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Oltre il PIL: Valutazione del benessere attraverso indicatori di tipo quantitativo

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Lastella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Politecnico di Bari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Nicola Costantino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

Questa tesi ha come obiettivo l'individuazione dei limiti del PIL utilizzato alla stregua di un indicatore di benessere. È stata inoltre focalizzata l'attenzione sugli indicatori alternativi al PIL, quali Happy Planet Index, Qualità regionale dello sviluppo, Genuine Saving Index e Index of sustainable Economic Welfare.

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2 1.Introduzione Una delle domande più frequenti a cui l’Uomo ha da sempre cercato di dare una risposta è la seguente: “Cosa vuol dire essere felici, ma soprattutto, è possibile misurare quantitativamente la felicità?” Per poter rispondere in maniera esaustiva alla domanda, è molto importante la presenza di una società particolarmente attiva, che esponga le proprie idee in merito ai sistemi di misurazione del benessere e permetta quindi, di valutare accuratamente quali sono i fattori determinanti e influenti sul benessere della persona. Da ciò ha avuto origine l’interesse via via crescente da parte di economisti, psicologi, sociologi, politici e gente comune, i quali hanno contribuito attivamente alla definizione di felicità e delle misure atte a valutare il reale livello di benessere della popolazione. Per molto tempo, infatti, il benessere di una nazione è stato misurato tramite parametri meramente economici come il tasso d’inflazione (dato dalla variazione del potere d’acquisto della moneta), il tasso di disoccupazione(dato dal rapporto fra persone in cerca di lavoro e forza lavoro) e il Prodotto Interno Lordo. In particolare, il PIL è ottenuto dal valore di mercato di tutti i prodotti (beni e servizi) finiti realizzati all’interno di un paese nel corso di un anno. Per tale motivo, a seguito dell’importante crescita economica e dello sviluppo tecnologico verificatosi durante il secondo dopoguerra, la sua crescita è divenuta l’obiettivo principale da perseguire dalle diverse nazioni in quanto permette di rilevare l’intensità della capacità produttiva di un paese.Solo successivamente, il PIL è stato utilizzato come un indicatore di benessere. Tuttavia, dagli studi condotti da diversi economisti si evince come l’utilizzo del Prodotto Interno Lordo, atto alla misurazione del reale livello di benessere della popolazione sia soggetto ad una serie di errori ma allo stesso tempo rappresenta una componente piuttosto importante, in quanto incide sul benessere della nazione. Ad esempio, esso non considera tutti quei beni non disponibili sul mercato ma influenti per la determinazione del benessere delle persone, come la cura della casa e dei propri figli o la cura del proprio orto. Sin dalla sua creazione, il PIL è stato oggetto di dibattito e, a seguito della crisi economica attuale è diventato uno dei temi più discussi a livello nazionale ed internazionale. Ad oggi, i governi delle varie nazioni, in collaborazione con gli economisti e gli istituti di statistica, sono impegnati nella ricerca di nuovi parametri con cui valutare il livello di benessere dalla popolazione. Negli ultimi cento anni, nonostante ci sia stato un aumento del benessere materiale nella quasi totalità del pianeta Terra, le disuguaglianze tra paesi ricchi e paesi poveri sono ancora molto nette, mentre sono aumentate quelle all’interno di quasi tutti i singoli paesi. Osservando la sola classifica relativa al PIL pro capite, e utilizzando tale indicatore alla stregua di un indicatore di benessere come fatto in passato, saremmo portati a dire che la nazione con la migliore qualità della vita è anche quella più ricca, in quanto produce più delle altre. Paradossalmente quindi, una persona che lavora ventiquattro ore su ventiquattro nella propria azienda, aumenterà notevolmente il Prodotto Interno Lordo della propria nazione, ma certamente non accrescerà il proprio livello di benessere. L’obiettivo di questo elaborato è quindi di esaminare gli strumenti alternativi proposti per valutare il reale livello di benessere della popolazione analizzando non più la sola ricchezza, bensì una vasta

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valutazione benessere
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