Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La tutela dell'embrione

La tesi sviluppata in cinque capitoli, si occupa della tutela dell'embrione, analizzata sia nel contesto giuridico italiano, che straniero. In particolare, vengono analizzati i sistemi giuridici europei, come Spagna, Germania, Inghilterra e Francia. Inoltre, vengono tratti argomenti quali: la procreazione medicalmente assistita, la diagnosi genetica preimpianto, le pratiche eugenetiche, l'aborto, l'utilizzo degli embrioni soprannumerari e l'adozione degli embrioni inutilizzati. Il tutto è preceduto da una breve introduzione sulla bioetica e sul biodiritto. Viene sviluppata e sviscerata in tutti i suoi aspetti la Legge 19 Febbraio 2004 n.40, che regola la materia oggetto della tesi.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 LA BIOETICA E IL BIODIRITTO È oramai da molti anni che nell’ambito scientifico, filosofico e giuridico, si sente parlare sempre più frequentemente di questioni bioetiche e del biodiritto, ma cosa significano esattamente questi due termini? Ovviamente, anche l’occhio meno esperto noterà che entrambi i lemmi hanno in comune il prefisso “bio”, dal greco antico “βίος”, che etimologicamente significa “vita”. Dunque si può affermare che il fulcro delle questioni di bioetica e di biodiritto è la vita. Il termine bioetica è composto, non solo da “βίος”, “vita”, ma anche dalla parola “ηθος”, “morale” e sulla sua paternità ci sono due teorie contrastanti. La prima fa risalire l’origine del termine al 1927 in Germania, dove un pastore e teologo protestante di nome Fritz Jahr, ispirandosi alla filosofia kantiana ed all’idea dell’imperativo categorico, parlò, riguardo allo sfruttamento della flora e della fauna da parte dell’uomo, di “imperativo bioetico” , secondo il quale tutti gli esseri viventi, hanno diritto al rispetto e non devono essere trattati come mezzi, ma come fini in se stessi. 1 La seconda ipotesi, invece, vede come padre fondatore l’oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, il quale lo utilizzò, secondo alcuni, per la prima volta nell’accezione a cui noi facciamo oggi riferimento, in un articolo pubblicato sulla rivista dell’Università del Wisconsin “Perspectives in biology and medicine”. Lo stesso medico ha poi raccolto vari articoli su questi argomenti in un libro ( “Bioethics: Bridge to the future”), nel quale spiegava come il termine bioetica significasse scienza capace di garantire la sopravvivenza dell’uomo ed il miglioramento della qualità della vita. 1 T. Brescia, Olos o logos: il tempo della scelta- Scienza,bioetica e biopolitica per il Terzo Millennio, Nexus, Padova 2011, pp. 206-209.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giovanna Mazzuca Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1714 click dal 30/09/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.