenso, imperioso era lo sguardo, capace di accendersi del fuoco di una vitalità trascinante, indemoniata, ma anche di arretrare in un’interiorità misticamente esaltata, o misteriosamente arcana. Il ventiduenne Milloss già rivelava, nel suo pri- mo recital importante, quelli che sarebbero stati i registri espressivi a lui più congeniali: il demoniaco, il grottesco, l’estatico, danze di scatenamento ritmico e danze di energia minacciosamente compressa, o sublimata in uno slancio ascetico.» 1 Aurel Milloss, di origine ungherese naturalizzato italiano, oltre che coreografo e danzatore di grande espressività e potere suggestivo, fu soprattutto un uomo di cultura, dai molteplici interessi umanistici e artistici, che lo condussero verso studi universitari filosofici, di musica, di arte drammatica, oltre naturalmente alla danza, e tutto ciò in un periodo politicamente molto complesso sotto il profilo della temperie culturale. Citando le parole di Roman Vlad «Un intellettuale nel senso più nobile e più alto del termine. E’ vero che la sua formazione di base era di tipo espressionistico, ma da quando lo conobbi si mostrò largamente aperto a tutte le esperienze estetiche, salvo a ricondurle immancabilmente a quello che era il fulcro della sua vita: la danza concepita come sublimazione dell’esperienza umana.» 2 Oggi, mentre ricorre il centenario della sua nascita, ci si può interrogare sul se e sul come l’operato di questo artista abbia influenzato la danza d’arte nel paese in cui ha operato per oltre quarant’anni e che ha scelto come patria d’adozione: l’Italia. Aurel Milloss perseguì per tutta la vita un unico scopo: l’elevazione della danza a mezzo comunicativo atto ad esprimere più che le azioni, l’interiorità umana, facendo emergere la complessità della natura dell’uomo. Attraverso un lungo processo di riflessione 1 PATRIZIA VEROLI, Milloss. Un maestro della coreografia tra espressionismo e classicità, Lucca, LIM, 1996, p. 94 2 Ibidem, p. 8.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ines Curzio Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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