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Misure di Contenimento degli organismi invasivi. Il caso della Cimice Marmorizzata Asiatica

Informazioni tesi

  Autore: Valentino Matteo Attanasi
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Agrarie
  Relatore: Stefania Laudonia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 25

Il seguente elaborato fornisce le informazioni, raccolte dalla letteratura scientifica, in merito alla biologia, fenologia e possibilità di controllo integrato della Cimice Asiatica Halyomorpha halys Stål, 1855 (Rhynchota: Hemiptera: Pentadomidae), di recente introduzione negli areali italiani. L'insetto è considerato un invasivo nocivo, ovvero è responsabile di ingenti danni economici a diverse colture nonché causa di fastidiose infestazioni domestiche.
Nella tesi, si descriveranno inoltre gli Enti europei, nazionali e regionali, preposti ad individuare le strategie di monitoraggio e controllo integrato delle popolazioni del fitofago. La difesa integrata è una metodologia di controllo che prevede l’utilizzazione di tutti i metodi e le tecniche disponibili, economicamente validi, nel rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo. Tra gli scopi del metodo vi è dunque la volontà di ottenere produzioni agricole vegetali a basso impatto ambientale, con un accettabile bilancio costi-benefici, e riducendo i rischi per la salute umana. (Aurigemma et al, 2015).
Si illustreranno infine, le ricerche in corso relative all'antagonista specifico di H.halys: l'ooparassitoide Trissolcus japonicus (Hymenoptera: Platygastridae), nonché alcuni metodi per il monitoraggio, ancora adesso in fase di sperimentazione.

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INTRODUZIONE L’aumentata possibilità di circolazione internazionale delle merci e delle persone ha determinato la necessità di dover difendere gli agroecosistemi, gli ambienti semi-naturali e naturali oltre che da parassiti e patogeni autoctoni, anche dai potenziali agenti dannosi provenienti da altri ambienti ed altri Paesi. Gli ambienti naturali presentano generalmente equilibri tali, per cui le malattie o le infestazione risultano fenomeni abbastanza rari. Ciò è attribuibile a fenomeni di coevoluzione dei diversi livelli trofici. La resistenza delle piante ai patogeni è determinata dalla sua capacità di riconoscerlo come tale. Il riconoscimento è reso possibile poichØ le piante riescono a discriminare, tra i segnali provenienti dalle proprie cellule, gli organismi benefici dai potenziali patogeni. La teoria alla base degli studi di resistenza dei vegetali è nota come teoria del “gene per gene” secondo la quale la resistenza specie-specifica dipende da un singolo gene dell’ospite a cui corrisponde un singolo gene nel patogeno, e la mancanza di anche uno solo dei due determina suscettibilità (Flor, 1947). La possibilità di resistenza aumenta dunque in condizioni di elevata diversità genetica, che può essere presente anche in esemplari della stessa specie. Per quanto riguarda la possibilità di espressione di resistenza di una pianta all’attacco dei fitofagi invece, gli entomologi se ne sono interessati intorno agli anni 50, per la sempre maggiore resistenza che i fitofagi manifestavano verso gli insetticidi impiegati. Esistono tre tipi principali di resistenza che una pianta può avere verso un fitofago (Painter 1958): la non-preferenza (difese meccaniche, biologiche, chimiche della pianta per cui l'insetto non è interessato a colonizzarla); antibiosi ( la pianta può influire sulla biologia dell'insetto tramite sostanza repellenti o inibenti il normale sviluppo); tolleranza ( la pianta riesce a sopportare una certa densità di infestazione senza subirne un danno eccessivo, ne riducendo di molto la sua produzione). Un agrosistema è molto semplificato, contiene solo parte delle interazioni che avvengo in natura, e per questo, molte specie che sarebbero innocue proliferano fino a diventare dei Key pest per quella cultura specifica. L’agroecosistema, spesso caratterizzato da monocoltura e dall’uso di prodotti chimici per la sua difesa, presenta generalmente un impoverimento dei diversi livelli di biodiversità e dalla rimozione di sorgenti alternative di cibo e di rifugio per antagonisti. In queste condizioni solo poche specie, generalmente appartenenti ai consumatori primari, sono favorite (Lo Genco et al, 2008). L’aumentata possibilità di circolazione internazionale delle merci e delle persone ha determinato la necessità di dover difendere gli agroecosistemi, gli ambienti semi-naturali e naturali, oltre che da parassiti e patogeni autoctoni, anche dai potenziali agenti dannosi provenienti da altri 1

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Parole chiave

biocontrollo
lotta biologica
halyomorpha halys
cimice asiatica
invasioni cimici
trappole insetti
eppo
bmsb
ecoresistenza
invasivi

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