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La relazione sentimentale e benessere nella coppia

Le relazioni interpersonali, ancora oggi, costituiscono uno degli argomenti più dibattuti che affascinano e interessano il dibattito scientifico e la comunità sociale. Nel contesto familiare, lavorativo e sociale, le relazioni rappresentano un nodo centrale nella vita degli esseri umani, soprattutto le relazioni amorose.
Nel presente elaborato viene esaminato il tema del rapporto di coppia, per cercare di comprendere e analizzare quali fattori di carattere psicologico e comportamentale entrano in gioco nel momento in cui le persone si innamorano e si impegnano per formare una relazione d'amore a lungo termine.
Inoltre, nel lavoro di tesi mi propongo di descrivere il ruolo rivestito da alcuni elementi peculiari nella relazione di coppia, e cercare di mettere in evidenza la possibilità che i partner hanno di crescere e trarre beneficio attraverso la conoscenza e un utilizzo costruttivo di questi principi affinché la coppia si evolva, consolidi il proprio legame nel tempo e raggiunga un funzionamento il più possibile efficace.
Nel primo capitolo mi sono dedicato ad una descrizione generale del rapporto di coppia. Nello specifico, l'analisi dei contributi presenti nella letteratura psicologica sullo studio delle relazioni sentimentali, mi ha permesso di descrivere il percorso che la coppia deve affrontare per costruire la propria identità, con particolare riferimento alla presentazione delle componenti dell'amore proposte da Sternberg.
Nel secondo capitolo, invece, mi propongo di approfondire l'importanza di alcuni elementi psicodinamici nel legame di coppia. In particolare, ho cercato di spiegare in che misura determinati fattori, quali i "building blocks", la soddisfazione e la buona comunicazione, se impiegati in modo appropriato, possono contribuire alla creazione e al mantenimento di relazioni sentimentali stabili e soddisfacenti nel tempo, e costituire un'opportunità di arricchimento e crescita per entrambi i partner nel rapporto.

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38 CAPITOLO II Elementi psicodinamici nella relazione di coppia II.1. Il conflitto nel rapporto di coppia La coppia è normalmente una realtà conflittuale, poiché è formata da due individui diversi che quotidianamente devono raggiungere un accordo su delle scelte da fare insieme. Quindi i due partner, per essere una buona coppia, devono innanzitutto percepire la conflittualità come una realtà irrinunciabile della propria convivenza. Evitare il conflitto, infatti, non è una buona strategia (Gambini, 2007). Il conflitto è un aspetto naturale e inevitabile delle relazioni umane. Esso caratterizza di per sé le relazioni interpersonali e sentimentali, costituendo l’espressione più specifica della dinamicità e della processualità della vita emotiva diadica, che può esprimersi con vari gradi di disaccordo o di difficoltà conclamata (Carli, Cavanna, Zavattini, 2009). La difficoltà a rintracciare un univoco punto di osservazione e definizione nello studio del conflitto mette in luce la sua natura multidimensionale. Quest’ultima è evidente nella difficoltà a identificare pienamente i significati connessi alle manifestazioni conflittuali. Lo studioso Lewin (1948) pone in primo piano la dimensione comportamentale del conflitto, che si focalizza su quello che viene agito dagli individui. Egli evidenzia come alla base di un conflitto coniugale è presente una situazione in cui i partner hanno obiettivi incompatibili. Il conflitto, dunque, nasce quando i partner pongono i loro obiettivi in modo tale da interferire con quelli dell’altro: si parla di conflitto di interessi. Altri studiosi mettono in evidenza la dimensione cognitiva del conflitto, come ad esempio Margolin secondo cui il conflitto è “incompatibilità o antagonismo di idee, desideri e azioni”(Margolin, 1988, p. 195). Il conflitto di coppia come fenomeno multidimensionale può essere analizzato da varie prospettive teoriche. Nella prospettiva psicoanalitica, il conflitto permette di vedere in azione alcuni meccanismi di difesa, come l’identificazione proiettiva, attraverso cui il mondo intrapsichico individuale entra in rapporto con il mondo intrapsichico dell’altro. A tale proposito, l’autore Dicks (1963), lavorando negli anni Cinquanta e Sessanta alla Tavistock Clinic, osserva che una delle principali fonti di scontro tra ai partner era il fallimento di ciascuno nel confermare la vera natura e l’identità dell’altro. I partner impiegavano i meccanismi di difesa di scissione e identificazione proiettiva al fine di rendere esterno un conflitto interno in cui una rappresentazione oggettuale interna, di solito il genitore, veniva scissa e proiettata nell’altro. Attraverso l’identificazione proiettiva, i conflitti di coppia posso essere visti come la ri-creazione di conflitti irrisolti con uno dei genitori. La prospettiva comportamentale pone in evidenza il conflitto come evento manifesto, sviluppando accurati sistemi di codifica osservazionale, basati sulle dimensioni verbali e non verbali dei processi conflittuali. Nel focalizzarsi sull’interazione tra i partner sono stati osservati la flessibilità vs. la rigidità di alcuni modelli di comportamento espressi dalle coppie soddisfatte vs. quelle insoddisfatte.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Uomo e della Società

Autore: Pasquale Romeo Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.