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Orario di lavoro e diritti al tempo della deoggettivazione: quali prospettive dal lavoro agile?

Informazioni tesi

  Autore: Davide Cerutti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Anna Rita Tinti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

Il presente elaborato è stato realizzato con lo scopo di studiare ed approfondire l'evoluzione del diritto del lavoro italiano relativamente ai nuovi orizzonti e sinallagmi contrattuali resi possibili dalla sempre crescente implementazione di tecnologie informatiche e telematiche nei rapporti di lavoro subordinato, con particolare attenzione ad un nuovo strumento che si propone come innovativo ed alternativo rispetto a quanto abbiamo fino ad ora conosciuto: il lavoro agile. L'interesse nei confronti di questa materia nasce dalla constatazione che l'orario di lavoro come mezzo di oggettivazione della prestazione lavorativa sta conoscendo una profonda crisi, che nasce dalla sempre maggiore richiesta di flessibilità nella gestione della giornata lavorativa proveniente, seppur per ragioni differenti, tanto dal mondo imprenditoriale quanto dai lavoratori. Questo processo impone di riflettere sul ruolo attuale e futuro dell'orario di lavoro, e al contempo di chiedersi quale possa essere entro questo orizzonte il ruolo di strumenti come appunto lo smart working, giacché queste nuove forme di gestione del tempo-lavoro potrebbero aprire lo spazio ad un ripensamento del ruolo dei lavoratori subordinati. È forte tuttavia la convinzione che, in un'epoca in cui il diritto del lavoro fatica a garantire una tutela solida ai lavoratori e ad adeguarsi alla modernità e all'evoluzione dei rapporti lavorativi, queste forme di esercizio della prestazione lavorativa, estremamente flessibili e potenzialmente utili tanto alle aziende per abbattere i costi fissi ed aumentare la produttività quanto ai lavoratori in funzione conciliativa, rappresentino il nuovo orizzonte entro il quale bisognerebbe immaginare una parziale ridefinizione dello stesso rapporto di lavoro subordinato. Tale analisi è stata preceduta da uno studio in merito alla parabola dell'orario lavorativo nel diritto e nella contrattazione in Italia dall'Unità ad oggi, al fine di mettere in luce il percorso evolutivo della disciplina e l'importanza che l'orario ha avuto come mezzo di oggettivazione del tempo-lavoro negli ultimi due secoli. Si è dunque proceduto ad analizzare come il paradigma della deoggettivazione affermatosi a livello teorico abbia iniziato ad avere ripercussioni sul mondo del lavoro anche dal punto di vista pratico, andando nella seconda parte dell'elaborato ad analizzare quelle forme di esercizio della prestazione lavorativa in cui la flessibilità oraria e di luogo si afferma non come l'eccezione, bensì come l'elemento radicale del rapporto di lavoro. A tal scopo è stato chiamato in causa il telelavoro, importante sia come primo esempio di gestione da remoto tramite strumenti informatici della prestazione lavorativa sia come antenato del lavoro agile. Punto cardine di questa analisi è però rappresentato dalla seguente ed approfondita disamina dell'iter avuto dalle proposte di legge in tema di lavoro agile susseguitesi negli ultimi due anni, con particolare attenzione ai ddl 2229 e 2233, sottoposti all'attenzione della Presidenza del Senato lo scorso febbraio. In particolare, ci si è posti l'obiettivo non solo di fornire un'istantanea del capo riguardante il lavoro agile del ddl 2233 ora in esame in Parlamento, ma di spiegarne l'origine, di mettere in luce i diversi orientamenti emersi in tema, di spiegare perché sono state intraprese determinate vie ed altre sono state scartate, di riflettere sulle parole di volta in volta scelte dal legislatore e di sottolineare il contributo che i vari attori hanno avuto nell'andare a definire il disegno di legge nei termini in cui oggi si presenta. In considerazione di quanto detto, il fine ultimo di questo studio è stato capire la strada che legislatore e parti sociali stanno intraprendendo in tema di lavoro agile, in modo da sviluppare una riflessione complessiva sul ruolo futuro di queste nuove forme di esercizio della prestazione di lavoro subordinato in relazione a natura della prestazione lavorativa, tempo di lavoro e diritti del lavoratore, offrendo altresì una solida base ed eventuali spunti per un futuro proseguimento ed approfondimento dei temi qui trattati.

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Introduzione Il presente elaborato è stato realizzato con lo scopo di studiare ed approfondire l'evoluzione del diritto del lavoro italiano relativamente ai nuovi orizzonti e sinallagmi contrattuali resi possibili dalla sempre crescente implementazione di tecnologie informatiche e telematiche nei rapporti di lavoro subordinato, con particolare attenzione ad un nuovo strumento che si propone come innovativo ed alternativo rispetto a quanto abbiamo fino ad ora conosciuto: il lavoro agile. L'interesse nei confronti di questa materia nasce dalla constatazione che l'orario di lavoro come mezzo di oggettivazione della prestazione lavorativa sta conoscendo una profonda crisi. E proprio la deoggettivazione del tempo-lavoro è da ritenersi il concetto cardine su cui si fonda l'intero elaborato, e di cui si ritiene fin d'ora necessario chiarire il significato. Mutuando la definizione di Bavaro, giurista che ha riflettuto in maniera approfondita su questo tema, la deoggettivazione del tempo-lavoro è “un processo di desincronizzazione del tempo-lavoro produttivo dal tempo-lavoro effettivo, il cui governo è attribuito al potere unilaterale di organizzazione.”. Prosegue Bavaro “Mentre l'oggettivazione del tempo-lavoro determina la separazione del tempo- subordinazione dal tempo-libertà e affida all'orologio la reciproca misurazione, la deoggettivazione affida all'organizzazione la determinazione della misura del tempo- lavoro effettivo.” 1 , con la conseguenza che il potere organizzativo datoriale non agisce più solo nel tempo di lavoro, ma anche sul tempo di lavoro. La sempre maggiore richiesta di flessibilità nella gestione della giornata lavorativa proveniente, seppur per ragioni differenti, tanto dal mondo imprenditoriale quanto dai lavoratori è un'espressa manifestazione di questo progressivo processo di deoggettivazione, ed impone di riflettere sul ruolo attuale e futuro dell'orario di lavoro. Al contempo si è portati a chiedersi quale possa essere entro questo orizzonte il ruolo di strumenti come appunto 1 V. Bavaro, 2008, p. 257 3

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Parole chiave

orario di lavoro
lavoro agile
deoggettivazione
tempo di lavoro
smart working

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