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Gli effetti di Gomorra sul pubblico. Un'analisi intermediale

La presente tesi esamina l'evoluzione del fenomeno Gomorra attraverso un'analisi intermediale incentrata sul diverso rapporto che si instaura tra il fruitore e i personaggi, e più in generale con il brand, a seconda del medium utilizzato per la narrazione. Nell'arco di un decennio, infatti, il romanzo-inchiesta ha subito tre distinte trasposizioni (teatrale, cinematografica, televisiva seriale), e ciò è stato possibile grazie al concept della matrice letteraria capace di favorire forme di riproducibilità. L'elaborato, pertanto, indaga gli elementi che hanno permesso la realizzazione dei tre differenti adattamenti e mostra in che modo questo complesso transmedia storytelling sta portando il testo letterario a trasformarsi gradualmente in un ecosistema narrativo. Nello specifico è stata effettuata dapprima un'analisi testuale e narratologica, per una migliore comprensione del rapporto che l'utente stabilisce con i diversi prodotti mediali, tramite l'approfondimento della questione del punto di vista, considerato uno dei principali strumenti per la manipolazione dell'audience. E' stata poi analizzata l'influenza del cinema in Gomorra e nell'ambiente camorristico, tramite un'attenta indagine dei punti di contatto del film con il Neorealismo e il genere documentario e un accurato studio sulla metamorfosi di uno specifico personaggio della serie televisiva. E' stata condotta in particolare un'analisi della struttura progettuale della sceneggiatura. Infine è stata presa in esame la popolarità raggiunta dal brand attraverso una minuziosa analisi di economia e di marketing, utile a chiarire quanto Gomorra sia un perfetto esempio di glocalismo, in grado di generare emulazioni e parodie. Sono inoltre stati evidenziati gli effetti che questo prodotto ha contribuito a provocare non solo nel pubblico generalista e nella critica, ma anche in ambito letterario e artistico.

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Gli effetti di Gomorra sul pubblico Un'analisi intermediale di Giuseppe Casapulla “La Parresia, il parlar franco, il dire il vero è un tipo d'atto attraverso il quale il soggetto dicendo la verità, si manifesta e con questo rappresenta se stesso” Michel Foucault (Il coraggio della verità, 1984) INTRODUZIONE “La camorra è un grattacapo napoletano”. Così scriveva un bambino in uno dei temi raccolti da don Luigi Merola e dal compianto maestro Marcello D'Orta nel libro “A voce d'e creature” 1 del 2012, quando chiesero ai bambini di scrivere cosa pensassero della potente organizzazione criminale radicata in Campania. Parlare di camorra in un territorio come quello campano è molto difficile; l'argomento è considerato un tabù. Proprio per questo motivo si è scelto di provare a chiederlo ai bambini, i quali spesso riescono a dire quello di cui gli adulti hanno paura o pudore. Ma la camorra è molto più di un “grattacapo napoletano”. Il termine compare per la prima volta in un atto ufficiale firmato da Carlo III di Borbone nel 1735 per indicare il gioco d'azzardo. 2 A lungo considerata una mafia minore, la camorra ha incrementato le proprie attività illecite e al giorno d'oggi 1 Marcello D'Orta, Luigi Merola, 'A voce d'e creature. La camorra nei temi dei bambini di Napoli, Milano, Mondadori, 2012, p. 8 2 Matteo Scanni, Ruben H. Oliva, 'O Sistema. Un'indagine senza censure sulla camorra, Milano, Rizzoli, 2006, p. 115 1

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe Casapulla Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.