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La Public Performance nel rapporto tra Fisco e Cittadino

Il tema fiscale è quotidianamente al centro del dibattito politico ed economico, giacché è dal gettito tributario che provengono le imprescindibili risorse con le quali lo Stato, assieme alle altre Amministrazioni pubbliche territoriali, produce ed eroga servizi destinati a soddisfare le istanze della comunità amministrata ed altrimenti noti come servizi pubblici.
Appare chiaro dunque il motivo per il quale i Governi che si susseguono nelle diverse legislature, riservino un’attenzione particolare al fenomeno dell’evasione fiscale che, oltre che sul piano tecnico, va altresì visto sotto un profilo etico e sociale; l’amplificarsi di tale fenomeno non è solo da imputare ad una scelta volontaria del cittadino e contribuente di sottrarsi all’imposizione fiscale ma anche alla constatazione, da parte dello stesso, che, in molti casi i governi centrali e quelli locali non sono in grado di garantire né una gestione razionale, efficiente ed efficace delle risorse che affluiscono all’erario né, tantomeno, servizi di elevato livello qualitativo.
A dar forza a quanto fin qui scritto è il contenuto dell’ultima relazione pubblicata a Giugno del 2012 dalla Corte dei Conti, dalla quale emerge che l’evasione fiscale in Italia è pari al 18,6% del PIL, un dato che secondo la Suprema Magistratura contabile non deve dare adito a pessimismi, giacché nell’ultimo quinquennio 2007-2011 si sono di contro registrate maggiori entrate tributarie nella misura del 35,5%; sempre secondo la Corte dei Conti, oltre alle ragioni evidenziate precedentemente, il problema dell’evasione fiscale risiederebbe anche nella cattiva interlocuzione tra cittadino e amministrazione finanziaria, quest’ultima spesso incapace, da un lato di rendere comprensibili le farraginose norme fiscali e tributarie all’utenza inducendola in errore, dall’altro di adoperare in maniera impropria gli strumenti di riscossione ed accertamento che, in sede di contenzioso dinnanzi ai vari organi e gradi di giudizio della Giustizia tributaria, la rendono parzialmente o, addirittura, totalmente soccombente.
E’ dunque il rapporto tra Fisco e cittadino il fulcro attorno al quale ruota il contenuto di questo lavoro che, prescindendo in questa sede dall’ambito del diritto tributario la cui importanza non va assolutamente esclusa o ignorata, si pone quale obiettivo, quello di analizzare in un’ottica economico-aziendale gli aspetti organizzativi e funzionali delle Agenzia fiscali e, più esattamente, dell’Agenzia delle Entrate che, in questo rapporto, rappresenta il referente ed interlocutore principale.
L’analisi di questi aspetti è resa tenendo ben presenti le finalità per le quali il Legislatore italiano ha istituito tale ente, avente peraltro la funzione di supportare l’operato degli organi interni al Ministero dell’Economia e delle Finanze, offrendo ai cittadini una variegata tipologia di servizi informativi e assistenziali da un lato e, dall’altro, attuando una serie di meccanismi di contrasto all’evasione fiscale, col precipuo scopo di massimizzare i livelli di adempimento da parte degli stessi, nello spirito del precetto contenuto all’art. 53 della nostra Carta Costituzionale.

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CAPITOLO PRIMO IL CONCETTO DI VALORE NELLA PRODUZIONE PUBBLICA 1.1. Le Amministrazioni Pubbliche nell’ottica economico – aziendale La riforma del Management Pubblico avutasi in Italia a partire dall’ultimo decennio del secolo scorso, ha profondamente modificato il concetto di Amministrazione Pubblica (d’ora in poi AP) riscrivendone peraltro le regole di espletamento della gestione e uniformandole a quelle tipiche di qualsiasi altra azienda, col fine precipuo di rendere tutti gli organismi rientranti in questo particolare settore economico 1 capaci di rispondere in maniera adeguata alle attese dell'intera comunità stanziata su un territorio e da essi amministrata (i cittadini). Va anzitutto premesso che quanto fin qui detto non corrisponde ad una visione innovativa dell’operato di tali organismi, tant’è che da sempre in economia aziendale si adopera la distinzione tra aziende private ed aziende pubbliche; tali riflessioni servono piuttosto a sottolineare come alcuni dei parametri di valutazione dell’efficienza o della performance, anche nell’ambito delle cosiddette produzioni pubbliche, costituiscano un valido strumento per il raggiungimento di obiettivi quali, la razionalizzazione delle risorse impiegate da tali aziende per finanziarie la spesa pubblica corrente e gli investimenti e ad incrementare il livello qualitativo dei servizi resi alla comunità amministrata. 1 Il Sistema Europeo dei Conti Nazionali (Sec95) fornisce una descrizione dei Complessi Economici Nazionali dei Paesi membri della UE, operando una ripartizione degli stessi in Settori Economici. Tra questi vi è anche il Settore delle Amministrazioni Pubbliche identificato con sigla S.13. Il settore in parola si distingue da tutti gli altri, in quanto include tutte le “unità istituzionali” che agiscono da produttori di beni e servizi non destinati alla vendita, la cui produzione è destinata a consumi collettivi e individuali ed è finanziata in prevalenza da versamenti obbligatori effettuati da unità appartenenti ad altri settori e/o tutte le unità istituzionali la cui funzione principale consiste nella redistribuzione del reddito e della ricchezza del Paese. Cfr., R. MUSSARI, “Economia delle amministrazioni pubbliche”, MacGraw – Hill, Milano, 2011, pagg. 3÷4. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Cesare Gennari Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.