Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il trasferimento del ramo d'azienda

La tesi è suddivisa idealmente in due parti: la prima, fino al capitolo 4, offre una panoramica sulle diverse operazioni straordinarie, con il trattamento civilistico, contabile e fiscale; la seconda, nei capitoli 5 e 6, cerca di applicare quanto scritto in precedenza ad un confronto, tra un caso aziendale realmente verificatosi e due operazioni ipotizzate come alternative, al fine di capirne le effettive differenze.
L'obiettivo è capire, dopo avere dettagliato la normativa di cessione d'azienda, conferimento d'azienda, scissione societaria ed affitto d'azienda, i principali punti di forza e criticità delle stesse, in un'ottica di valutazione comparata, confrontando dal punto di vista pratico quanto esposto nei primi capitoli teorici.

Mostra/Nascondi contenuto.
6 Introduzione La relazione analizza il tema del trasferimento del ramo di azienda. L’argomento sarà sviluppato dapprima delineando la disciplina civilistica e fiscale delle diverse operazioni mediante il quale è possibile attuarlo, ed in seguito analizzando un caso aziendale di conferimento di azienda e le possibili alternative che nella pratica si sarebbero potute percorrere. L’obiettivo è capire, dopo avere dettagliato la normativa di cessione d’azienda, conferimento d’azienda, scissione societaria ed affitto d’azienda, i principali punti di forza e criticità delle stesse, in un’ottica di valutazione comparata, confrontando dal punto di vista pratico quanto esposto nei primi capitoli teorici. Infatti, qualora ci si trovi nella condizione di dover effettuare il trasferimento di un ramo aziendale per i più disparati motivi, che si analizzeranno nello svolgimento della tesi, le normative civilistica e fiscale offrono diverse soluzioni, le quali si rivelano più o meno convenienti a seconda dell’effettiva finalità che si vuole raggiungere. Si tratta di un argomento sempre di risalto nella dottrina economico-aziendale e nella tecnica professionale. Già in passato ci si interrogava sul tema delle operazioni straordinarie e su quale fosse, nella prassi, l’alternativa migliore per le esigenze degli imprenditori. Così scriveva Onida nel 1939: “le complesse operazioni di espansione, limitazione e trasformazione strutturale delle aziende […] possono presentare natura economica diversa anche secondo i fini per i quali quelle operazioni vengono effettuate. Per il raggiungimento dei propri fini, la pratica si avvale degl’istituti giuridico-economici che in dati luoghi e tempi è possibile utilizzare: e mentre accade comunemente che un medesimo istituto sia usato per fini diversi, […] avviene pure, non di rado, […] che istituti differenti servano a fini economici fra loro simili” 1 . La variazione del perimetro aziendale può essere attuata in diversi modi, e la scelta dello strumento giuridico per attuare tale modificazione dipende da svariati fattori, quali quello finanziario, economico, strategico, delle sinergie ottenibili. Non da ultimo, nella scelta dell’operazione più adatta, riveste spesso importanza cruciale il fattore fiscale. A seguito di diverse disposizioni che si sono succedute nel corso degli anni, infatti, è risultata avvantaggiata dal legislatore questa o quella operazione, sino ad arrivare agli ultimi anni in cui alcune delle operazioni di riorganizzazione aziendale godono della neutralità dal punto di vista delle imposte dirette ed indirette, che spesso rappresenta la differenza che fa ricadere la scelta su un’operazione invece di un’altra. Posto che ogni operazione va sempre valutata partendo dalle finalità e dalle motivazioni per cui essa viene effettuata, e che di conseguenza non è possibili individuare l’operazione migliore in assoluto, bensì l’operazione più adatta in base alle esigenze delle parti in causa, si cercherà di trarre alcune conclusioni di fondo mediante la comparazione delle diverse alternative. 1 P. Onida, Le dimensioni del capitale d’impresa, 1939, Milano, Giuffrè Editore, pag. 35-36.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Mattia Conti Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1339 click dal 16/12/2016.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.